La Pasqua dei ribelli: Piero Calamandrei e Gesù

Scritto da , 22 marzo 2018

VeliaTeatro, la nota rassegna sulla espressione tragica e comica del teatro antico che si svolge in estate nel Parco Archeologico di Elea-Velia, promuove per oggi e sabato due importanti appuntamenti al Teatro Leo De Berardinis di Vallo della Lucania.

Di ARISTIDE FIORE

 

Questa sera, alle ore 19, 30 va in scena «L’ultima arringa di Piero Calamandrei in difesa di Danilo Dolci», con la lettura scenica di Christian Poggioni e l’accompagnamento musicale di Irina Solinas al violoncello. Nell’occasione nel 60esimo anniversario della morte di Calamandrei, la recitazione pubblica della sua ultima arringa è un’occasione preziosa per capire quanto fosse tribolata la strada per affermare la democrazia repubblicana in Italia. Per riflettere su dove saremmo oggi senza «ribellioni» e «ribelli». Il 2 febbraio 1956 Danilo Dolci, attivista della non-violenza soprannominato Gandhi della Sicilia, veniva arrestato mentre guidava un gruppo di braccianti a lavorare nella Trazzera vecchia, una strada nei pressi di Partinico. L’accusa era di occupazione abusiva di suolo pubblico e resistenza a pubblico ufficiale. Il “caso Dolci” si concluse con la condanna di Danilo e dei suoi “complici”, ma a distanza di 60 anni si può affermare che le autorità trascinarono alla sbarra non tanto un gruppo dei manifestanti, quanto la Costituzione stessa. L’evento, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Vallo della Lucania nell’ambito di un più ampio dibattito sul tema «Lavoro e Costituzione: un diritto e un dovere» e promosso dalla Fondazione Filiberto e Bianca Menna, sarà replicato domani sera, alle ore 20.30 al Teatro delle Arti di Salerno, con ingresso gratuito. Sabato, ore 20.30, invece, VeliaTeatro presenta «La Notte degli Ulivi» di Érich-Emmanuel Schmitt con uno spettacolo di e con Christian Poggioni che racconta la storia di Jeshua (Gesù di Nazareth) vista da un’angolazione originale e provocatoria: il suo è un Jeshua dal volto profondamente umano, che esprime una istintiva gioia di vivere e una dolorosa angoscia di fronte alla morte. È un ebreo che, vissuto in una Galilea dove pullulavano i falsi Messia, per primo dubita, si interroga, vive un conflitto lacerante tra l’umano e il divino. Una rappresentazione tanto più significativa alla vigilia della Pasqua di resurrezione e dunque assume una connotazione simbolica particolarmente significativa. Lo spettacolo si avvale della collaborazione alla regia di Lorenzo Volpi Lutteri, delle musiche originali di Amleto Pace e Antonio e delle scene e i costumi di Lorenzo Volpi Lutteri.

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