La parlamentare Lucia Vuolo traccia un bilancio della sua attività e pensa alle amministrative

Scritto da , 20 Aprile 2021
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Lucia Vuolo è stata eletta al Parlamento europeo per la prima volta il 26 maggio del 2019 con ben 41.696 voti. Da quarant’anni militante politica, cattolica cristiana, ha sempre speso le sue forze per aiutare e dare voce al popolo. Eletta in Italia nella Circoscrizione meridionale, ora è componente della Commissione TRAN Trasporti e Turismo ed è supplente in Commissione ENVI Ambiente, Sicurezza Alimentare e Salute Pubblica e in Commissione CONT Controllo Budget. Il suo lavoro è orientato al territorio. Al Sud tiene banco l’alta velocità Salerno – Reggio Calabria. Il progetto collegato al Recovery Fund è stato inviato dal Governo alle Commissioni Lavori pubblici per l’approvazione. Dal cuore dell’Europa qual è stato il suo supporto? Il PNRR è un’immensa opportunità per il Sud. Tra febbraio e marzo ho organizzato una serie di riunioni con il Gruppo FS sull’Alta Velocità. In due di queste occasioni ho voluto la presenza del consigliere Pierro e del coordinatore regionale nonché collega Grant. In 40 anni di militanza ho imparato l’importanza del fare squadra. Oggi è toccato a me creare le condizioni, domani ad un altro. Mai anteporre l’ambizione personale. Nella mia esperienza, posso dire che chi ha anteposto i propri interessi ai territori è rimasto solo e a casa. Mi scusi, ma cosa avete detto in questa riunione? Abbiamo parlato in particolare della Campania e di alcune nostre perplessità. L’assenza di una fermata AV tra Battipaglia e Sapri, la necessità della centralità di Salerno, un hub previsto a Battipaglia quindi il riconoscimento AV nell’Agro nocerino – sarnese. Tutto da me documentato, spero che sia in linea con il progetto pre-esistente, le risorse previste e i tempi (stretti) di realizzazione. Ed in tutto questo, lavora sul dossier che ha come obiettivo: zero vittime della strada entro il 2050. A ben vedere le strade del nostro Sud però più che ambizioso, il target voluto dell’Unione sembrerebbe utopico. Quali sono state le sue riflessioni? Nel 2019 ci sono stati oltre 170 mila incidenti stradali che hanno causato 3’173 vittime e poco più di 240 mila feriti. Dobbiamo agire a tutti i livelli. Io ho avuto vari confronti con Fondazioni, Associazioni locali e nazionali e quindi Anas. Partiamo dalle scuole, ore di pratica sulla sicurezza stradale con il supporto di associazioni, Polizia stradale e autoscuole. Quindi, nelle auto, ho chiesto che l’innovazione sia di serie, ad esempio, per un corretto uso dei cellulari alla guida. Ho sottolineato la necessità di una regolamentazione sulla micromobilità, i monopattini elettrici per intenderci. Ottima la sostenibilità green, ma che tutto sia compatibile con i centri storici e con la sicurezza di tutti. Infine, ho voluto far riflettere su alcuni atteggiamenti troppo spavaldi dei pedoni, su tutti: basta attraversare le strade come se nulla fosse e in qualsiasi punto. Infine tutela delle disabilità con un accesso paritario tanto in strada quanto sui marciapiedi. Mi levi una curiosità, nelle ultime settimane ha inviato quasi 2000 suoi opuscoli in ogni angolo del Sud Italia. Perché? Ho scritto su carta quello che ho fatto nei primi due anni spiegandone il perché. In tanti anni di militanza ho ascoltato vari europarlamentari, non ricordo che qualcuno mi abbia poi raccontato quello che ha fatto nei cinque anni tra Bruxelles e Strasburgo. Non possiamo concludere senza aver parlato della politica nostrana. In autunno Napoli, Salerno e Benevento andranno al voto, cosa bolle in pentola in casa Lega? Guardi, l’ultima parola spetta ai coordinatori provinciali, io vorrei solo che ci fosse la presenza costante del Segretario Salvini. Ogni volta che ho ragionato con lui ho sempre trovato profonde affinità politiche, la sua presenza mi renderebbe fiera e tranquilla della migliore scelta possibile. Se poi mi chiede cosa io vorrei, ebbene, io vorrei la stessa cosa che la gente chiede da tempo: una persona di esperienza capace di rimboccarsi le maniche e lavorare per tutti. Com’è l’Italia vista da Bruxelles? L’Italia è il sole dell’Europa che a Bruxelles ci invidiano e vorrebbero tutti i giorni.

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