La pappatoia del Comune: 300mila euro di troppo

Scritto da , 9 febbraio 2014

di Marta Naddei Conti che non tornano e trecentomila euro di troppo nelle tasche degli amministratori locali. Una cospicua somma di danaro che risulta dal surplus relativi alle indennità degli assessori della Giunta De Luca e i gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Somme che non sarebbero dovute perché la determinazione del compenso derivante dalle indennità di carica dovute a vice-sindaco ed assessori non andrebbe calcolata in relazione all’importo effettivo percepito dal sindaco di comune capoluogo di provincia ma in relazione a quello effettivamente dovuto per il sindaco, senza tener conto dello «effetto premiante» così come prevede l’articolo 12 del decreto ministeriale 119 del 2000. Una spiegazione, quest’ultima, contenuta in una interrogazione che i parlamentari salernitani del Movimento Cinque Stelle Mimmo Pisano, Angelo Tofalo e Silvia Giordano, avvalendosi della consulenza di un esperto del settore, il commercialista Vincenzo Carrella, hanno presentato al Ministero delle Finanze, chiedendo accertamenti sul caso Salerno e interventi da parte della finanza pubblica. In buona sostanza, al vicesindaco Eva Avossa, ad esempio, spetterebbe una indennità pari al 75% di quella incassata da Vincenzo De Luca per il suo ruolo di sindaco (79.064 euro annui). A guadagnare di più rispetto a quanto dovrebbe, secondo i calcoli dei pentastellati e del dottor Carrella, sarebbe proprio l’assessore al bilancio Alfonso Buonaiuto che sugli oltre 59 mila euro di compenso percepirebbe 25 mila euro annui in più rispetto a quanto previsto dalle normative richiamate. «Il vice-sindaco del comune di Salerno Eva Avossa – si legge nel documento dei deputati – ha dichiarato di percepire, a titolo di “compenso derivante dall’indennità di carica di amministratore», l’importo annuale di euro 58.169,00, superiore, pertanto, di euro 15.567 rispetto all’indennità prevista». Ma anche gli altri componenti della Giunta incasserebbero più del dovuto. Secondo l’analisi effettuata, infatti, «Gerardo Calabrese, Luca Cascone e Francesco Picarone hanno dichiarato di percepire a titolo di indennità 50.245 euro, superiore di 16.164 euro annui rispetto a quello previsto» mentre «Mimmo De Maio, Ermanno Guerra ed Enzo Maraio hanno dichiarato di percepire 50.413 euro, superiore di 16.332 euro annui rispetto a quanto previsto». Stesso discorso varrebbe, poi, per i componenti del Consiglio comunale di Salerno ed agli emolumenti derivanti dai gettoni di presenza. Questi ultimi – si legge ancora nella interrogazione dei parlamentari del M5S – «sono stati ridotti in misura percentuale minore a quanto effettivamente dovuto e vanno calcolati in relazione all’indennità dovuta al sindaco, senza tener conto dell’adeguamento agli importi previsti per il presidente della provincia e tale incongrua corresponsione viene periodicamente adottata attraverso atti di determina dirigenziale». Una situazione che, secondo i grillini, non sarebbe altro che integrativa del danno erariale».

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