La musica salvifica del Rotary Club

Scritto da , 13 Gennaio 2020
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Il concerto dell’ Orchestra di fiati del Cilento all’auditorium di Sapri ha lanciato un augurio concreto di buona vita al giovane Daniele Valiante di Foria di Centola. Entusiasmo per la nuova formazione diretta dal M° Vincenzo Cammarano che ha raccolto la grande tradizione musicale del territorio

Di OLGA CHIEFFI

Grande entusiasmo e successo per il tradizionale concerto il tradizionale concerto organizzato dal Rotary Club Sapri Golfo di Policastro, affidato quest’anno alla neonata Orchestra di fiati del Cilento. La formazione, diretta dalla bacchetta d’oro di Vincenzo Cammarano, ha richiamato il pubblico dell’intero golfo, riempiendo la platea dell’auditorium “G. Cesarino” di Sapri.  Un concerto speciale, questo, perché i proventi, circa 1500 euro, sono stati destinati al giovane Daniele Valiante di Foria di Centola, colto da un arresto cardiaco nell’estate del 2018 e per il quale il Cilento si è mobilitato sin da subito. La diagnosi severa descrive, purtroppo, lo stato vegetativo e dopo un anno di ricovero e pellegrinaggi in diversi ospedali d’Italia, Daniele rientrerà a casa. La famiglia ha potuto, così, disporre delle attrezzature e del personale medico necessari ad assistere e curare in casa, Daniele, anche grazie a questo piccolo contributo. La musica ancora una volta ha rivelato il suo volto salvifico in tutti i campi, nei confronti di Daniele e in quelli squisitamente educativi, nei confronti dei tanti giovani strumentisti che compongono l’Orchestra di fiati del Cilento, un sogno realizzato da una triade composta dal M° Vincenzo Cammarano, dal Sindaco di Morigerati, Cono D’Elia, oggi Vice Presidente del Parco Nazionale del Cilento, e non ultimo di Pino Cangiano, diplomatico italiano, musicofilo, nonché organizzatore e fine intrattenitore delle platee estive, con aneddoti sulle diverse opere e pagine sinfoniche,  la cui visione avvenne nel lontano 6 febbraio del 1998, quando i catalizzatori di eventi musicali della piazza di Sicilì, l’indimenticato Dott. Antonio Spina, gli appassionati melomani e bandofili, tra cui, Giannino Romanelli, sempre presenti attivi, al seguito dei gran concerti bandistici, ebbero l’idea di costituire questa formazione, oggi divenuta Associazione Culturale “Cilento terra di Musica”, che vede aggiungersi ai primi fondatori, il Presidente Giovanni Ruocco, Vanna Puglisi, nominata Presidente onorario quale vedova del defunto Antonio Spina, e ancora, l’Ingegnere Luca Castelluccio, e i musici, Don Antonio Toriello, parroco di Licusati e docente di oboe del nostro conservatorio e il percussionista Gerardo Bovi, docente presso la Scuola ad Indirizzo Musicale dei plessi di Centola e Palinuro, che abbiamo ascoltato all’opera in orchestra. La serata è stata introdotta dal Presidente del Club Rotary di Sapri Giovanni Bellotti, dal Sindaco della perla del Golfo di Policastro, Antonio Gentile, unitamente ad Antonio Lombardi, assistente del governatore in carica per i Clubs Paestum Centenario e Sapri-Golfo di Policastro, prima della consegna dell’assegno per Daniele Valiante a Pina D’Alessio, alla presenza del sindaco di Centola Carmelo Stanziola. Poi, la parola finalmente alla Musica, che ha attraversato sicuramente i titoli più amati di Vincenzo Cammarano, dal Gioachino Rossini e la sua Marcia del Sultano, datata 1852, caratterizzata da una vivacità ritmica e da un’andatura veloce, senza reminiscenze orientali, ma con la tipica cantabilità dell’autore, alle due pagine più famosi di Franz von Suppè l’Ouverture di “Dichter und Bauer”, con il celebre solo affidato al sax tenore che ha da sostituire il violoncello e  ancora l’ouverture di “Ein Morgen, Ein Mittag Und Ein Abend In Wien” con ancora  il sax tenore uber alles, (urge riflessione e ricerca, però, sul suono di questo inarrivabile strumento), che espone una melodia molto lirica che ricorda l’assolo affidato allo stesso strumento nell’ouverture precedente, prima di esplodere in passaggi virtuosistici e incalzanti per poi arrivare ad un finale impetuoso e trascinante. Quindi, apoteosi del valzer, con “Tace il labbro” in cui forse Vincenzo Cammarano sembra si sia abbandonato un po’ troppo tra le braccia di Hanna Glawari, il Verdi dell’ouverture della Giovanna D’Arco, una vera e propria attività di interpretazione e vivificazione della pagina, da parte del direttore. Ci riferiamo in particolare al passaggio quasi cameristico fra oboe e flauto,  nel solco di una grande tradizione italiana per questi strumenti tanto importanti per quel “colore” verdiano, per quindi passare al segno caratteristico del direttore, le Quattro stagioni, il balletto da les Vepres Siciliennes. Qui siamo alla pura ricerca di preziosismi, passando dall’estro dei legni, clarinetto nella primavera, oboe e flauto nell’estate, per apprezzare così pienamente il livello alto che la scrittura di Verdi capace di offrire ad ogni voce il suo momento di ribalta idiomatica senza che nessuna monopolizzi la scena sonora.  Un originale per banda di  Jacob De Haan The Saint and The City che racconta con una pagina oscura ed eroica il combattimento tra San Michele e il Drago, prima di concludere in bellezza con la trascinante danza ungherese n° 5 di Johannes Brahms e l’Intermedio dalla Zarzuela da “La boda de Luis Alonso” di Gerónimo Giménez. Musica caratteristica allegra che ha messo in luce i giovanissimi e sicuri percussionisti della formazione. La Musica ha donato a tutti, ancora una volta, un talismano di piccole ebbrezze per il nuovo anno.

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