La Musica nell’educazione scolastica di Matteo Iannone

Scritto da , 9 gennaio 2017

Le memorie introspettive di Zotlan Kodàly e l’eco della memoria tra le due guerre

 

 Di AMBRA DE CLEMENTE

Via Duomo nella memoria culturale di una scuola codificato in un edizione musicale, che a sede a Via Duomo n. 26, sede anche di due Bed and Breakfast: Concerto ed Arco Catalano. Il Metodo Kodàly, edizione Setticlavio, è un libro di Mirella Franzese, docente dell’Accademia Musicale Salernitana, ha frequentato i corsi in Ungheria nel 1981 pubbicandolo nel 1996. Introdurre la musica all’interno di un percorso di educazione musicale scolastica con una gamma ampia di percorsi conoscitivi ed operativi è l’obiettivo del libro. Il percorso o strategia tattica viene codificata in una discliplina nuova ed oggetto de campo musicale ed i suoi obiettivi. Un musicista e didatta ungherese Zotlan Kodaly ( Kecskemèt 1882- Budapest 1967)  compositore, filosofo, letterato, etnomusicologo e teorizzatore musicale la cui importanza europea fu grandissima. Da oltre cinquant’anni il suo programma fu definito ne 1943 e reso ufficiale nel dopoguerra, utilizzato nelle scuole d’obbligo ungheresi, in quelle materne fino alle scuole di specializzazione di musica. Grande amico di Bela Bartok. Direttore dell’Accademia Musicale Ungherese, presidente del Consiglio Internazionale della Musica Popolare, Presidente del Consiglio Arti Ungheresi, e insignito dell’Ordine repubblica popolare ungherese. Il suo metodo dal 1943 fu utilizzato in tutte le scuole europee, si basa sulla solmitazione e sull’alfabetizzazione musicale, che confluirà nel metodo noto come: Cantar legendo, variante delle idee del compositore ungherese. Matteo Iannone ha scritto anche una celebre Grafia e Grammatica della musica, Ed. Setticlavio, Salerno 1990, quinta edizione, utilizzato dai docenti di musica come strumento didattico e la preparazione agli esami di licenza di teoria, solfeggio e dettato musicale, realizzato da Matteo Iannone, allora, docente del Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, con la collaborazione degli allievi del Conservatorio di Reggio Calabria, Perugia, Frosinone e Roma. “Castigat ridendo mores” dice M Iannone presentando la Mostra “ Musicomics del 2016, i cui espose i celebridisegni di Criscuolo Salvatore che collabora con l’editore per la realizzazione di calendari e libri di educazione musicale. Antropologicamente attraverso il gioco si impara ed i bambini hanno un loro linguaggio per apprendere il ritmo, quello che li cattura è la simpatia dell’insegnante dai miei ricordi di musicista bambina su metodo Orff di Marcello Napoli. Invece Kodàly, coetaneo di Orff fa riferimento al canto popolari, alla tradizione musicale ungherese. L’Ungheria nel Cinquecento dopo due secoli di occupazione turca cadde nelle mani degli austriaci. Dopo il 1526, dopo la disfatta di Mohàcs. Sotto l’Austria l’Ungheria era solo una colonia periferica, germanizzata, acculturata, sfruttata economicamente, provocando rivolte violente ed insurrezioni popolari. Però con l’avvento della cultura europea musicale   dalla Germania, Francia, si indebolì la tradizione musicale del territorio autoctona, contadina sopravvissuta solo nei ceti bassi mentre era considerata ormai in letargo. Nel romanticismo rinasce l’idea di Nazione e di popolo, Il valore romantico della storia, dell’arte, e si risveglìò il legame alle tradizioni locali popolari alla ricerca di linguaggio autentici, spontanei, genuini che risvegliavano i cuori del popolo, l’eco della loro memoria culturale, il retaggio, la radice perduta, strappata da anni di oblio. Bela Bartòk e Kodaly ricercavano la tradizione popolare nel XX secolo. Le ricerche di Kòdaly erano linguistiche e letterarie ( XX, 1833- XX secolo- 1905 ) con la raccolta di canti popolari ed i tesi. Così nasce l’etnomusicologia oggi codificata da Curt Sachs con Kodàly e Bartok. Il fonografo era allora diffuso e così i compositori suonavano e registravano l’eco del suono natio. Ottant’anni di esperienza musicale hanno codificato il metodo per l’edizione Setticlavio in un maneggevole libricino.

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