La mossa di De Luca: decadere dopo Febbraio e al voto nel 2015

Scritto da , 2 dicembre 2013

di Andrea Pellegrino

Non c’è nulla da fare: glielo stanno dicendo in tutte le lingue. Il doppio incarico non è contemplato, sia esso tra sindaco – viceministro o sindaco – sottosegretario. Ma De Luca, ancora una volta, ieri con una nota stampa ha ribadito che “il fatto non sussiste” ed è pronto a rimanere sindaco e viceministro, e semmai anche a ricorrere al Tar contro la delibera dell’Antitrust. Insomma nulla da fare, nonostante il Ministro Lupi abbia dichiarato, per l’ennesima volta, nella giornata di ieri: «Si dimetta da sindaco e avrà le deleghe. Io quando sono stato nominato Ministro mi sono dimesso dai ruoli che ricoprivo perché è giusto e corretto così». Ma De Luca vuol perseverare, fino in fondo, o almeno fino a quando la sua possibile decadenza da sindaco superi il possibile voto in primavera. Tecnicamente il sindaco, in attesa che Renzi diventi segretario e aspettando un possibile rimpasto di Governo, vorrebbe allentare almeno al prossimo anno (in concomitanza con le Regionali) le elezioni a Salerno città. Per far ciò dovrebbe farsi dichiarare decaduto oltre i novanta giorni che precedono l’appuntamento in primavera. Perché delle due l’una: o il sindaco davvero crede in ciò che dice o scrive (così ad esempio: “l’Antitrust mi ha dato ragione”) oppure c’è un altro disegno politico in campo, che mira a prendere il dovuto tempo. D’altronde ancora oggi e nonostante una comunicazione del Prefetto di Salerno, il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Alessio (candidato anche alle primarie, in posizione utile) ancora non convoca neppure la conferenza dei capigruppo. Segno che il tutto sarà rimandato sine die. Un possibile scenario che però non tiene conto delle variabili politiche che si sono inserite a Salerno, creando un vero e proprio caso nazionale. Oltre al giudizio pendente al Tribunale di Salerno (l’udienza è il 17 dicembre) su iniziativa del Movimento 5 Stelle, in settimana potrebbe scendere in campo direttamente Guglielmo Vaccaro che oltre ad essere un deputato Pd è uno dei più fedeli collaboratori di Enrico Letta, ossia del premier del Governo dove siede De Luca, nonché un possibile candidato alla presidenza della Regione Campania. L’onorevole di Scafati punterebbe dritto allo scioglimento del Consiglio comunale per opera del Prefetto. E visti i tempi che corrono a Salerno e la mancata convocazione dell’Assise, tutto potrebbe accadere. Checché ne dica De Luca anche le pietre (le uniche a non averlo votato, secondo il sindaco) sanno che lui ad oggi è sottosegretario a tutti gli effetti. D’altronde, lui ha giurato come sottosegretario, carica incompatibile con quella di sindaco. Quanto al livello politico, invece, l’interpretazione del sindaco potrebbe anche convincere: «Sono stato nominato viceministro e non ho ottenuto le deleghe. Quindi non sono nulla». Ma questa è tutt’altra storia e la procedura (quella giuridico-amministrativa) non c’entra nulla. Come nulla c’entra Lupi che fondamentalmente l’atto l’aveva pure predisposto e che fino a ieri ha teso nuovamente la mano al suo vice chiedendone in cambio le dimissioni da sindaco. C’entrano, invece, a pieno titolo i compagni di partito che allo stato gli hanno fatto terra bruciata. E chissà se Matteo Renzi ora resisterà almeno fino a domenica.

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