La morte di Nastri voluta da Mogavero

Scritto da , 9 maggio 2018
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Pina Ferro

Fu freddato sotto gli occhi della madre con due pistolettate al petto ed una alla testa. A decretare la morte di Massimiliano Nastri 34 anni, avvenuta la sera dell’11 dicembre 2015 a Pontecagnano, sarebbe stato Francesco Mogavero al vertice, fino al suo arresto di un gruppo criminale che puntava a monopolizzare il trasporto su gomma e lo spaccio di sostanze stupefacenti. A Francesco Mogavero, 39 anni di Pontecagnano, alcune settimane fa è stato notificato l’avviso di garanzia in quanto ritenuto il mandante dell’omicidio di Massimiliano Nastri. Ne sono convinti i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura di Salerno. Restano ancora ignoti, per gli investigatori, gli esecutori materiali dell’esecuzione. Che Mogavero potesse avere dei legami con l’omicidio Nastri era una notizia già trapelata ma non aveva trovato nessuna conferma fino ad oggi. Mesi addietro il 39enne di Pontecagnano era stato anche sottoposto ad una perquisizione domiciliare che però non aveva dato alcun esito. Mancavano circa 10 minuti alle 20 quando qualcuno citofonò all’abitazione dove Nastri viveva con la madre. Il tempo di raggiungere il portone di ingresso dello stabile e fu dato il via all’esecuzione avvenuta in via Pertini, nel quartiere Sant’Antonio, in un complesso residenziale di alloggi Iacp. Sicuramente Massimiliano Nastri conosceva e probabilmente si fidava di colui che aveva citofonato chiedendogli di scendere un attimo. Ma per gli investigatori, costui, insieme a chi ha premuto il grilletto e chi guidava la vettura restano ignoti, almeno fino a questo momento. Non è da escludere che a breve nella vicenda possano esservi sviluppi anche, magari, a qualche rivelazione.

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