La maggioranza parte già spaccata, un franco tiratore per Dario Loffredo

Scritto da , 25 Novembre 2021
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di Erika Noschese

Una maggioranza spaccata, o almeno non totalmente coesa, quella che ha ritrovato il sindaco Vincenzo Napoli – al suo secondo mandato – durante il primo consiglio comunale di insediamento. Ad evidenziare tutte le spaccature è l’elezione per la presidenza del consiglio comunale. Tutto secondo i piani, o almeno in parte. Il sindaco, stando a quanto conferma anche l’assessore Roberto Celano, avrebbe dato indicazioni alla maggioranza di convergere sul nome di Dario Loffredo, il consigliere più anziano che ha convocato la prima assise cittadina. Per Loffredo, ex assessore al Commercio, non sono mancati i franchi tiratori. Uno almeno. È stato infatti eletto presidente del consiglio con 19 voti a favore, tre per Rino Avella, una scheda bianca e otto per Claudia Pecoraro, consigliera in quota Movimento 5 Stelle poi eletta vice presidente con 10 voti a favore e 20 schede nulle. Se la pentastellata ha infatti ottenuto due voti dalla maggioranza, per Loffredo è tutto concentrato su quella scheda bianca. Chi sarà? Impossibile stabilirlo. A poche ore dal consiglio quattro consiglieri di maggioranza si sarebbero incontrati per capire il da farsi, non volendo votare il Progressista. Ma, all’ultimo minuto, tre hanno fatto un passo indietro. E sulla scheda bianca impazza il toto nome: se Horace Di Carlo ha confermato di aver votato Loffredo, resta il dubbio sugli altri tre. Il nome più probabile potrebbe essere quello di Mimmo De Maio che, in camera caritatis, avrebbe espresso – anche allo stesso primo cittadino – tutte le sue perplessità su Dario Loffredo, indagato per la vicenda dei mercatini di Natale con Buongiorno Italia. E proprio il capostaff del sindaco, Enzo Luciano, dopo la nomina del consigliere più votato ha lasciato trapelare la sua insoddisfazione per quella scheda bianca. “Eppure è uscita”, ha infatti esordito sotto voce il braccio destro del primo cittadino. I socialisti, invece, hanno mantenuto la loro coerenza, dapprima proponendo  – in prima votazione – il nome di Tonia Willburger, subentrata a Massimiliano Natella in consiglio comunale e poi Rino Avella. “Mi è parso di trovare un’amministrazione sotto accusa, dobbiamo coinvolgere l’opposizione ma la mia non vuole essere una difesa a questa maggioranza che di certo non ne ha bisogno”, ha dichiarato il capogruppo del Psi, Filomeno Di Popolo, alla sua prima esperienza politica in casa centro sinistra. Attenzione puntata sulla grande astensione che è stata registrata alle recenti elezioni comunali: “Se è vero che la maggioranza non è riuscita ad intercettare quel 35% di persone che ha scelto di non recarsi al voto è altrettanto vero che neanche la minoranza è riuscita nell’intento – ha aggiunto Di Popolo – Noi saremo fedeli a questa maggioranza e al sindaco Napoli ma saremo martello per quanto riguarda il lavoro e il bene della comunità”.

 

Michele Sarno, capogruppo di FdI  “E’ il tempo della responsabilità, tutelare i lavoratori delle coop”

“È finito il tempo della campagna elettorale e del confronto ed è iniziato il tempo dea responsabilità”. Parla così il capogruppo di Fratelli d’Italia, Michele Sarno nel corso del suo intervento in consiglio comunale. L’avvocato penalista punta l’attenzione sui dipendenti delle cooperative sociali, raggiunti da lettere di licenziamento dopo l’inchiesta della procura di Salerno e chiede la tutela dei livelli occupazionali. “Nel rispetto dei ruoli tra maggioranza e opposizione occorre un confronto, a partire dal tema dei lavoratori delle cooperative sociali – ha dichiarato l’avvocato Sarno – I cittadini ci hanno votato per assumere decisioni, non per sentirsi dire che non sappiamo cosa fare dinanzi ad un problema. C’è un assessore alla Trasparenza, bene. Sappiate che si possono individuare clausole per il recupero dei lavoratori, oggi licenziati”. Attenzione anche sulla tassa di soggiorno, dopo la decisione della giunta comunale di riprendere l’imposta nonostante la sospensione disposta fino al prossimo 31 dicembre: “Non si possono cambiare le regole in corso d’opera. Bisogna  agire nel rispetto della legalità, è necessario seguire le direttive dell’Anac e procedere alla turnazione dei dirigenti che non possono essere gli stessi da oltre 10 anni per garantire una reale trasparenza”. Infine, l’appello all’assessore alla Sicurezza e alla Trasparenza Claudio Tringali in merito al disciplinare che regolamenta l’accesso della stampa al Palazzo: “presidente, da uomo di legge, deve assolutamente revocare il regolamento che disciplina l’accesso al Palazzo dei giornalisti. Libertà di informazione, sempre. Un paese in cui non c’è informazione e’ un paese in cui si rinuncia alla democrazia”.

Michele Sarno
Foto Guglielmo Gambardella

 

Claudia Pecoraro, M5S “Il Comune diventa club privato: persone senza ruoli istituzionali”

“Per me oggi sarebbe facile strumentalizzare una vostra situazione di estrema fragilità ricordandovi il clamore che stiamo avendo a livello nazionale con indagini, registrazioni e dichiarazioni che sono particolarmente pesanti. Voglio chiarire nuovamente che per me la legge è la strada maestra, e i processi non sono interpretabili in corso d’opera”. Parla così la consigliera Claudia Pecoraro, al suo primo intervento in consiglio comunale da neo consigliera, in merito all’inchiesta della Procura di Salerno. “Per ora non abbiamo tutte le informazioni necessarie per comprendere tutte le dinamiche ma alcuni elementi certi emersi in queste settimane fanno male ai cittadini Salernitani che non si rivedono più in questo modello di gestione, in questa narrativa stanca. Sindaco, mi piacerebbe che con grande umiltà e con spirito di cooperazione partisse subito un nuovo ciclo politico. Sarebbe bello partire già domani con gli organi che decidono come migliorare i servizi ai cittadini, come riorganizzare e rendere più trasparenti tutte articolazioni del Comune di Salerno – ha aggiunto la Pecoraro – L’aria inizierebbe a diventare irrespirabile però, se mi permettete, se nei prossimi mesi dovessimo assistere ancora ad un palazzo frequentato da un club privato di persone, alcune senza alcun ruolo istituzionale, alzando ulteriori muri senza dare spiegazioni”.

 

 

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