La lirica autunnale dalla lunga “coda”

Scritto da , 6 Novembre 2021
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di Olga Chieffi

In musica la “coda” è una breve sezione musicale che serve da conclusione di un episodio, usata, in genere, come passaggio da un movimento musicale ad una parte finale, di coda che ha lo scopo di prolungare il brano aggiungendo una parte conclusiva. E’ stata una felice sorpresa apprendere ieri mattina da un Antonio Marzullo “delegato” del Maestro Daniel Oren in volo da Monaco, che il finale della stagione lirico-concertistica del 2021, avrà una lunga “coda” che ci accompagnerà sino al 27 marzo, con ben 17 appuntamenti, grazie alla benevola lungimiranza del governatore Vincenzo De Luca e del Sindaco Enzo Napoli, che ha scelto proprio un luogo d’elezione quale è il teatro Verdi per riapparire in pubblico e incontrare la stampa. “Il teatro è una zona franca della vita poiché di fatto si è immortali”, sosteneva Vittorio Gassman, in cui c’è una sospensione del tempo che ci trascina in una sfera ideale. Così ha esordito il Sindaco Enzo Napoli, che ha scelto un luogo d’elezione, quale è il massimo cittadino, per rivelarsi finalmente in pubblico, dopo le barricate sollevate in comune. “Penso che questo programma, messo giù a prezzi d’occasione, sia un’azione intelligente che abbiamo messo in campo per riaprire finalmente il nostro teatro e dare possibilità di partecipare a tutti. Quest’estate non siamo stati inoperosi, insistendo nell’arena del Ghirelli che si è dimostrato uno spazio versatile, con tanta gente che si assiepava sul ponte e tutt’intorno, incuriosita e trascinata da quanto accadeva di sotto. Ora ci riprendiamo la vita, sempre con attenzione. L’apertura del teatro Verdi sposerà anche il ritorno delle luci d’artista. Stiamo studiando il piano per godere in sicurezza questo passo deciso verso la normalizzazione”. Antonio Marzullo ha illustrato il programma che prenderà il via giovedì 11 con il concerto dantesco “Bestiale Comedia” di Vinicio Capossela. Sabato 13 sarà la volta dei Gomalan Brass Quintet con il concerto “Made in Italy”. Il 20 novembre il primo degli appuntamenti riservati alle eccellenze salernitane, un rècital del pianista Costantino Catena, il quale proporrà delle pagine di Wolf-Ferrari scoperte da lui stesso alla Staatsbibliotek di Monaco di Baviera. Dicembre si aprirà nel segno di Faber con il suo Sogno n°1 ed Oltre Sogno n° 1, una preziosa raccolta di canzoni di De André, che 2011 fu la prestigiosa London Symphony Orchestra ad incidere, con gli arrangiamenti di Geoff Westley e che riascolteremo con lo stesso direttore sul podio delle masse orchestrali e corali del Verdi. Ultima opera del 2021 sarà la Traviata, la cui prima sarà vissuta il 15 dicembre di cui i biglietti sono già in vendita da ieri. La Traviata che vedrà sul podio Pier Giorgio Morandi e la regia di Massimo Gasparon, con Nino Machaidze, Gianluca Terranova e Massimo Cavalletti, è documento insigne della laica religiosità verdiana, si direbbe meglio del suo scorbutico cattolicesimo; incentrata su una relazione amorosa tanto bruciante come quella tra Violetta e Alfredo, l’opera più vistosamente sentimentale di Verdi esclude con tenacia ogni tentazione della carne.

Sarà grande festa al teatro Verdi e a Salerno il 20 dicembre per accogliere il Premio Paganini 2021, Giuseppe Gibboni. Le azioni rispecchiano prima l’uomo, quindi il musicista, per Giuseppe il concerto con orchestra, in cui ci farà ascoltare live il suo Paganini, quindi, l’abbraccio del pubblico e speriamo anche un’onoreficenza al valor civile per aver sventato, a poche ore dalla finale del concorso, uno scippo. Il 23 dicembre parteciperemo ad una serata tra sogno e fantasia con le colonne sonore dei più bei film del mondo Disney. Il Natale è dei bimbi e ci sarà anche l’abituale matinée del 25 con il coro delle voci bianche e l’Orchestra del Liceo Alfano I, diretti da Silvana Noschese. Immancabili, il primo dell’anno gli auguri dei Filarmonici, con il loro tour de force tra Ravello e il doppio appuntamento nel massimo cittadino. La “coda” verrà inaugurata il 15 gennaio, da uno dei balletti più amati, “Il lago dei cigni”, una favola nera con una fine sublime e tragica, che potrebbe diventare una riflessione sulla sofferenza intima proprio di Tchaikovsky, affidata al corpo di ballo del Teatro San Carlo. L’attendavamo da tempo Raffaella Cardaropoli al teatro Verdi: potremo ascoltare l’intenso suono del suo violoncello con la nostra orchestra il 29 gennaio, mentre il 15 febbraio, assisteremo al récital pianistico di Salome Jordania, una scoperta del fiuto del Maestro Oren. Confronto tra due operine il 26 e il 27 febbraio con “Il segreto di Susanna” di Ermanno Wolf-Ferrari, condotto sulla falsariga degli intermezzi settecenteschi, e la farsetta di Domenico Scarlatti la Dirindina. Martucci in scena il 10 marzo con le pianiste Imma Battista, Tiziana Silvestri, Massimo Trotta e Rosalba Vestini e le percussioni di Gerardo Zitarosa, in una serata d’intense e variegate sonorità, prima di ascoltare il 15 marzo l’eclettico violoncellista e compositore Giovanni Sollima con l’Orchestra Cherubini. Gran finale il 26 e il 27 marzo con “La cambiale di matrimonio”, la prima opera di Gioachino Rossini, la farsa in un atto, contenente già tutti gl’ingredienti che presto avrebbero conquistato il mondo musicale: ricca invenzione melodica, magistrale intreccio fra voci e orchestra, concertati a perdifiato che genereranno nell’uditorio un’irresistibile ilarità.

Daniel Oren: la felicità di ritrovarsi in teatro

Non potevamo redigere la pagina dedicata alla presentazione del cartellone lirico-concertistico 2021-2022, prolungato fino al 31 marzo, con una parola di chi lo ha allestito, seppur assente ieri mattina, il nostro direttore artistico Daniel Oren, reduce da una brillantissima Tosca a Munchen con la Harteros e Luca Salsi. “E’ stata un’emozione grandissima vedere la sala pienissima e alla fine quegli applausi veri, che vorrò ritrovare anche nel nostro teatro – ha affermato il maestro – in aereoporto. Riguardo il cartellone “lungo” voluto da Vincenzo De Luca e dal Sindaco Napoli, devo dire che abbiamo il piacere e l’onore di avere ospite il violoncellista Giovanni Sollima, in concerto con l’Orchestra Luigi Cherubini, ma anche una delle sue allieve, Raffaella Cardaropoli, che si esibirà con la nostra orchestra. Sarà grande festa il 20 dicembre, per il trionfo di Giuseppe Gibboni, splendido Premio Paganini, che ci regalerà la performance della finale che gli ha permesso di conquistare l’alloro nel massimo concorso mondiale. Voglio spendere ancora una parola sulla sua famiglia e anche su quella dei Cardaropoli, entrambe progenie di musicisti, miracoli che riescono ancora proprio qui al Sud e in Campania, tra tanti sacrifici, rigore e passione”.

o.c.

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