La guerra della droga: 7 arresti

Scritto da , 25 luglio 2017

Pina ferro

Avevano posto in piedi un traffico di stupefacenti e non lesinavano di utilizzare metodi mafiosi. Gli uomini della Squadra Mobile di Salerno agli ordini del vice questore aggiunto Lorena Cicciotti hanno spezzato l’asse tra l’organizzazione di Campagna – Eboli con quella denominata “Terzo Settore” di Torre Annunziata nata in contrapposizione con  i clan Gionta e Cavalieri. All’alba di ieri, gli agenti hanno eseguito sette delle otto misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Salerno, Sergio De Luca, e richieste dei pubblico ministero Elena Guarino e Vincenzo Senatore della Direzione Distrettuale Antimafia. Le manette sono state strette ai polsi di Danilo D’Alterio 40 anni, Oreste D’Alterio 20 anni, Maurizio Ciancio alis “Ciancitiello” 35 anni, Vincenzo Stabile alias “Pappone” 31 anni, Aldo Pastore 24 anni, Cosimo Marotta, detto Nasone, 43 anni, Felice Celso 28 anni. E, al momento irreperibile Jesse Janes Edoardo Chirico. L’indagine coordinata dalla Dda di Salerno è partita nel 2015 a seguito del ricovero in ospedale di Cosimo Marotta ed ha portato alla luce il traffico di stupefacenti e l’asse con i clan napoletani, Si tratta di “un’organizzazione dedita al traffico delle sostanze stupefacenti che agiva utilizzando metodo mafioso”. I particolari dell’operazione e dell’attività investigativa è stata illustrata ieri mattina dal procuratore Corrado Lembo il quale ha sottolineato “il buon coordinamento tra le Procure distrettuali di Salerno e di Napoli con intervento anche della Direzione nazionale antimafia”. I reati contestati agli arrestati sono traffico organizzato di sostanze stupefacenti aggravato dal metodo mafioso; vi sono inoltre episodi di violenza e lesioni perpetrati con armi da fuoco ed un sequestro di persona a scopo estorsivo che si inquadrano nelle dinamiche di controllo del territorio al fine dello spaccio di stupefacente. L’indagine prende il via nel dicembre 2015 all’indomani del ricovero presso l’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Eboli di Cosimo Marotta, già noto alle forze dell’ordine. La diagnosi dei sanitari è di politrauma (ha varie fratture agli arti ed un trauma al volto). Marotta cerca di far credere al personale in servizio al pronto soccorso che quelle lesioni se le è procurate a seguito di una caduta accidentale. Gli uomini della Mobile appurano che che in realtà il politrauma è da attribuire ad una brutale aggressione. A questo punto viene dato il via all’attività investigativa attraverso le intercettazioni. Viene fuori che è in atto una guerra senza esclusioni di colpi tra due gruppi per il controllo totale delle piazze di spaccio nelle zone di Campagna e Eboli. Nell’ambito di tale conflitto, tra gli altri, è coinvolto Maurizio Ciancio, contrapposto a Cosimo Marotta. E saranno poi le intercettazioni telefoniche ad avvalorare e confermare le tesi degli investigatori. Il procuratore aggiunto Luca Masini ha spiegato che: “Sono state fondamentali le intercettazioni messe a nostra disposizione dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, svolte all’interno dell’abitazione di Domenico Perna (n.d.r. personaggio noto alle forze dell’ordine e residente a Torre Annunziata) e che ricostruiscono, punto per punto, la guerra in atto ad Eboli e Campagna individuando i promotori del gruppo egemone dei D’Alterio con il coinvolgimento anche di un minorenne”. In una delle intercettazione all’interno dell’abitazione di Perna presso la quale si era recato Danilo D’Alterio per accreditare Ciancio quale esponente fidato della sua organizzazione viene fatto esplicito riferimento al pestaggio di Marotta ad opera di Ciancio. Pestaggio legato all’affermazione del predominio sulle varie “piazze” destinate allo spaccio. “Adesso ti spiego la storia…questo ragazzo che è stato picchiato, che se lo sono sequestrato, sette mesi fa si è bisticciato con uno delle varie piazze ok! E questo ragazzo che ha fatto….quello, questo ragazzo (Ciancio) è un bastardo, a quello che ha picchiato gli ha tolto i denti da bocca, lo ha mandato in coma, adesso mangia con la cannuccia……” . Sempre dalle intercettazioni viene fuori che l’aggressione è avvenuta utilizzando una mazza da Baseball. L’aggressione ai danni di Marotta non è l’unico che è stato registrato. Infatti nel corso dei mesi viene posto in atto un’azione intimidatoria ai danni del collaboratore di giustizia Adelizzi alias “Cutiniello”. Questi in ospedale dichiarò di essere rimasto vittima di un incidente stradale. Per gli investigatori è più verosimile la pista dell’aggressione di cui pochi mesi prima era stato vittima anche il figlio. La spedizione punitiva ai danni di Adelizzi avviene nei pressi di un supermercato a Quadrivio di Campagna. “…pentito di merd… questo è per tuofiglio”. La frase pronunciata durante la violenta aggressione. Il procuratore aggiunto Luca Masini ieri mattina ha parlato di ‘violenza brutale’, di colpi esplosi per strada, da veicoli verso altri veicoli dicendo che “è stato necessario intervenire per evitare omicidi e sequestrare anche armi e munizioni”. Il pubblico ministero Vincenzo Senatore ha invece spiegato che “il rapporto diretto era tra D’Alterio e Domenico Perna dell’organizzazione ”Terzo Sistema” di Torre Annunziata”. Infine la figura del minorenne. “La un ruolo molto attivo: il papà lo presenta ai referenti di Torre Annunziata come il suo successore, accompagnando la frase con una sicurezza assoluta: a Campagna comando io”, dice il sostituto procuratore Elena Guarino.

 

Il sequestro di Ciancio. Era il 7 maggio del 2016 quando Maurizio Ciancio giunse al pronto soccorso dell’ospedale di Battipaglia con escoriazioni multiple su tutto il corpo , un ematoma alla zona frontale e un trauma al setto nasale. Ciancio rifiutò di essere medicato e lasciò l’ospedale prima di ricevere assistenza. A seguito di tale episodio, le indagini appurarono e ricostruirono quanto realmente accaduto. Maurizio Ciancio era stato prelevato, intorno alle 16.45, dalla sua autovettura da più persone. La corsa dell’auto sulla quale viaggiava Ciancio, una Yaris, era stata arrestata dopo uno speronamento. Il tutto avviene ad Eboli. Due persone scendono dall’auto e trascinano fuori dall’abitacolo della Yaris Ciancio che viene fatto entrare con forza nell’altra autovettura . Il tutto avviene con la complicità di una terza persona successivamente identificata per Chirico (attualmente irreperibile). Intorno alle 18.30 i carabinieri della Compagnia di Agropoli trovano Ciancio in evidente stato confusionale nei pressi di un camping in località Foce Sele, dove pare fosse stato trasportato a bordo di una barca. Soccorso da un’ambulanza viene trasportato nell’ospedale di Battipaglia, dove lo stesso rifiuta le cure e va via. Passano pochi giorni e uno degli autori del gesto fa mea culpa nel tentativo, forse di alleggerire la propria posizione. Infatti, Chirico, informato dell’indagine a suo carico si presenta dinanzi agli agenti della Mobile e ammette gli addebiti. Non solo ricostruisce il tutto facendo i nomi dei complici e sottolineando che il mandante del sequestro e dell’aggressione era stato Cosimo Marotta. Di fatto si trattava di una vendetta per quanto aveva subito settimane addietro Marotta da Ciancio. Un regolamento di conti in pieno stile. Insomma la conquista dell’egemonia sulle piazze dello spaccio andava avanti con attentati e avvertimenti che di volta in volta vedevano vittime o aggressori i componenti l’uno o l’altro gruppo che cercavana a tutti i costi la supremazia. Cosimo Marotta in più occasioni è stato fatto bersaglio. Nella primavera dello scorso anno furono ance esplosi dei colpi di pistola all’indirizzo della sua abitazione. Ad impugnare l’arma era stato Ciancio. Tutti gli arrestati questa mattina saranno sentiti dai magistrati presso la casa circondariale di fuorni alla presenza dei legali, tra cui: Stefania Pierro, Giuseppe Russo e Nicola Naponiello. 

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