La droga nella Piana la forniva la ‘Ndrangheta

Scritto da , 19 Giugno 2019
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di Pina Ferro

L’alleanza era stata “stipulata in carcere” prima a Carinola , nel casertano e poi a Sulmona. E’ dal periodo di codetenzione che prende vita il canale di approvvigionamento di stupefacenti dalla Calabria fino alla Piana del Sele. A seguito del patto, ogni settimana, nella Piana arrivano circa mezzo chilo di cocaina e 10 chilogrammi di marijuana. A suggellare l’alleanza sono Luigi del Giorno di Campagna e Bruno Giorgi dell’omonimo clan della Ndrangheta calabrese. All’improvviso poi quell’asse si è interrotto bruscamente a causa del mancato pagamento delle forniture settimanali di stupefacente. I Del Giorno avevano accumulato un debito pari a 30mila euro. A mettere la parola fine all’asse della droga tra la Piana del Sele e la Calabria sono stati gli uomini della compagnia di Eboli, agli ordini del capitano Luca Geminale che nella mattinata di ieri, al termine di una laboriosa attività investigativa avviata nel dicembre del 2015, hanno eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare: 13 in carcere e 2 ai domiciliari, emesse dal Gip del tribunale di Salerno, Ubaldo Perrotta, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia Marco Colamonici, titolare del fascicolo investigativo. Le ordinanze sono state eseguite a Eboli, a San Luca (Reggio Calabria), a Roma e, a Sulmona (L’Aquila). Al contempo, sono stati notificati dieci avvisi di conclusione indagine nei confronti di altrettanti indagati. A tutti, a vario titolo, viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti. Ad uno dei destinatari della misura, in particolare, viene contestata anche la detenzione di due pistole detenute illegalmente e, per questo, è scattato l’arresto in flagranza. L’attività investigativa e’ stata avviata nel dicembre del 2015, a seguito di controlli del territorio di routine e, alla segnalazione fatta ad un appartenente dell’Arma circa alcuni strane riunionche avvenivano nel retrobottega della pizzeria “Antico Borgo” di proprietà di Angelo Fezza. I carabinieri, con pedinamenti e intercettazioni, hanno appurato l’esistenza di un gruppo criminale, con base a Campagna, dedito al traffico e allo spaccio di droga e capeggiato da soggetti della famiglia Del Giorno ritenuti dagli inquirenti “contigui ad ambienti della criminalità organizzata della Piana del Sele”. Inoltre, l’impianto accusatorio del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia, Marco Colamonici, e condiviso dal gip, farebbe venir fuori i legami tra i Del Giorno e i Giorgi. Gli indagati sarebbero responsabili della gestione di “piazze” di spaccio di droga, tra cui cocaina, hashish e marijuana, approvvigionata nell’hinterland napoletano e in varie località calabresi. Sarebbero stati quattro i viaggi dalla Calabria a Salerno per trasportare la droga la quale veniva occultata nell’abitacolo delle auto. In alcuni casi, è per destare meno sospetti, gli indagati effettuavano i trasporti facendo la staffetta con le vetture. Durante i tre anni e mezzo di indagine, sono state arrestate in flagranza quattro persone e sono stati sequestrati circa 100 grammi di cocaina, un chilogrammo di hashish, 200 grammi di cocaina, oltre a 11.500 euro in contanti. Per la buona riuscita dell’indagine, ha sottolineato il pm, è risultato importante l’ascolto delle conversazioni, tra gli esponenti delle due famiglie, intercettate in carcere, a Sulmona e a Carinola, nel Casertano.

Del Giorgio pensa anche al dopo Calabria

Al vertice del sodalizio criminale operante tra Eboli – Campagna e la Piana del Sele, vi era Luigi Del Giorno il quale grazie ai rapporti stretti durante il periodo di detenzione con il detenuto calabrese Bruno Giorgi , impartiva direttive ai propri familiari sulle fonti di approvvigionamento e le metodiche di trasporto della sostanza stupefacente dalla Calabria e fino al comune di Campagna. Le conversazioni avute in carcere con i familiari da Luigi Del Giorno sono state tutte intercettate dando impulso all’attività investigativa della Direzione distrettuale antimafia. E, lo stesso Luigi Del Giorno si è anche occupato di individuare altri canali di approvvigionamento all’indomani dell’interruzione dei rapporti con i Giorgi a causa di un debito che era arrivato a 30mila euro. Da quel momento in poi le forniture verranno effettuate, per la cocaina a Torre Annunziata e, per la marijuana a Montecorvino Rovella.Il gruppo di spacciatori era molto attento. Utilizzava un linguaggio criptico e convenzionale per riferirsi alla droga. Solitamente le consegne ai “clienti” venivano avvisate con l’invito ad “andare a bere un caffe insieme così ti do quella cosa”. Dalle intercettazioni in carcere alle dichiarazioni rese ad un carabiniere da un soggetto che ha focalizzato l’attenzione su quanto avveniva nel retrobottega della pizzeria di Fezza. Da quel momento l’attività investigativa ha trovato numerosi riscontri. Diversi i sequestri, gli arresti e le denunce operate durante l’attività investigativa posta in essere dai carabinieri della compagnia di Eboli.

In quindici in manette tredici in carcere, e due sono finiti ai domiciliari

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, ieri mattina sono state notificate a: Luigi Del Giorno 43 anni, alias “Gigino Muschill”, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Sulmona; Gerarda del Giorno, 50 anni, alla sorella gemella Isabella del Giorno, Giuseppe Moccaldi, 52 anni (marito di Gerarda Del Giorno); Raffaele Liliano 28 anni (figlio di Isabella Del Giorno), Nancy Liliano 26 anni; Angelo Fezza, 41 anni, Gianmaria Fezza, 36 anni; Massimo Cerrone, 48 anni, alias “O’ Bersagliero” o “collo storto”; Moccaldi Pasquale, 55 anni; Massimo Di Cosmo, 49 anni, alias “Faccia bruciata” o “Carella” tutti residenti a Campagna; Maurizio Ciancio 37 anni, alias “Ciancitiello” residente ad Eboli; Bruno Giorgi, 52 anni, alias “il compare” residente a Roma. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, è stata notificata dai carabinieri della compagnia di Eboli a: Daniele Fimiano, 37 anni, alias “Zerone” e a Francesco Giorgi, 20 anni, alias “Ciccio” residente a Roma.

Dal traffico di droga fino agli omicidi

I Giorgi, detti Ciceri o NirtaRomeo – Giorgi sono una ‘ndrina della ‘ndrangheta originaria di San Luca in Calabria. Esistono anche i Giorgi detti Boviciani. Avrebbero intrecciato legami con la criminalità salentina, in Puglia ed i fratelli Modeo di Taranto, insieme ai Pelle, i Romeo ed i Morabito e sarebbero presenti anche a Roma. In Germania, sarebbero presenti nei lander (regioni): Renania, Baden – Württemberg e Turingia insieme ai Romeo.Dopo il 1995, con l’omicidio di Giuseppe Nirta a Bianco si alleano con i Nirta Scalzone, insiema gli Strangio detti janchi e quelli detti Barbari, i Giorgi detti Boviciano, e i Nirta Versu.l 15 dicembre 2015 si conclude l’operazione Tivoli Silentes del Comando Provinciale di Roma che porta all’arresto di 9 persone di cui 4 presunti affiliati ai Nirta-Romeo-Giorgi con sequestri a Tivoli, Guidonia Montecelio, Castelnuovo di Porto ma anche ad Africo e Bovalino. Le principali attività illecite a cui si dedicano sono il traffico di droga, riciclaggio di denaro, traffico di armi, estorsione, usura, racket, evasione fiscale, furto, ricettazione, rapina, truffa, contrabbando, contraffazione, gioco d’azzardo, appalto pubblico, corruzione, sequestro di persona, omicidio, infiltrazioni nella pubblica amministrazione.

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