La droga consegnata a domicilio a bordo di un’ ambulanza: 56 arresti

Scritto da , 25 Settembre 2021
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di Pina Ferro

La consegna di grosse partite di droga avveniva anche a bordo di un’ambulanza, in un caso anche con un paziente dializzato a bordo. E’ uno degli stratagemmi utilizzati dal gruppo criminale smantellato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Salerno, nell’ambito della quale i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misure cautelari che ha disposto l’arresto di 56 persone (3 sono tuttora ricercate), 35 delle quali in carcere e le altre ai domiciliari. Tutti sono accusati a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti e detenzione abusiva di armi clandestine. L’operazione è stata chiamata dagli investigatori “delizia” perchè questo era il nome dell’attività commerciale che sarebbe stata utilizzata come base logistica dal gruppo, di proprietà della moglie e del capo della banda, che si riforniva anche da clan di Pagani e dai Gionta di Torre Annunziata. L’operazione è frutto di un’articolata attività investigativa condotta su delega di della Procura Distrettuale, a partire dal mese di settembre 2020, dalla Tenenza Carabinieri di Pagani (supportata dal Reparto Territoriale di Nocera Inferiore) nei confronti di un’organizzazione dedita al commercio, all’ingrosso e al dettaglio, di notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti (soprattutto cocaina, crack e hashish) sia nei comuni dell’Agro nocerino-sarnese, che in numerosi altri comuni dalla provincia tra cui Cava de’ Tirreni, Amalfi, Battipaglia, Eboli ed altri minori. Il sodalizio si muoveva avvalendosi di una pluralità di canali di rifornimento riconducibili a qualificati contesti criminali di matrice camorristica radicati rispettivamente a Pagani e nella provincia di Napoli. Tra gli espedienti più singolari, è stato accertato il reiterato ricorso all’uso dell’ambulanza quale mezzo sicuro per effettuare i trasporti di droga poiché uno dei membri dell’organizzazione, autista professionale diquesti mezzi (posto agli arresti domiciliari), veniva appositamente utilizzato quale corriere e in effetti si recava ad effettuare consegne di grosse partite di stupefacenti portando a bordo anche gli ignari ammalati (in un caso persona dializzata), effettivamente bisognosi di assistenza. Tra i principali stabili fornitori, che in quanto tali rispondono parimenti del reato associativo, sono stati infatti individuati soggetti appartenenti o legati alla famiglia Gionta di Torre Annunziata, e in particolare Valentino Gionta; Nicola Fiore alias ‘O’ Pallin’, paganese di elevato spessore criminale con precedenti per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione, reati in materia di armi e stupefacenti, già affiliato al disciolto clan Contaldo, sodalizio autoctono collegato alla ‘Nuova Famiglia’; e, ancora, altri paganesi – raggiunti da misura cautelare – in accertati rapporti di frequentazione con esponenti delle famiglie storiche della criminalità organizzata locale ovvero in rapporti di parentela con essi: è il caso di Giuseppe D’Auria, nipote nel noto Giuseppe Olivieri detto ‘Peppe Saccone’, quest’ultimo figura di grande rilievo della camorra dell’Agro nocerino-sarnese degli anni ’80 e referente areale della ‘Nuova Famiglia’, ucciso in un agguato camorristico nel 1990. L’organizzazione alimentava una ramificata rete di smercio costituita da acquirenti all’ingrosso (alcuni dei quali gestori di autonome piazze di spaccio in altri Comuni), spacciatori operanti localmente o in altri Comuni del comprensorio (Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni) o in aree diverse della provincia (Maiori, Battipaglia), e, infine, numerosi e assidui consumatori abituali di varia estrazione e provenienza. In definitiva, le indagini hanno consentito di acquisire numerosi indizi di appartenenza all’associazione criminale in questione in capo a 41 indagati (inclusi 32 degli odierni arrestati). Nel corso dell’attività investigativa, sono stati sequestrati oltre 5 chili di cocaina e oltre 3 di hashish, con contestuale arresto in flagranza del reato di complessivi 15 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacenti, nonché numerosi altri sequestri amministrativi a carico di acquirenti-assuntori e correlate segnalazioni alla Prefettura di Salerno. Dal volume di sostanze approvvigionate e smerciate nel periodo di svolgimento dell’indagine, è stato calcolato un flusso di introiti per l’organizzazione ammontante a non meno di 5 milioni di euro annui.

In trentacinque finiscono in cella, 21 agli arresti domiciliari

Le porte del carcere si sono aperte per: Anthony Acquaviva, 27 anni di Pagani; Giuseppe Alfano, 30 anni di Scafati; Giuseppe Angorato, 37 anni, di Torre Annunziata; Fabio Apicella 48 anni di Maiori, Attianese Santo 39 anni di Pagani; Semir Ben Mahmoud 28 anni di Pagani; Raimondo Bonfini 30 anni di Torre Annunziata; Salvatore Comunale, 55 anni di Pagani; Danilo Corrado, 38 anni di Battipaglia; Giuseppe D’Auria 29 anni di Pagani; Aniello D’Auria, 27 anni, di Pagani; Giacomo De Risi, 37 anni di Pagani; Fortunato Esposito, 49 anni, di Pagani, Giovanni Ferrer, 44 anni, di Pagani; Giuseppe Ferrer, 39 annni, di Pagani; Carlo Fiore, 39 anni, di Pagani; Nicola Fiore 45 anni di Pagani; Valentino Gionta 38 anni a Torre Annunziata; Gaetano Iacomino, 26 anni di Capaccio; Fabio Marrazzo, 48 anni, di Pagani; Andrea Mezzani, 52 anni, di Pagani; Gioacchino Moscariello 36 anni, di Pagani; Walter Nacchia, 37 anni,di Pagani; Alfredo Oliva, 37 anni, di Torre Annunziata; Ferdinando Pepe, 43 anni, di Pagani; Giuseppe Pepe, 57 anni Pagani; Ilenia Perla, 35 anni, di Nocera Inferiore; Roberto Maria Pinino, 37 anni, di Nocera Inferiore; Marcello Radice, 25 anni di Nocera Inferiore; Dario Raimondo, 31 anni di di Pagani; Gennaro Russo, 57 anni, di Pagani; Varone Argentina, 387 anni di Pagani; Aniello Venditti 28 anni di Pagani; Carlo Scognamiglio, 36 anni, di Pagani; Salvatore Guida, 60 anni, di Paganni; Raffaele Pagano, 29 anni di San Marzano sul Sarno. Agli arresti domiciliari: Raffaela Attianese, 36 anni, di Pagani; Davide Benizio, 52 anni, di Pagani; Luca Bergamo, 22 anni, di Pagani; Alfonso Bombardino, 30 anni, di Pagani; Massimo Ciullo, 38 anni, di San Marzano sul Sarno; Aniello Esposito, 38 anni, di Pagani; Santolo Esposito, 52 anni, di Sarno; Luigi Gallo, 43 anni, di Torre Annunziata; Giovanni Grassi, 65 anni di Boscoreale; Michele Locuratolo, di 26 anni, di Pagani; Luigi Mendola, 37 anni, di Sant’Egidio del Monte Albino; Vincenzo Nocera, 40 anni, di Pagani; Ignazio Oro, 38 anni, di San Valentino Torio; Giuseppe Petti, 37 anni, di Nocera Inferiore; Mario Sorgente, 24 anni, di Eboli; Domenico Vitiello, 30 anni, di Pagani; Maria Vollaro, 41 anni, Caba de’Tirreni; Giancarlo Calabrese, 43 anni, di Nocera Inferiore; Francesco Giugliano, 26 anni, di Scafati; Francesco Guida, 35 anni, di Pagani.

In piena pandemia l’idea di acquistare lo stupefacente con la scusa di sanificare le strade

C’era anche un’ambulanza per trasportare la droga, la guidava l’operatore del 118 Ignazio Oro (finito ai domiciliari) corriere di Giacomo De Risi. Il canale di approvvigionamento dei pusher era Torre Annunziata, figure apicali del sodalizio paganese erano Nicola Fiore alias ‘o pallin e Giacomo De Risi che si servivano di spacciatori e corrieri per prelevare carichi di cocaina e hashish nella città vesuviana e smistarli nell’agro nocerino sarnese. Le consegne di stupefacente erano effettuate, in modo ‘creativo’ per evitare controlli e sequestri. In gran parte, gli indagati utilizzavano mezzi ‘insospettabili’. Tra gli espedienti più singolari, è stato accertato il continuo ricorso all’uso dell’ambulanza quale mezzo sicuro per effettuare i trasporti di droga per conto del gruppo criminale: Ignazio Oro, autista professionale proprio di ambulanze – finito agli arresti domiciliari -, veniva appositamente utilizzato come corriere e in effetti si recava ad effettuare consegne di grosse partite di stupefacenti portando a bordo anche ignari ammalati – in un caso persona dializzata -, effettivamente bisognosi di assistenza. Giacomo De Risi gli dice anche la strada da percorrere per evitare controlli. Lo fa quando aveva da consegnare 2 chili di hashish acquistati a Torre Annunziata e da lui stesso caricati: “Vai per dietro al mercato come se volessi andare verso Santo Mauro- gli suggerisce De Risi- poi superi il ponticello, al posto di andare dritto giri. Fermati alla pizzeria a fianco alla pompa di benzina. Quella al Monastero, ora ci puoi andare e glieli porti”. De Risi rassicura Oliva di Torre Annunziata per il corriere. “Viene questo qui, non ti preoccupare: comanda il 118, nessuno lo ferma”, dice al venditore della sostanza stupefacente (in questo caso cocaina). Il punto di incontro tra i torresi e gli acquirenti e i corriere di De Risi, ovvero quello dello scambio soldi/droga, è l’uscita di Torre Annunziata Sud in via Margherita di Savoia. A febbraio Oro fu fermato mentre era a bordo della sua auto, per un controllo in via Nazionale a Pagani: con sé aveva un pacchetto con un chilo di cocaina pura, occultato nell’abitacolo. Dopo l’arresto di Ignazio Oro De Risi convocò Raimondo Bonfini per discutere del sequestro della droga e di come fare per andare parzialmente a recupero. E ovviamente come escogitare un piano per rifornirsi a Torre Annunziata : spiegò al venditore torrese che, in piena pandemia, poteva essere un’idea arrivare ad acquistare la droga con la scusa di sanificare le strade ma non se fece nulla perché sarebbe stato troppo rischioso. In altre circostanze il corriere è Argentina Varone, altro nome assai noto nell’ambiente dello spaccio paganese, che spesso girava in auto con la figlia di 14 anni anche con carichi di droga a bordo. Lei si sarebbe recata dai Gionta a Torre Annunziata. Emerge da un’intercettazione con De Risi. “Quanto ti devo scalare per il viaggio?”. L’organizzazione alimentava una ramificata rete di smercio costituita da acquirenti che gestivano piazze di spaccio in altri Comuni come Nocera Inferiore, Cava de’ Tirreni, Maiori e Battipaglia. Oltre ad avere rapporti con i Gionta di Torre Annunziata, come Nicola Fiore ‘o pallin, De Risi aveva frequentazione con parenti delle famiglie storiche della criminalità organizzata paganese come Giuseppe D’Auria, nipote nel noto Giuseppe Olivieri detto “Peppe Saccone”, boss della camorra dell’Agro nocerino-sarnese degli anni ’80 e referente della “Nuova Famiglia”, ucciso in un agguato 31 anni fa.

 

Valentino Gionta classe 1983 (nipote dell’omonimo classe 1953, a sua volta storica figura apicale del clan di camorra) è stato arrestato dai carabinieri del reparto operativo di Varese che stavano controllando i suoi spostamenti. Gionta era in visita dalla madre a Cardano al Campo: i carabinieri l’hanno seguito fino a Milano in un ristorante per poi arrestarlo. Con lui in manette sono finiti altri appartenenti al clan di camorra con esponenti delle famiglie storiche della criminalità organizzata campana. Un tipo di organizzazione criminale che già in passato aveva fatto parlare di sè proprio nella zona di Cardano al Campo dove era operativa una vera e propria base per il traffico e lo spaccio di stupefacenti, poi smantellato dalla Procura della repubblica nel 2012.

 

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