La dieta mediterranea

Scritto da , 23 Dicembre 2018
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di Leonardo Filizola

1 Cereali integrali tal quali o in farine da trasformare
2 Legumi
3 Verdura
4 Frutta
5 Pesce
6 Olio extra vergine d’oliva
7 Un bicchiere di vino rosso ( 1 ! )
8 Assenza di inquinamenti (atmosferico, acustico, luminoso,chimico)
9 Serenità d’animo
10 Attività fisica quotidiana
No, non è la nota della spesa per le prossime abboffate natalizie !! Tutt’altro anzi ! E’ semplicemente il riassunto ,brevi manu, del risultato scientifico ottenuto in molti anni di permanenza e di studio nel Cilento ed in particolare nel borgo di Pioppi, dal medico-fisiologo, scienziato americano, Ancel Benjamin Keis. Risultato scientifico conosciuto nel mondo come “dieta mediterranea” ; che lo stesso Keis, però, non riteneva ‘dieta’ in senso stretto ma più profondamente uno ‘STILE DI VITA’ . Il Dottor Keis, infatti, nelle sue ricerche sulla influenza dello stile di vita e dell’alimentazione nelle patologie cardiovascolari e metaboliche, osservò,nell’immediato dopoguerra, le abitudini di vita e di alimentazione nella popolazione cilentana,fatta prevalentemente di pescatori e contadini, scoprendo che in essa erano pressoché assenti tali patologie,presentando anche una marcata longevità . Lo scienziato arrivò nelle nostre zone nei primi anni quaranta al seguito delle truppe statunitensi . Chi ha fatto il servizio militare, prima della soppressione della ‘ leva ’, ricorderà quella scatoletta chiamata ‘ razione K ’ distribuita ad ogni soldato durante le attività operative; costituiva il fabbisogno giornaliero alimentare di un soldato impegnato in attività esterne alla caserma, chiamata K proprio perché studiata dal Dottor Keis per le truppe . Battezzò la zona di Pioppi dove aveva preso casa ‘MINNELEA’ unendo il nome della mitica millenaria Elea (dove nacque la filosofia) a quella della sua città americana Minneapolis ( dove è morto, centenario anch’egli, ne 2004).Ovviamente quelle popolazioni, degli anni quaranta, cinquanta, avevano usi alimentari e soprattutto di vita totalmente diverse da quelle attuali . Zappavano giornalmente le terre,tagliavano la legna nei boschi a forza di braccia (niente motoseghe o motozappe o trattori !!); andavano a piedi anche per chilometri, in bicicletta o con carri a trazione animale da un borgo all’altro; le donne lavavano i panni al fiume e badavano alle colture dell’orto di casa ed agli animali da cortile,portando pesi in bilico sulla testa; pascolavano e curavano le attività economiche della zootecnia; i pescatori remavano per raggiungere le zone di pesca e tiravano a braccia le reti per notti intere; vivevano in paesini tranquilli in totale assenza di inquinamenti vari, di stress,di disturbi; una partitina di briscola con gli amici , un ballo sull’aia o la festa del santo Patrono le sole trasgressioni; niente TV o Smart fhone , in pochissime case una radio gracchiante !!! Uso di prodotti lattiero-caseari e carnei rarissimo, limitato a giorni di ricorrenze religiose e comunque derivanti da animali allevati in famiglia con prodotti naturalissimi ! A letto al tramonto, sveglia all’alba! I centenari e gli anziani pieni di salute osservati e studiati da Keis negli anni del dopoguerra provenivano appunto da stili di vita ed abitudini alimentari degli anni venti-trenta quando l’intensa attività fisica di uomini, donne e bambini era ovvia e faceva parte essenziale del quotidiano ( persino i bambini del Cilento facevano chilometri per frequentare la rare scuole, spesso lontane, ed aiutavano gli adulti nei lavori dei campi e della pesca e le bambine in quelli domestici) ; le mamme crescevano nidiate di figli ed accudivano gli anziani !! L’obesità ,specie nei bambini,era totalmente sconosciuta !!! Pertanto voler applicare la dieta cilentana di quegli anni, riassunta brevemente più sopra, alle popolazione del terzo millennio esige degli aggiustamenti , ferma restante la sua indiscutibile , scientifica,insostituibile valenza bio-chimica . Noi, non tagliando boschi,non salpando reti, non lavando corredi al fiume, non impastando calce, non facendo chilometri a piedi, non zappando vigne, non spaccando legna, ecc., dobbiamo diminuirne almeno del 30% la quantità : pur frequentando attività sportive di carattere ludico che mai possono equipararsi a 9 ore di zappa o una notte di remi ! Nè possiamo dimenticare che la dieta di Keis mostra tutta la sua efficacia solo se unita alla assenza di stress e ad un ambiente di vita totalmente privo di inquinamenti ,prediligendo, ad esempio, di vivere nei nostri suggestivi borghi dall’ aria buona , dalla indisturbata tranquillità e non in caotiche metropoli. Dobbiamo aggiungere inoltre che , fatte salve le collaudate ricerche di Keis di settanta anni fa, la Medicina ha, in seguito,fatto progressi inimmaginabili per la prevenzione al fine di ottenere salute sana, buona e lunga vita ! Controllare periodicamente almeno i valori delle analisi del sangue e dell’ urina e della pressione; farsi calcolare dal proprio medico di base la circonferenza addominale e l’ IMC (indice di massa corporea) . Il tutto, unito alla nostra dieta mediterranea, assicura anche alle popolazioni del terzo millennio una considerevole aspettativa di vita! Ho inaspettatamente raccolto nella splendida leopardiana “Sabato del villaggio” due versi riassuntivi di quanto sopra : ….e intanto riede alla sua parca mensa / fischiando il zappatore ! La mensa sia parca, non tralasciare l’attività fisica rappresentata dallo zappatore che affronta la vita, benché faticosa, con serenità d’animo, fischiando allegramente !! Ora non avete giustificazioni ; specie Voi Cilentani siete inchiodati al rispetto delle vostre centenarie abitudini alimentari e di vita ! L’atmosfera natalizia mi induce a concederVi qualche deroga per le prossime festività ; dopo, però,svuotata la calza della Befana,assoluto rigore , mi raccomando : non facciamo rigirare nella tomba il geniale Dott. Keis ! Buon Natale , Buon Anno e……buon appetito !

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