La delocalizzazione del porto una battaglia di Cirielli

Scritto da , 30 agosto 2018
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Erika Noschese

Sembra essere la Piana del Sele l’area destinata ad accogliere il porto commerciale di Salerno, dopo una battaglia intrapresa – e durata circa 3 anni – da Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia e questore alla Camera dei Deputati, anni fa. Ora, la delocalizzazione del porto commerciale di Salerno sembra essere tornata a galla ma il parlamentare Cirielli rivendica con forza la sua iniziativa che ha visto l’approvazione del consiglio regionale e della Regione Campania. Ciò che manca sono i finanziamenti per procedere. A ricordare l’iniziativa lo stessi Questore della Camera dei Deputati.

Onorevole, la delocalizzazione del porto di Salerno una sua battaglia personale.

«E’ stata una battaglia durata 2-3 anni con un dibattito che ha riguardato confronti con il Comune di Salerno e quelli della Piana del Sele. C’è stato un ampio dibattito ma alla fine il consiglio provinciale, poi approvato dalla Regione, ha già approvato la dislocazione del porto di Salerno nella Piana del Sele con un porto isola. Sostanzialmente, verrebbe un porto che un braccio di 1,8 chilometri in collegamento con la terraferma, perché in prospettiva, il porto commerciale di Salerno sarà superato perché le navi di trasporto commerciale che arriveranno tenderanno ad essere sempre più grandi, al di là del fatto che crea un grande problema alla città di Salerno, è un porto superato. Quindi, ci vuole un porto con fondali assai più profondi e distante dalle città, che non crei problemi con altri tipi di traffici. Tra l’altro, siccome è a quasi due chilometri dalla città, non crea neanche problemi di inquinamento alla Piana del Sele perché oggi tutte le navi che arrivano nel porto di Salerno, passano già sul litorale anche a meno di due chilometri. Non ci sarebbe nessun tipo di problema ma anzi, diciamo che sarebbe anche un’attrazione grazie a questo braccio che collega la terraferma di due chilometri quasi che entra dentro al mare».

Dunque, possiamo dire che l’approvazione c’è già stata a suo tempo.

«Si, è già stata approvata ed è già prevista. Quello che ci manca è il finanziamento, indubbiamente una cosa importante, e l’attuazione ma è una scelta della Regione Campania che ha lo strumento giuridico, normativo e urbanistico per delocalizzare il porto. Deve solo trovare un finanziamento che, secondo me, di questi tempi si trova anche con i privati. Perché ci sono privati disposti ad investire pure un miliardo di euro per fare un porto, figuriamoci se lo dai in gestione per un certo tot di anni perché il porto che abbiamo immaginato sarebbe importante».

Attualmente, sotto i riflettori c’è anche la vicenda del viadotto Gatto di cui Lei si è già occupato, prima della tragedia di Genova.

«Sia nella scorsa legislatura che in questa ho fatto delle interrogazioni mirate. Speriamo di non dover aspettare una disgrazia, che risvegli poi anche la Procura di Salerno, per fare un’indagine. Io ho segnalato la pericolosità con un’interrogazione nella scorsa legislatura e l’ex ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio non mi ha dato alcuna risposta, così come non l’ha data per la vicenda del ponte Morandi, e adesso l’ho fatta anche al nuovo ministro, per una questione di correttezza, per informarlo. Questo a luglio, prima del crollo di Genova. Il Comune di Salerno non so cosa sta facendo. Mi auguro che si prenda la responsabilità di dire che non ci sono problemi sul Viadotto. Certo, hanno fatto passare 5 anni con il Pd che governava anche la Regione, potevano finanziare l’ammodernamento del viadotto, una realizzazione nuova che poteva essere meno negativa, dal punto di vista dell’impatto, e meno rischiosa. Vedremo in futuro cosa accade». Problematiche riscontrate anche sul Viadotto Olivieri. «Io questa vicenda l’avevo letta dai giornali ma dati i tempi di realizzazione, è del tutto plausibile. Anche da questo punto di vista ci vorrebbero controlli adeguati e immediati, senza aspettare le disgrazie».

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