La Cypraea e i suoi giovani talenti

Scritto da , 20 novembre 2016
gessica-viviani

Oggi alle ore 18,30 nella chiesa di San Giorgio, serata di beneficenza in musica per il restauro del gioiello barocco

 Di OLGA CHIEFFI

Questa sera, alle ore 18,30 nella Chiesa di San Giorgio, si terrà un concerto per raccogliere fondi in favore del più prezioso dei gioielli barocchi di Salerno. La serata organizzata dall’Associazione Culturale Cypraea presieduta da Giuseppina Gallozzi in collaborazione con il Rotary Club Salerno Est del Presidente Dott. Achille Parisi, il Lions Club Salerno 2000 guidato dal Dott. Luigi Gambaro e dallo Yachting Club Salerno, saluterà le performances solistiche della clarinettista Gessica Viviani, della violoncellista Ludovica Ventre, dell’orchestra “Marco Galdi” di Cava de’ Tirreni, diretta da Ivan Iannone. Ad inaugurare il programma sarà Gessica Viviani che eseguirà i tre pezzi per clarinetto solo di Igor Stravinsky datati 1919 e dedicati “con gratitudine” a Werner Reinhart che fu il produttore de L’histoire du soldat e abile clarinettista dilettante. Il primo pezzo è interamente scritto nel dolce registro di “chalumeau” del clarinetto che scivola con una lunga nota diminuita nel secondo, scritto quasi fosse una cadenza con ampi arpeggi e appoggiature. Il terzo pezzo è chiaramente in stile jazzy, ricordando il rag-time dell’Histoire. Gessica Viviani eseguirà quindi, la Rhapsodie di Giacomo Miluccio caposcuola del clarinetto nell’ Italia del Sud, un po’ il suo “nonno” spirituale essendo stato il maestro del suo attuale docente Giovanni De Falco. La Rhapsodie, si inserisce nella letteratura dello strumento, come uno dei rari brani di tecnica melodica contemporanei e rappresenta l’essenza della Scuola Napoletana del clarinetto mettendo sul tappeto tutte le sfumature dinamiche dello strumento. A seguire la cellista Ludovica Ventre interpreterà la suite n°1 per violoncello solo composta da Johann Sebastian Bach, una sfida dell’autore a dar vita ad una scrittura contrappuntistica, unita ad un’invenzione armonica destinata ad uno strumento sostanzialmente melodico, un contrappunto lineare, insomma, ma non per questo, meno denso, rigoroso ed efficace. Chiusura nello sfarzo barocco dello stile veneziano, affidata all’orchestra “Marco Galdi” che si cimenterà con il Concerto RV 115 per archi e continuo di Antonio Vivaldi e il Concerto Grosso op.6 n°2 in Fa maggiore di Arcangelo Corelli L’organico è quello tipico dei concerti grossi corelliani, con un concertino formato da due violini e violoncello e un ripieno a quattro parti (due violini, viola e basso continuo). I temi fondamentali sono quelli barocchi come “stupire e commuovere” ed è il punto di congiunzione tra prima pratica polifonica e seconda pratica monodica. Questo concerto, e in genere tutta la produzione di Corelli, influenzerà tutta la musica europea del Settecento e soprattutto Antonio Vivaldi e Georg Friedrich Händel che a loro volta saranno punti di riferimento per tutti i compositori classici e per le scuole italiane, francesi e tedesche a seguire.

 

 

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