La curia salernitana si schiera con il Papa

Scritto da , 12 febbraio 2013
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“Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino.  Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro”. Con queste parole, pesanti come pietre, Papa Benedetto XVI, ha annunciato ieri, in latino, alle 11,30, durante il concistoro per la canonizzazione dei martiri di Otranto, che il 28 febbraio lascerà il suo pontificato. All’età di 86 anni ( li compirà il 16 aprile), ha ritenuto che “per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”. La notizia sconvolgente ha lasciato tutti sorpresi, compresi alcuni illustri esponenti della curia salernitana. Anche Don Marcello De Maio, Vicario del Vescovo, non si aspettava una notizia del genere:”Credo sia stata una decisione di grande responsabilità da parte del Santo Padre. Lui stesso ha detto di averci molto riflettuto. Da parte nostra dobbiamo rispettare questa sua decisione e accompagnarlo nella preghiera, perché penso che non stia attraversando un buon periodo. Dobbiamo anche pregare lo Spirito Santo che illumini abbondantemente i cardinali, per buona parte scelti proprio dal Santo Padre, affinché ci sia una linea di continuità e sia approfondito l’insegnamento del Vangelo e della verità dell’uomo, anche continuando il grande pontificato di Giovanni Paolo II”.  Secondo lei chi potrebbe essere il nuovo Papa? ”Quando morì Papa Giovanni Paolo II, pregai che fosse eletto Papa Ratzinger e fui esaudito nel mio tifo quasi calcistico. Adesso l’incertezza su cui riflettere è se si continuerà con un Papa straniero o si tornerà, dopo vari anni, a un Papa italiano. Certamente il nuovo Papa dovrà affrontare un’eredità molto impegnativa”. Don Marco Russo, Presidente della Caritas Salernitana, ha ammirato il gesto coraggioso del Papa:”Al Santo Padre va il nostro pensiero e la nostra attenzione per questo momento che sta vivendo. Ci uniamo a lui nella sua preghiera. Il mistero che ci vuol far celebrare attraverso questa rinuncia ci aiuti a riscoprire sempre di più il nostro senso di chiesa”. Papa Wojtyla che stava molto male, per sostenersi si aggrappava al suo bastone pastorale. Benedetto XVI, si è aggrappato alla sua croce:”Quella che gli ha indicato di fare questo gesto che è di altrettanta sofferenza e generosità. Il Santo Padre è sulla croce. Nonostante viva questo momento, Lui non cessa di essere Papa e Vicario di Cristo. Ha fatto questa scelta per un servizio alla chiesa.  Il Santo Padre, nella sua libertà di coscienza e nella sua responsabilità, ha ritenuto opportuno compiere questo gesto di generosità di carità e di amore per la Chiesa”. Don Nello Senatore, portavoce del Vescovo Moretti, comprende la scelta del Papa:”E’ una decisione che nasce dalla consapevolezza che le forze vengono a mancare. Il ruolo del Papa è importantissimo e c’è bisogno di avere una profonda concentrazione che molte volte il deperimento della fisicità fa venire meno. A me sembra un atto di grande coraggio e di grande realismo. Sapere che le sorti di una chiesa passano attraverso la propria persona, significa avere certezza che c’è bisogno di una capacità anche fisica che con la vecchiaia viene meno.  Cedere la mano significa avere a cuore il bene della Chiesa”. Il nuovo Papa? “Prevedere chi potrà essere il nuovo Papa è fantaecclesiologia. Cosa accadrà dopo lo vedremo”. Anche Don Alessandro Gallotti, Direttore del Museo Diocesano e dell’Archivio Storico Diocesano, parroco della chiesa della Madonna delle Grazie è rimasto sconvolto dalla notizia delle dimissioni del Papa :”Il  Papa ha  ritenuto opportuno fare questa scelta per la Chiesa, per far sì che essa possa essere guidata da un Papa più nelle forze. Ammiro molto il Santo Padre per quello che ha fatto, soprattutto per l’attenzione che ha posto per la liturgia, per la lingua latina e per il dialogo con le altre religioni. E’ stato un uomo di preghiera e di grande umiltà. Penso che il suo sia stato un gesto coraggioso, di grande umiltà, ma anche di grande fiducia nella provvidenza di Dio  che va rispettato.  Fare il Papa non è facile, si ha tutta la Chiesa sulle spalle.   Lo aveva anticipato nel suo libro, scritto nel 2010, che se non fosse stato più in grado di fare il Papa si sarebbe dimesso. Continuerà a pregare per la chiesa e per il mondo”.  Su quali caratteristiche dovrà avere il nuovo Papa, don Alessandro Gallotti, ha affermato:”l nuovo Papa penso che si debba mettere sulle tracce  di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI. Non credo a quelli che vogliono un Papa diverso da questo. Deve essere un Papa che sappia essere Pietro cioè sappia confermare i fratelli e la fede e comprendere che la realtà di oggi è molto complessa: ci sono molti cristiani perseguitati. La sfida è quella di stare accanto a questi cristiani perseguitati, di avere un dialogo con la Chiesa in Cina, con quelle del’Africa e del’Asia e riconquistare la fede della vecchia Europa, che la sta perdendo”.

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