La Consulta promuove la Severino, De Luca non poteva insediarsi

Scritto da , 6 ottobre 2016
De-Luca

di Andrea Pellegrino

De Luca andava sospeso, anzi non poteva insediarsi e governare. E’ stata dichiarata infondata la questione sollevata in merito alla legge Severino e alla sospensione dalle cariche di consigliere regionale, di presidente della Regione e di consigliere comunale. La Consulta promuove nuovamente la legge Severino e si esprime sul ricorso presentato da Vincenzo De Luca finito nelle maglie della legge firmata dall’ex ministro dopo la condanna in primo grado nell’ambito del processo sul termovalorizzatore. Vicenda conclusasi in Cassazione con la conferma dell’assoluzione concessa in Appello per i tre imputati, De Luca compreso. La Consulta ha ritenuto, in particolare, che non vi è stato – contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa del governatore della Campania – un eccesso di delega, che il carattere non sanzionatorio della sospensione esclude che sia stato leso il divieto di retroattività e che la oggettiva diversità di status e di funzioni dei parlamentari rispetto ai consiglieri e agli amministratori degli enti territoriali non consente di configurare una disparità di trattamento. Il 20 ottobre 2015 la Corte aveva già esaminato la legge sulla scorta di un ricorso che coinvolgeva il sindaco di Napoli, de Magistris: quel ricorso fu rigettato e la legge Severino dichiarata legittima. Questa volta, invece, a chiedere il vaglio della Consulta erano stati la Corte d’appello di Bari, per la posizione di un consigliere regionale, Fabiano Amati (Pd), e il tribunale di Napoli, per il caso che ha coinvolto il governatore della Campania Vincenzo De Luca. Amati era stato sospeso dalla carica per una condanna a un anno e 8 mesi con pena sospesa per abuso d’ufficio e falso, ma ha impugnato la sospensione fino in Corte d’appello, e i giudici di secondo grado l’hanno congelata rinviando gli atti alla Corte Costituzionale. «Ora si fa giustizia di anni di bugie sulla legge Severino». E’ questo il commento dell’avvocato Gianluigi Pellegrino che per il Movimento difesa del cittadini e a nome di alcuni comitati di elettori, ha sostenuto le ragioni della legge Severino di fronte alla Corte Costituzionale sulle questioni sollevate tra l’altro in merito alla vicenda del governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Pellegrino sottolinea di aver «sempre sostenuto la clamorosa infondatezza delle tesi di De Luca. Il tribunale di Napoli – aggiunge il giurista – ha fatto strame di elementari principi di diritto. Anche quei giudici dovrebbero chiedere scusa all’Italia e alla giustizia. Per non ricordare le tristi cronache sugli interessi di congiunti diretti del giudice relatore. De Luca – sostiene Pellegrino – ha goduto di un trattamento privilegiato senza precedenti. Avrebbe dovuto restare lontano da ogni funzione pubblica sino alla sua assoluzione in appello». Ma è una vittoria soprattutto del Movimento 5 Stelle costituitosi in giudizio attraverso i legali Stefania Marchese ed Oreste Agosto. «E’ una vittoria della legalità – afferma Valeria Ciarambino, capogruppo regionale del Movimento 5Stelle – finalmente Vincenzo De Luca potrà comprendere che le leggi si applicano anche a lui. Fino ad ora si è mosso autonomamente senza rispettare nulla. L’ultimo esempio riguarda le nomine dei direttori generali delle Asl che sono in contrasto con una normativa nazionale». «Possiamo dire – prosegue la Ciarambino – che De Luca è rimasto in vita artificialmente. Se la Severino fosse stata applicata oggi non avremmo avuto questo presidente della Regione Campania. Ora approfondiremo cosa fare ma certamente non ci fermeremo e proseguiamo la nostra battaglia di legalità e verità». Gli scenari.Il caso, così come fu per la decadenza (all’epoca del doppio incarico di Vincenzo De Luca di sindaco e sottosegretario del governo Letta), è inedito. Ma gli avvocati Agosto e Marchese sono già al lavoro per studiare le prossime mosse. Nonostante la sentenza di assoluzione per Vincenzo De Luca che spazza via gli effetti della sospensione ad oggi, resterebbero in piedi le vecchie pronunce, i ricorsi presentati e le sospensioni concesse in attesa della pronuncia della Consulta. La vicenda, ad esempio, potrebbe ritornare al Tar Napoli dove pendono due ricorsi presentati sempre dal Movimento 5 Stelle. Il primo riguarda la candidatura a presidente della Regione Campania di Vincenzo De Luca; mentre il secondo la “sconvocazione” del primo Consiglio regionale della Campania. Entrambi i ricorsi si sono fermati in sede cautelare in attesa, dunque, del merito. Ma questo è solo, a quanto pare, uno degli scenari. «Si assumerà le conseguenze del caso – tuona l’avvocato Agosto – E’ responsabile perché non ha ottemperato al decreto Renzi. E’ illegittimo il ruolo da presidente che ha svolto inizialmente. Si apre una vera e propria crisi di carattere giuridico in Regione Campania». Ora si attendono le motivazioni della sentenza che potrebbero essere pubblicate nei prossimi giorni.

Consiglia

1 Commento

  1. Anonimospifferone

    6 ottobre 2016 at 13:41

    Hanno inventato lo spazio interlinea, gli articoli così sono completamente illegibili.