La carica dei candidati a «zero voti»

Scritto da , 7 giugno 2016

di Andrea Pellegrino

Un inutile surplus di candidati al Consiglio comunale. Quasi settecento in corsa, la cui maggioranza ha fatto solo presenza. Basti pensare che la lista Rivoluzione Cristiana – che era a sostegno di Roberto Celano – ha racimolato appena sette preferenze complessive, raggiungendo il record dei record di candidati a zero voti. Il più votato Antonio D’Arco ha conquistato ben tre preferenze. Di scudo in scudo, vale lo stesso per la Dc che ha sostenuto Raffaele Adinolfi. Qui, nonostante la benedizione di Sandri, la lista ha racimolato trenta preferenze, piazzando al primo posto l’ingegnere Luigi Santorelli con nove voti. Non va meglio neppure a Cassandra, dove una lista intera “Io Amo Salerno” raccoglie appena 78 voti totali. Dunque, liste messe su solo per far scena senza un reale impegno da parte dei candidati. In questo caso non è la somma che fa il totale. E vale lo stesso anche per le liste più attrezzate. Come quella di Forza Italia dove stanzialmente Peppe Zitarosa ha portato la sua dote personale. Qui l’ex granata David Mounard ha racimolato appena dieci voti. Meglio sicuramente di chi ha raccolto due preferenze (Angela Liguori), una (Carmela Damaso) e zero (Carmine Cardaropoli). Tutto questo nella lista del Cavaliere, quella che avrebbe dovuto essere il valore aggiunto dell’ex civico Roberto Celano. Passando ad un’altra bandiera di partito, non sventola bene neppure quella dei Fratelli d’Italia che resta proprio fuori dal Palazzo. Anche qui c’è il candidato a zero voti (Vincenzo Di Michele). Destino diverso da quello di Fiore, quello di un altro figlio d’arte, Galileo Barbirotti che nella lista di Lambiase prende 97 voti. Non sfonda neppure l’ex Gf Ferdinando Giordano che con i Verdi di Ragosta ottiene 82 voti.
Ma Mounard non sarà l’unico ex granata a doversi leccare le ferite. Peggio di lui c’è Claudio Grimaudo che in Vince Salerno ottiene 4 voti.

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