La Capitaneria di Porto: «Nessuna istanza e concessione marittima sulla deviazione del Fusandola»

Scritto da , 5 novembre 2016
piazza della libertà

di Andrea Pellegrino
Un vero e proprio «sistema» da scardinare e con esso anche gli attuali amministratori comunali e regionali coinvolti nei processi Crescent e Piazza della Libertà. Italia Nostra e No Crescent tornano all’attacco e con una serie di esposti presentano nuove notizie di reato alla Procura della Repubblica di Salerno. Il tutto dettagliato anche da vere e proprie consulenze tecniche e in attesa che si muova anche la Corte dei Conti, informata sulla variante da 8 milioni di euro finita al centro di una indagine – oggi di un processo che si aprirà a marzo – che vede coinvolto anche l’attuale governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di recente rinviato a giudizio, insieme alla sua ex giunta, gran parte della quale composta da consiglieri regionali in carica.
E a Vincenzo De Luca è indirizzata una delle diffide presentate da Italia Nostra e No Crescent. Al presidente della Regione viene chiesto, in particolare di «porre in essere misure urgenti atte ad impedire ulteriori modificazioni del bene idrico tutelato e di attivare i competenti organi regionali al fine di eseguire tutti gli interventi finalizzati alla salvaguardia della rinaturalizzazione prescritta». Parliamo in pratica del torrente Fusandola, finito inoltre al centro di una inchiesta che sta conducendo la Procura di Salerno e che ben presto potrebbe portare i suoi sviluppi. Due i filoni, l’uno riguarderebbe lo spostamento del torrente ed il conseguente rischio esondazione e l’altro relativo alle concessioni demaniali. Ed è su quest’ultimo punto che batte la pattuglia ambientalista composta da Oreste Agosto, Raffaela Di Leo, Pierluigi Morena, Enzo Strianese ed Alberto Alfinito.
Considerazioni finite anche in ulteriori esposti. «L’Agenzia del Demanio filiale Campania, non ha mai sdemanializzato né il nuovo corso né l’originale alveo del torrente, come accertato dai delegati di Italia Nostra con accesso agli atti dell’11.06.2013. Dall’esame di detta Concessione temporanea e del relativo rinnovo non risultano emessi i necessari pareri preventivi, né le necessarie autorizzazioni da parte di tutti gli enti competenti per poter consentire al Settore del comune di Salerno di emettere la concessione n. 18/2009 e il successivo rinnovo della concessione temporanea n. 2/2013, del 27.09.2013». «Anche per tale improvvida deviazione effettuata dal settore lavori pubblici del Comune – dicono – non sono state completate tutte le procedure previste e prescritte, quali il collaudo tecnico e amministrativo, quantunque siano in corso i lavori sulla parte sovrastante il nuovo tracciato e lo stesso comune si appresta (a seguito di temporanea rimozione del sequestro per la sola messa in sicurezza da parte del Tribunale di Salerno) ad eseguire nuovi lavori di messa in sicurezza sul vecchio alveo, mai sdemanializzato».
In una nota la Capitaneria di Porto di Salerno, a firma del comandante Gaetano Angora conferma: «Agli atti della scrivente non risultano istanze ex articolo 55 codice della navigazione, né istanze volte al rilascio di concessione demaniale marittima», per i lavori, dunque, in «corso su area del demanio, corrispondente al nuovo e vecchio tratto del torrente Fusandola e relative foci».
Quanto ai nuovi lavori di Piazza della Libertà che andranno affidati alla Comes, riuscita a spuntarla anche al Tar sul ricorso presentato dalla seconda aggiudicataria dell’appalto (un Ati che vede la presenza anche dei costruttori del Crescent), l’avvocato Agosto e l’architetto Strianese sostengono: «Vedrete dovrà essere demolito tutto l’intero settore 2, coinvolto dai crolli. E vedrete che installeranno grosse impalcature per nascondere il cantiere».
Infine l’appello al presidente della Repubblica ed al ministro degli Interni: «Chiederemo, per quanto di competenza, di attivare le procedure per la rimozione degli amministratori imputati nei vari processi» nel mentre s’attendono sviluppi della Corte dei Conti che ben presto potrebbe ritornare a bussare alle porte di Palazzo di Città.
(andpell)

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