La camorra ieri e oggi

Scritto da , 15 maggio 2016

All’ Archivio di Stato incontro tra gli alunni del Tasso e il Procuratore della Repubblica Corrado Lembo

 

Di DAVIDE NAIMOLI

La camorra di ieri e quella di oggi, basandosi su documenti storici custoditi nell’Archivio di Stato di Salerno, gli studenti della scuola secondaria di primo grado Torquato Tasso hanno rappresentato un processo di camorra di un secolo fa, riguardante i fatti accaduti nell’agro nocerino sarnese, insieme al professore Matteo D’Amico e con la partecipazione del Procuratore capo della Repubblica presso il tribunale di Salerno e Procuratore distrettuale antimafia Corrado Lembo. Sono diversi gli aneddoti che il Capo della Procura salernitana ha raccontato ai ragazzi nel confronto che si è tenuto all’Archivio di Stato, con la partecipazione della Direttrice dell’Archivio Eugenia Granito e il dirigente scolastico Elvira Boninfante. In che modo è cambiata la camorra da ieri a oggi? Molto, secondo Corrado Lembo, che ha sottolineato la necessità di riaprire gli occhi per capire che la camorra prima era etichettata come una sorta di pizzo da pagare e considerata un atto di prepotenza, mentre oggi ha ramificazioni ampie e ha tentacoli internazionali, con diversi interessi economici e che lo Stato deve combattere e deve avere dalla sua parte i cittadini che hanno nelle proprie mani il potere del voto. “Occorre attrezzarsi con la stessa intensità con cui si è attrezzata la camorra, che dispone di enormi risorse finanziarie; noi dovremmo avere dallo Stato le risorse necessarie per combatterla e ci sono strumenti avanzati d’investigazione che abbiamo il diritto e il dovere di utilizzare per una camorra che non è più quella di una volta”, prosegue Lembo che ha voluto sensibilizzare anche le persone comuni che godono nel potere del voto: “ L’unica arma che ha il cittadino in una democrazia parlamentare è il diritto al voto e deve amministrare questo diritto con serenità e coraggio, il cittadino non è un estraneo rispetto allo Stato, ma è parte integrante di esso”. Il Procuratore capo della Repubblica ha dato un parere anche sulla serie televisiva Gomorra di Roberto Saviano che in questi giorni sta avendo molto successo e destando anche molte polemiche, dando un’immagine dell’Italia e della Campania non buona: “Effettivamente c’è un’accentuazione dell’aspetto negativo del mondo criminale ed è bene che venga suscitato un senso di repulsione contro questo mondo che rappresenta l’anticultura per eccellenza, però accanto al messaggio inquietante occorre porre l’attenzione su un altro aspetto che ha lo scopo di dare un segno dell’azione dello Stato e di tanti uomini e donne che si sacrificano quotidianamente e che mettono al servizio dei cittadini tutto il loro impegno, anche in assenza di risorse e questo sarebbe il giusto messaggio che può accompagnare il colpo allo stomaco che la fiction ci vuole dare”.

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