«La badante la notte si addormenta con me e mi pratica sesso orale»

Scritto da , 26 settembre 2018
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Adriano Rescigno

CAVA DE’ TIRRENI. “Stai tranquilla, è il saluto che ci inviamo tra i parroci di sera”. Don Michele Pappadà nella bufera. Il parroco della comunità Castagneto – Vetranto e le sue esternazioni finiscono al vaglio della Congregazione per la dottrina della fede. “La badante la notte si addormenta con me e mi pratica sesso orale”. Numerosi sono gli episodi riportati e provati dai fedeli della piccola comunità residente nella valle metelliana che riguardano un prete al dir poco sui generis, sulla linea di confine dell’oscenità, e mentre la cerchia di fedeli si dirada: “Puoi guardare e tradire tua moglie, tanto vieni in chiesa ed io ti do l’assoluzione dei peccati”. L’episodio di cui si riporta l’affermazione del prelato è accaduto in via Paolina Craven, all’altezza del civico 22 durante una camminata con dei ministranti. Secondo quanto riferito dai presenti il prelato faceva di tutto per cercare di vedere meglio all’interno di una abitazione dove una ragazza si stava svestendo, e per giustificarsi in tal maniera si rivolgeva ad uno dei ministranti. Scene folk e di pessimo gusto anche durante le processioni, ed infatti, proprio durante la processione della Vergine Addolorata, molto lenta a causa del traffico veicolare, il parroco disse ad una delle fedeli: “Se ti metti in reggiseno e mutande tutti gli automobilisti sicuramente ci farebbero passare”. Avances ed apprezzamenti molesti anche per le catechiste, infatti proprio parlando di una di esse il prelato non si nascondeva dal dire: “Ha una faccia brutta, ma una bella farfalla”, alludendo ad un tatuaggio della donna; e poi ancora volgarità in pubblico: l’episodio di cui ne è a corrente monsignor Soricelli, si è verificato proprio dinanzi la chiesa di Vetranto, dove Michele Pappadà è solito posteggiare l’auto, dinanzi ad un agente della Polizia di Stato. Al prelato era stata consigliata attenzione in una manovra in quanto avrebbe sicuramente tamponato l’auto di una fedele, e lui, di tutta risposta, secondo quanto riportato nel dossier spedito a Roma: “Io una botta alla signora gliela darei”, oltre ad apprezzamenti di ogni genere e natura. Accuse infamanti e meschine anche per le novizie del Monastero di Santa Chiara di Nocera Inferiore, sempre dinanzi ai suoi fedeli il parroco a piena voce: “Le suore li sono molto giovani, da dietro tutte sfondate mentre vergini dal punto di vista sessuale”. Senza vergogna il prelato che è solito riportare in omelia domenicale anche confessioni, non esitava ad esibire dinanzi alle signore che svolgono attività parrocchiali, le sue usanze notturne. Nel fascicolo infatti è possibile leggere: “Davanti alle signore… nel mentre svolgevano attività parrocchiali il parroco si espresse con apprezzamenti circa la giovane badante che assisteva sua madre: la notte si addormenta con me e mi pratica sesso orale”. E mentre l’arcivescovo Soricelli, che fin ora non ha preso provvedimenti seri in merito alla situazione veniva informato che don Pappadà usasse anche le offerte per scopi personali, e diverse mamme hanno sottoscritto la prova di atteggiamenti ambigui del prelato nei confronti di alcuni giovanissimi fedeli, una sera, sul telefono di una fedele arriva anche un video, pornografico, attore protagonista, nemmeno a dirlo il pre- lato. Scandalizzata la donna avverte il marito che impugna il telefono e chiama il parroco, ma anche questa volta la scusa è pronta: “Sua moglie può stare tranquilla, ho sbagliato persona. E’ il saluto che tra parroci la sera ci si invia reciprocamente”. Se questo è un parroco…

La comunità è spaccata tra chi accusa e chi difende il parroco

CAVA DE’ TIRRENI – Una cosa è certa: la comunità di Castagneto – Vetranto è ormai spaccata, l’arcivescovo Soricelli pare non essere interessato alla questione e la controversa figura di don Michele Pappadà, già allontanato dalle comunità delle frazioni metelliane di Alessia, Dupino e Benincasa, pare essere rimasta la sola tra i banchi di una chiesa spopolata. Mentre il Santo Padre dalle Repubbliche Baltiche tuona ed ammonisce i prelati e mette in guardia che tanti, troppi, cristiani stanno via via allontanandosi dalla Chiesa a causa di comportamenti ambigui da chi dovrebbe garantire l’integrità morale dell’istituzione a Cava de’ Tirreni si sta consumando l’ennesimo allontana- mento di una comunità turbata e violentata nei suoi usi e nelle sue tradizioni legate alla fede alla cristianità. “Numerosi sono gli episodi testimoniati e verbalizzati che affermano lo stato di disagio che sta vivendola nostra comunità fanno sapere dalle frazioni di Vetranto e Castagneto – siamo stanchi e sfiduciati tanto da disertare le celebrazioni, anche quelle storiche di un paesino legato alle sue tradizioni, usi e costumi; non da ultimo il trauma vissuto da bambini e donne difronte a tanta disinvoltura nel parlare anche di temi delicati, intimi e poco adatti al luogo ed alle circostanze. Chi avrebbe mai pensato di sentire proprio da un prete, dal luogo più sacro di una chiesa, tali oscenità e che si potesse arrivare a tanto?”. Il tanto infatti sono famiglie divise e fedeli ormai schieratisi in fazioni, Guelfi e Ghibellini, tra chi riceve e sente oscenità anche sul telefonino e chi non ci crede bollando il tutto con “sono solo dicerie e cattiverie” difendendo il parroco Pappadà. La documentazione e le prove mostrate all’arcivescovo Orazio Soricelli senza ricevere la dovuta importanza, stando a quanto riferiscono i fedeli, è giunta nel Palazzo del Santo Uffizio a Roma, dove risiede la Congregazione della dottrina della fede, nella speranza di ricevere una risposta adeguata alle problematiche esposte.

Lettera a mons. Soricelli, alla Congregazione per la Dottrina della Fede ed a Papa Francesco

“La cosa ancor più grave è che molti fatti coperti dal segreto confessionale diventano argomento dell’omelia domenicale”. Interdetti a sconfortati sia dalla storia sia dai comportamenti fatti registrare dal prelato reggente della comunità parrocchiale di Santa Maria della Purificazione che si estende nelle frazioni di Vetranto e Castagneto, i fedeli non trovando celeri provvedimenti nell’arcivescovo della diocesi di Amalfi – Cava de’ Tirreni, scrivono direttamente a Papa Francesco I ed alla Congregazione per la dottrina della fede. “Siamo delusi e rattristati – i fedeli, parlando di padre Michele Pappadà – da come la Chiesa, anzi da come coloro che dovrebbero vigilare su di essa, permettano che ognuno coltivi il proprio orticello, senza preoccuparsi di chi ha bisogno non solo dell’aiuto materiale ma in particolare quello spirituale”. Nella missiva arriva anche l’attacco durissimo all’arcivescovo Soricelli che dopo numerosi incontri con i fedeli della comunità di Castagneto, i quali non solo hanno debitamente fornito numerose prove delle malefatte del prelato ma hanno dovuto anche sentirsi rispondere: “Bisogna avere pazienza”. “La nostra piccola comunità è diversi mesi che subisce e sopporta comportamenti alquanto discutibili, se non opposti a quelli del Buon Pastore, in più di una occasione gli interessi personali sono stati anteposti al bene della comunità nonostante la guida del Consiglio pastorale. Il Tempio – tuona la comunità – è diventato per pochi eletti, fino ad annullare ogni attività di ogni genere, punendo in particolar modo anziani e bambini”. Non solo vicende parrocchiali nel centro della polemica, ma anche personali: “E’ diventato ormai uno scontro dove chi dovrebbe donare sempre una parola di conforto, pace e unione, è proprio lui il primo a dividere, creare tensioni oltre ad utilizzare un linguaggio lontano dal ruolo originario della chiamata al sacerdozio”. Si conclude amaramente la missiva al Santo Padre, con l’immagine di una piccola comunità spaccata in due: “Tante le chiacchiere e le dicerie messe in giro, tanto da spaccare famiglie intere, dividere amicizie secolari e impoverire sempre di più la comunità mettendo gli uni contro gli altri: la cosa ancor più grave è che molti dei fatti coperti dal segreto confessionale diventano argomentazione dell’omelia domenicale e se attaccato – don Michele Pappadà – si nascondeva dietro un “mi è stato detto!”.

«Abbiate pazienza»: ma le parole di Monsignore non bastano ai fedeli

Periodo di terremoti in città. Dopo lo scossone che ha dato la procura di Salerno a Palazzo di città, adesso sono le sacre mura delle chiese cittadine a tremare grazie ad una fuga di notizie e di documenti circa padre Michele Pappadà. Eppure, il monsignore non si è mosso. In merito alla vicenda del parroco Michele Pappadà, l’arcivescovo della diocesi Amalfi – Cava de’ Tirreni, Orazio Sorecelli, non si è mosso, o quantomeno secondo gli appartenenti alla comunità religiosa delle frazioni Castagneto – Vetranto, non in modo adeguato alla situazione, emblematica la frase del vescovo dunque “abbiate pazienza”, tutto registrato durante uno dei tanti incontri con i fedeli. Anche una messa è stata celebrata dal vescovo all’interno della chiesa di Vetranto, ma nulla, la situazione non è cambiata e la comunità è sempre più esasperata, divisa e confusa da un par- roco controverso e non voluto da maggior parte della comunità che inevitabilmente si scontra con la restante parte creando anche divisioni familiari alla luce comunque di piccole comunità che vivono la fede in maniera continua e viscerale, legate alle proprie tradizioni. Eppure sia gruppi di madri che semplici fedeli hanno interpellato in vescovo, ma la risposta non è mai stata soddisfacente, e il “perchè” il reggente della diocesi non interviene in maniera decisa alimenta altri dubbi e perplessità. Eppure è lo stesso Soricelli ad affermare che “Padre Michele ha già avuto problemi con le comunità di Alessia, Dupino e Benincasa… talmente gravi che dovetti farlo affiancare dal diacono Antonio Casillo”, ed anche quando gli fu prospettato l’uso improprio delle offerte lo stesso vescovo rispondeva: “Vi consiglio di congelarli a tempo indeterminato al fine che il parroco ne potesse fare un uso improprio”, ma niente, dell’allontanamento richiesto alla luce dei gravi fatti esposti, nemmeno l’ombra, tant’è che i tanti incontri, l’ultimo il 9 mag- gio 2018, non hanno trovato riscontro ed i cittadini hanno interpellato in causa direttamente il Santo Padre e la Congregazione per la dottrina della fede nella prima metà dello scorso maggio. Adesso non si attende che un intervento decisivo del vescovo che riporti pace in una comunità dilaniata. Le ultime notizie che giungono da Roma è che l’interessamento della Congregazione al caso è forte, soprattutto dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto esponenti ecclesiastici della Costa d’Amalfi. La speranza delle comunità infine è una mossa risolutoria di Orazio Soricelli.

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