L’ Oltre Project Trio tra classico e jazz

Scritto da , 8 Dicembre 2016
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Questa sera Lorenzo Tresca, Lorenzo Apicella e Francesca Fusco, saranno ospiti del festival natalizio di Sergio Caggiano, nell’ incantevole cornice di Santa Maria de’ Lama

Di OLGA CHIEFFI

Quarto appuntamento del cartellone allestito dall’Associazione Arechi di Sergio Caggiano, per animare lo spazio di Santa Maria de’ Lama, in questo periodo d’Avvento. Questa sera, alle ore 20,15, si esibirà l’ Oltre Project Trio, composto dal pianista, arrangiatore e compositore Lorenzo Apicella, dalla vocalist Francesca Fusco e dal sassofonista Luigi Tresca che proporrà un repertorio che spazia dalla classica al jazz, alla musica d’autore fino a composizioni originali. Ad inaugurare la serata, Luigi Tresca al sax alto e Lorenzo Apicella al pianoforte, con le sei Romanian Dance di Bela Bartòk, composte tra il 1915 e il 1918, melodicamente incantevoli, armonizzate con mano espertissima e leggera e strumentate in maniera efficacissima. A seguire, la Suite Hellenique di Pedro Iturralde in cui il duo dovrà distillare timbri popolari e classici, dando corpo al sincretismo dell’autore con infinita energia, schizzando un brano in cui è già superata ogni barriera di separazione tra i diversi generi, spaziante tra antiche danze e canti popolari che rivivono in una incalzante antitesi di ritmi e armonie. La chiusura della prima parte del concerto prevede quale scelta originale la sonata per sax alto e pianoforte, composta da Phil Woods nel 1980. Una scrittura, quella di questa pagina, caratterizzata da un forte senso dello swing da un profondo temperamento e dalla indiscutibile capacità di organizzare il lavoro all’interno di una struttura classica di infinita comunicativa. Un Softly-Allegro, seguito da uno Slowly, moderato e Freely, che ci consentirà di apprezzare in pieno le tendenze dell’espressione di Woods, affrancatosi in pieno dalla sudditanza stilistica parkeriana ed esternante un’originalità superba, con un approccio jazzistico, che intuiremo nell’improvvisazione che va a perfezionarsi in quel bilance tra bop e free che sembra rappresentare la peculiarità più emblematica del jazz moderno. Nella seconda parte del concerto si andrà in giro per il mondo con la voce di Francesca Fusco, che dedicherà al pubblico insala “As prajas desertas di Antonio Carlos Jobim, un brano originale del pianista Lorenzo Apicella, sempre in chiave brasiliana, per quindi schizzare un portrait di Riuiky Sakamoto con Tango, un brano molto amato nella versione italiana di Ornella Vanoni e che è tra i più belli scritti da Sakamoto, un compositore barocco del Settecento tedesco nato per caso in una via Gluck del Giappone. Atmosfera coinvolgente sarà aquella di Forbidden Colours, canzone per la pace che cederà il pass al finale, interamente composto di titoli originali quali Like a Child di Luigi Tresca, Child e Goccia d’acqua di Lorenzo Apicella, tratte dal progetto coloured Shadows.

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