L’invasione degli studenti a Salerno

Scritto da , 17 Novembre 2012
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In migliaia in strada per rivendicare i propri diritti: quello allo studio e quello all’espressione. Tutto nel ricordo di chi, per questi stessi diritti, fu giustiziato il 17 novembre 1939.
La Giornata internazionale dello studente, data nella quale si commemorano i 9 tra studenti e docenti cecoslovacchi giustiziati  senza processo nel 1939 dalle truppe naziste solo per aver espresso il proprio dissenso al regime, Salerno è letteralmente invasa dai ragazzi degli istituti scolastici della provincia.
Tutti in strada per rivendicare quel diritto allo studio che il governo centrale targato Monti & Co. (che con la nuova manovra di stabilità taglierà circa due miliardi di euro all’istruzione), in “collaborazione” con l’avanzamento della Legge Aprea (che prevede, di fatto, la privatizzazione della scuola pubblica), sta per essere “dismesso”. E hanno anche rivendicato il loro diritto di espressione e di manifestazione che, proprio  durante l’altra grande giornata di mobilitazione, quella del 14 novembre, ha subito un brusco attacco con veri e propri episodi di repressione nei confronti degli studenti scesi in piazza a protestare.
Erano circa tremila gli studenti che questa mattina hanno sfilato lungo le strade del centro cittadino fino a giungere presso piazza Giovanni Amendola dove si è tenuta la conclusiva assemblea pubblica per discutere delle varie tematiche e delle altre iniziative da intraprendere per riprendersi ciò che è loro. Sono preoccupati per quanto sta accadendo e per quanto rischia di accadere nei
«Siamo qui – dicono – per rivendicare i nostri diritti, quelli che sono stati calpestati ben più di una volta tra manovre di stabilità e tentativi di privatizzazione. La scuola è e deve rimanere pubblica – continuano alcuni studenti – non solo perché lo diciamo noi, ma perché è la Costituzione italiana a stabilirlo e la legge Aprea va a metttere le mani proprio dove non potrebbe».
Ma se da un lato, la maggior parte degli studenti è scesa in strada e ha sfilato in corteo consapevole dei rischi a cui è esposto il sistema della scuola pubblica italiana, in molti, però, sembrano non aver colto lo spirito della protesta. Tra vari “non so perché sto protestando, protesto e basta” e improbabili commemorazioni di studenti morti ad Atene nel 1939, qualcuno ha semplicemente approfittato della giornata di mobilitazione per fare una passeggiata, nonostante il grande impegno profuso dai rappresentanti dell’Unione degli studenti di Salerno per informare i ragazzi delle serie problematiche che li riguardano.
Ma la giornata di protesta è proseguita anche nel pomeriggio con un grande momento di aggregazione presso il Centro sociale di Salerno, con musica dal vivo e dibattiti.

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