Juve Stabia-Salernitana: un derby lungo un secolo

Scritto da , 16 aprile 2015
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di Fabio Setta

Da Naddeo a Gori. Da Aliberti a Calil. Da Russo a Gabionetta. Un filo granata, lungo un secolo legato a un filo doppio gialloblù. Juve Stabia-Salernitana, il derby che sabato può decidere la stagione della squadra allenata da Leonardo Menichini è un match dalla storia antica. Un derby lungo un secolo che nella storia del club granata ha un significato particolare. Proprio a Castellammare contro l’allora Stabia, la Salernitana, in tenuta rigorosamente biancoceleste ha disputato il suo primo match ufficiale. E’ il febbraio 1920. Con la riorganizzazione dei campionati manca una squadra per completare il girone in cui sono già iscritte Stabia, Savoia e Pro Italia. Il presidente della Salernitana Schiavone coglie al volo l’occasione e iscrive la squadra al primo campionato ufficiale della propria storia. In fretta e furia la squadra si organizza e si allena su un campo privo di porte. L’obiettivo era di fare bella figura soprattutto perché lo Stabia era uno squadrone e in un’amichevole precedente aveva rifilato ben sei gol ai salernitani. Ma nel primo match ufficiale della storia, con una decina di tifosi al seguito, la Salernitana trova una clamorosa vittoria grazie ad una rete di testa di Aliberti su un lungo traversone di Russo. Storia polverosa, storia di un calcio che non c’è più. Di un calcio ai primordi. E la maggior parte delle sfide tra stabiesi e salernitani si disputano proprio nel periodo precedente la seconda guerra mondiale. Sono tredici i precedenti anteguerra con ben quattro vittorie stabiesi, una delle quali a tavolino, quattro i pareggio con due rocamboleschi 2-2 e 3-3 e cinque vittorie della Salernitana con marcatori prestigiosi come ad esempio Kargus, Finotto o Valese. Nel dopoguerra si gioca anche l’unico derby disputato in serie B. Finisce 1-1 nella stagione 1951/52 con autorete di Casuzzi per Salernitana e rete di Palma per i padroni di casa. Da quel precedente a oggi le due squadre non si sono trovate molte volte ad affrontarsi. Due precedenti negli anni settanta con due vittorie stabiesi prima della stagione 1993/94 quella in cui riesplode con passione e colore la rivalità tra le due formazioni. E sono questi i due precedenti a cui i tifosi granata sono inevitabilmente più legati. Non tanto il pareggio in campionato al Menti, 1-1 con gol di Roberto Breda e pareggio di Musella a due minuti dal termine. Ma soprattutto la finale play off disputata allo stadio San Paolo. Quando nomini la Juve Stabia a un tifoso granata, d’altronde il pensiero non può correre a quella partita. Dopo aver surclassato la Lodigiani in semifinale la squadra allenata da Delio Rossi batte nettamente la Juve Stabia allenata dal salernitano Roberto Chiancone con il punteggio di 3-0 e conquista la promozione in caletterai. Un match entrato nella storia e che ancora mette i brividi ai tifosi granata. I due gol di Tudisco, le espulsioni in serie di tre giocatori stabiesi, il gol della definitiva consacrazione realizzato da Roberto Breda e quel ritorno in serie B che ha dato il là agli anni più belli della storia della Salernitana. Le due squadre di ritrovano poi dodici campionati dopo. Vince la Juve Stabia con un gol di Esposito. L’anno dopo la Salernitana lanciata verso la vittoria del campionato mette a segno il colpaccio grazie alla rete su rigore realizzata da Emanuele Ferraro ma soprattutto grazie alle parate splendide di Salvatore Pinna abile a dire no alle vespe allenate da un altro allenatore salernitano Ezio Capauano, a cui forse anche il pareggio sarebbe stato stretto. E adesso dopo sette anni riecco il derby a Castellammare. Da quel lontano 1920 ne sono passati di anni, di giocatori, di denominazioni, maglie ed emozioni. Ma l’attesa è sempre la medesima. Da quella prima volta al match di sabato: Juve Stabia e Salernitana, un derby lungo un secolo.

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