Italia Nostra e FdC: «Nomine Commissione locale paesaggio illegittime»

Scritto da , 6 dicembre 2012

«Si annulli la delibera consiliare che nomina la commissione locale per il paesaggio». E’ la richiesta di Italia Nostra e Figli delle Chiancarelle che, in una dettagliata nota a firma di Raffaella Di Leo (presidente di Italia Nostra – sezione di Salerno) e Carla Cioffi (in rappresentanza dei Fdc), spiegano il perché dell’illegittimità della commissione e dei suoi atti adottati fino ad ora. «La delibera di nomina dell’attuale Commissione Locale per il Paesaggio, la numero 24 del 25 luglio del 2011, è palesemente illegittima e viola una legge dello Stato, la legge regionale numero 10/1982», dicono nell’esposto inviato anche alla Procura della Repubblica, nonché al Presidente della Giunta Regionale e alla Soprintendenza, oltre naturalmente al sindaco Vincenzo De Luca. La commissione locale per il paesaggio è attualmente composta da Maria Garofalo, Anna Maria Renna, Luciano Mauro, Pasquale Cirino e Francesco Pellegrino. Tutti nominati in Consiglio comunale il 25 luglio del 2011. La Commissione in questione, per intenderci, è quella che si occupa delle autorizzazioni paesaggistiche, materia molto delicata. Per rendere meglio l’idea, operazioni come il Crescent ed il Porto di Pastena, più di recente i box di Lungomare-Piazza Cavour, passano da lì, dai suoi pareri favorevoli. Ebbene, secondo la nota, Luciano Mauro – curatore del Giardini della Minerva, estensore “maldestro” della Carta dei Vincoli allegata al Puc, Carta risultata sbagliata sui giardini di Lungomare Trieste e quindi su Piazza Cavour – e la dottoressa Anna Maria Renna, non potrebbero stare lì : «perché hanno superato i limiti di “nomination”, per legge, essendo già stati membri “per più di due volte consecutive”». «I due – scrivono Cioffi e Di Leo – stando sempre alle carte, ovvero alle Delibere di Consiglio numero 25 del 09.07.2009 e numero 30 del 23.03.2005, avrebbero sforato il tetto. Il tutto è avvenuto con la piena consapevolezza del Consiglio Comunale. E la cosa lascia davvero basiti. Quindici giorni prima della seduta del 25 luglio, quella che ha portato alla nomina dei 5 “esperti”, era stato lo stesso assessore Regionale all’Urbanistica, con una circolare esplicativa, a ribadire le regole per i membri delle Commissione. Nella nota protocollata il 7 luglio 2011 si legge: “Per i Comuni sprovvisti di Commissione Edilizia, al RUP che ai sensi del Tuel numero 267/2000 sostituisce l’attività della CE, si affiancano i cinque esperti previsti dalla L.R. 10/82 con applicazione dei medesimi criteri di composizione e di nomina”».
«Ma il Consiglio comunale ha fatto di più. E’ andato straordinariamente oltre tutto. Ha operato la scelta dei membri della “nuova” Commissione in una rosa ristretta di candidati, senza verificarne l’idoneità a ricoprire tale carica. Non ha messo avviso pubblico per l’acquisizione delle candidature. Non ha acquisito i curricula degli interessati, indispensabili per l’accertamento dei requisiti tecnico professionali richiesti dalla legge. Inoltre, altra violazione, i nominativi dei membri della Commissione risultano emersi soltanto in sede di scrutinio. Infine in assenza di curricula, l’attribuzione, a ciascuno dei membri, della qualifica di “esperto” è sulla fiducia. Un atto di fede più che una delibera di Consiglio comunale».
«Il Comune di Salerno, dal canto suo, farebbe bene – dicono da Italia Nostra e Figli delle Chiancarelle – ad agire in autotutela annullando la decisione presa dal Consiglio, ovvero da se stesso. Fatto sta che dopo le clamorose topiche, da noi evidenziate negli ultimi mesi, sui vincoli del Lungomare Cavour, del ristorante dei Feudi in Villa Comunale e di Piazza Alario, con l’illegittimità della Commissione paesaggio siamo al quarto grave errore commesso da chi ci amministra».

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