Italcementi, la solidarietà di Fratelli d’Italia ai lavoratori

Scritto da , 5 novembre 2018
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di Red.Cro.

Una contro-celebrazione a garanzia dei diritti dei lavoratori e dei loro livelli occupazionali. Questi i presupposti del partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, che a Salerno si è mobilitato dinanzi allo stabilimento di via Cupa Siglia per mostrare sostegno ai dipendenti, ed in particolare ai cassaintegrati, attualmente in bilico delle decisioni della nuova proprietà tedesca della Heidelberg. Il senatore di Fratelli d’Italia Antonio Iannone, in prima linea per la contro-celebrazione, ha espresso il suo punto di vista sulla delicata questione che coinvolge tante famiglie e anche i livelli produttivi ed industriali della città di Salerno. «Noi di Fratelli d’Italia siamo assolutamente contrari ad ogni forma di speculazione e di aggressione al lavoro italiano -ha dichiarato Iannone-. La fabbrica di Salerno è una realtà produttiva che fu costruita grazie ai fondi della 219 con la quale il gruppo proprietario dell’epoca si impegnava a dare lavoro per molti anni, ma negli ultimi 5 anni molti dipendenti sono stati messi in Cassa Integrazione e la nuova proprietà di controllo che è la Heidelberg, tedesca, non ha dato assolutamente risposte attraverso un efficace piano industriale. Queste persone chiedono di tornare al lavoro ma ovviamente sono anche molto preoccupate del fatto che al 31 dicembre 2018 scadranno i mesi di cassa integrazione». Nel frattempo, la politica si sta attivando sul tema, ed è stato coinvolto il Ministero dello Sviluppo Economico presieduto da Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle che sul tema non si è assolutamente mosso, come puntualizza proprio il senatore della Meloni: «Con interrogazione parlamentare ho già sollecitato il ministro Di Maio, infatti il 14 novembre ci sarà un incontro al Ministero con le Regioni e con le rappresentanze sindacali. Mi dispiace molto che in provincia di Salerno, pur avendo due sottosegretari dei 5 Stelle e diversi parlamentari, nessuno stia sostenendo la causa di questi lavoratori e anche l’interesse del territorio perché già siamo al cospetto di una desertificazione industriale completa e perdere realtà come Italcementi sarebbe veramente un crimine inspiegabile anche alla luce del fatto che questa realtà produttiva ha tutti i requisiti di sicurezza di carattere ambientale, è un’industria 4.0 e quindi non si spiega il perché di questa condizione di regresso di sviluppo lavorativo che si viene a verificare». Industria 4.0, nonostante la recente relazione dell’Arpac fuoriuscita dalla visita ispettiva che ha determinato, di fatto, la potenziale esecuzione di sanzioni penali ed amministrative proprio nei confronti dello stabilimento salernitano di Italcementi: «Quello che risulta dalle carte, quando Italcementi è stata acquisita dalla Heidelberg, è che lo stabilimento presentava una situazione di assoluta sicurezza e qualità nella produzione del lavoro. Non vorrei che la Heidelberg abbia tralasciato anche questioni di sicurezza ambientale, ma credo siano vicende facilmente sanabili rispetto al problema di carattere occupazionale. Vedremo, in ogni caso, cosa si verificherà nei prossimi mesi».

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