Istituto di ricerche, solo detriti dopo l’inaugurazione

Scritto da , 4 maggio 2013

Alla ricerca dell’Istituto europeo di ricerche biomediche. Dal “miraggio” di Bill Gates ai detriti che fanno bella mostra all’esterno dell’ex convento di san Nicola della Palma, in via de’ Renzi. Da oltre un mese i lavori di completamento della ristrutturazione dello storico edificio che confina con il Conservatorio “Martucci” sono fermi.
«Ormai viviamo in un vero e proprio cantiere aperto – commenta Franco Massimo Lanocita, presidente del Conservatorio di Salerno – tra detriti e impalcature. Da oltre un mese – aggiunge Lanocita – siamo costretti a fare i conti con la presenza di questo materiale di risulta depositato lungo il corridoio all’aperto che collega le scale al nostro Conservatorio. Con l’arrivo del caldo, molto presto, questo accumulo di materiali diventerà rifugio di topi e serpenti».

Inaugurazione fantasma?
Eppure l’E.B.R.I., acronimo di Istituto europeo di ricerche biomediche, era stato già inaugurato il 14 settembre del 2012 dal sindaco Vincenzo De Luca. Una cerimonia di taglio del nastro nel corso della quale il primo cittadino sottolineò l’importanza della nascita del polo scientifico, la cui direzione venne affidata ad Alessio Fasano, all’epoca dell’investitura docente della Maryland School of Medicine oltre che esperto di livello mondiale nel settore delle biotecnologie, e che dovrebbe vedere, almeno sulla carta, all’opera 120 ricercatori. «Salerno diventerà un punto di riferimento mondiale per quanto riguarda la ricerca sui disturbi alimentari – disse all’inaugurazione il sindaco Vincenzo De Luca – e sono sicuro che questo percorso produrrà in futuro anche sviluppo economico». 
Nella realtà, però, la struttura è di fatto chiusa, come conferma il “vicino di casa” Lanocita. «La struttura è chiusa, almeno a quanto si vede dall’esterno. Dopo l’inaugurazione non abbiamo mai registrato attività interne al Convento. E non registriamo “segni di vita” all’interno del cantiere da oltre un mese. Siamo abituati, ormai, a questo disagio perché anche la nostra sede è tuttora oggetto di lavori di restauro. Con una differenza, però: i nostri lavori vanno avanti ed entro giugno dovrebbero anche terminare, quelli dell’Istituto confinante sono fermi».

Sei anni di iter
Del recupero dell’ex convento di san Nicola si inizia a parlare, in sede di Consiglio e di Giunta comunale, sin dal 2007. I lavori vengono affidati a più riprese e si registra, fino al 2010, una serie di appalti “a singhiozzo” fino al 2010 quando, attraverso l’impiego di fondi residui del finanziamento originario di cui alla Legge 41/86 e con finanziamento su fondi Por-Fesr Campania 2007/13, “Programma Integrato Urbano Piu Europa”, si torna a parlare del recupero del convento «idoneo ad ospitare la sede definitiva della “Fondazione Scuola Medica Salernitana”, in modo da avere, come esito finale, non solo la conservazione di un bene culturale, ma anche la sua compiuta valorizzazione».
Il progetto esecutivo dell’importo complessivo di 4 milioni e 428 mila euro, a seguito di gara, viene aggiudicato all’impresa Ma.Ti.Sud srl di Taranto: la direzione dei lavori viene affidata all’architetto Maurizio Di Fruscia. Il restauro sembra procedere senza intoppi e culmina con l’inaugurazione, già citata, del 14 settembre scorso. Da quel momento l’unico “segnale di vita” reperibile negli atti di Palazzo di Città è datato 23 ottobre 2012: nel corso del Consiglio Comunale viene approvata la cessione in comodato dell’ex convento alla Fondazione Scuola Medica Salernitana (della quale è presidente lo stesso Vincenzo De Luca, ndr) per la costituzione dell’Istituto.

Lavori fermi
I lavori, come confermato da Lanocita, sono fermi da almeno un mese. Non si hanno notizie ufficiali circa le ragioni che hanno portato alla sospensione delle attività di cantiere. L’unica certezza è che per gli alunni e per i docenti del “Martucci” sono aumentati i disagi. 
«Non sappiamo il perché di questo stop – commenta Fabio Marone, presidente della Consulta degli studenti del Conservatorio – ma una cosa è certa: abbiamo subito solo disagi dai lavori. Inizialmente credevamo che riguardassero la nostra struttura, poi abbiamo capito che tutta l’attività riguardava questo fantomatico centro. Abbiamo visto spuntare delle “celle di areazione” che sboccano proprio di fronte alle nostre aule: fortunatamente fino ad oggi non sono mai entrate in funzione. Perché l’istituto è stato solo “inaugurato”, poi non abbiamo mai visto nessuno. Per noi è una beffa incredibile: sappiamo che sono stati spesi milioni di euro per questa struttura ancora ferma mentre noi cerchiamo fondi per completare il restauro del Conservatorio la cui sede, lo ricordiamo, è di proprietà del Comune».

Da Bill Gates alle macerie
In attesa di notizie certe circa il destino dell’Istituto (che, tra le altre cose, non risulta inserito nell’elenco degli Istituti di ricerca autorizzati dal Ministero dell’Università, ndr) restano i detriti e la rabbia di chi, come gli studenti del Conservatorio, si interroga sui grandi progetti che dovrebbero vedere in prima linea l’E.B.R.I. Il sindaco De Luca, ad aprile dello scorso anno, non nascose la possibilità che Bill Gates, attraverso la fondazione “Bill&Melinda”, potesse finanziare con una cifra vicina ai cinque milioni di euro un progetto legato proprio all’attività dell’Istituto europeo biomedico diretto dal professor Fasano. Non solo: all’inaugurazione di settembre il primo cittadino prospettò l’avvio di un collegamento diretto con Harvard, a Boston, dove Fasano si è trasferito dopo la lunga esperienza vissuta a Baltimora.
Resta, al momento, solo una certezza: l’Istituto, dopo l’inaugurazione, non ha aperto i battenti ed ora i lavori di restauro dell’ex convento di san Nicola sono fermi. In attesa di risultati esaltanti sul fronte della ricerca c’è chi si chiede se quest’opera – già “battezzata” da De Luca – vedrà davvero la luce.

 

4 maggio 2013

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