Isochimica: gli ex operai muoiono di amianto

Scritto da , 4 Aprile 2013
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Morire di amianto. Morire senza che nessuno s’interessi dell’attivazione della sorveglianza sanitaria per prevenire, diagnosticare e curare. Sono tornati in piazza, a far sentire la propria voce, a chiedere aiuto e considerazione, gli ex dipendenti dell’Isochimica, l’azienda di Pianodardine, nella provincia di Avellino. Un’azienda che si occupava della bonifica dalla presenza di amianto delle carrozze dei treni delle Ferrovie dello Stato. Amianto che veniva adoperato per isolare dal fuoco i vagoni dei convogli, destinati poi ad accogliere i viaggiatori. Ma ad isolare i dipendenti dall’amianto, probabilmente, non ci ha mai pensato nessuno: ogni mese, erano circa 60 le carrozze lavorate nello stabilimento, ognuna delle quali contenente due quintali di amianto. Loro, i lavoratori, protezioni adeguate che li preservassero dal contatto con la sostanza cangerogena non ne hanno mai avute. A poco, allo stato dei fatti, sono serviti gli incontri istituzionali, i protocolli d’intesa, le commissioni di sorveglianza: fino ad oggi, nulla è mai stato attivato per monitorare lo stato di salute dei circa 400 ex lavoratori dell’impianto Isochimica di Avellino. Circa 70 provengono dalla provincia di Salerno e, ieri mattina, alcuni di loro, insieme ad alcuni colleghi irpini, hanno presidiato la sede dell’Asl di Salerno in via Nizza per chiedere spiegazioni in merito ai ritardi nell’attivazione delle procedure di sorveglianza sanitaria, annuale e gratuita, per coloro che sono stati esposti all’amianto. Il tempo di attesa è giunto ad un anno.
I decessi e gli ammalati. Sono nove, ad oggi, gli ex lavoratori dell’Isochimica morti. L’ultimo durante il periodo natalizio. Su quest’ultimo è stato effettuato anche l’esame autoptico, il cui risultato è stato tanto chiaro quanto impietoso: tumore al polmone, presenza di amianto da considerare come la quasi certa causa del decesso. Un altro ex dipendente versa, ad oggi, in condizioni critiche, mentre sale a 116 il numero di malati, provenienti proprio dall’ex impiaanto di Pianodardine, di absestosi accertati.
Sorveglianza sanitaria annuale e gratuita. Questa la richiesta avanzata dal Comitato esposti amianto ex Isochimica. Una serie di visite specialistiche, di screening, di controlli, al fine di identificare e cogliere in tempo i sintomi dei processi neoplastici – absesto correlati. Una serie di controlli che possa essere estesa anche ai familiari degli ex dipendenti. Ma qui entrerebbe in gioco la legge 257/1992 che, se da un lato tutela gli ex esposti amianto, dall’altro non prevede l’estensione dei controlli e che prevede una esposizione all’amianto di dieci anni. Un limite non raggiunto dagli ex Isochimica, ma che risultano ugualmente coinvolti dagli effetti dell’esposizione alla sostanza cangerogena.
L’iter istituzionale. I controlli medici per gli ex Isochimica sono obbligatori dal 1991. Solo nel 2007, la Regione Campania ha finanziato il piano di sorveglianza sanitaria con 5 milioni di euro. Nel marzo 2012 gli stessi operari hanno sollecitato l’Asl di Salerno, con istanze scritte, sottolineando la necessità di attuare il programma regionale. Poi il passaggio alla Provincia di Salerno tra luglio e settembre 2012: prima l’istituzione di un tavolo di concertazione e poi la sottoscrizione di un protocollo di intesa (con le firme dell’allora presidente Edmondo Cirielli e dell’assessore alle politche del lavoro Pina Esposito). Da allora, l’Asl non ha partecipato, eccezion fatta per una sola volta, ai tavoli, né tanto meno ha avviato l’iter di controllo sugli ex dipendenti.
L’incontro con i vertici Asl. I lavoratori hanno incontrato il manager dell’Asl, Antonio Squillante, ed il dirigente Mimmo Della Porta, i quali non hanno potuto far altro che ribadire di essere in attesa della comunicazione, da parte della Regione Campania, dell’elenco dei lavoratori da sottoporre a queste delicate e costose visite mediche i cui costi l’Asl non può accollarsi. Insomma, si attende una sorta di censimento. E su Salerno già ci sarebbe un grosso nucleo di ex dipendenti che necessiterebbero dei controlli. I lavoratori sono pronti a nuove azioni di protesta.
L’inchiesta. Il Comitato ex esposti amianto Isochimica si rivolgerà direttamente al super Pm Raffaele Guariniello, colui che si è occupato del caso Eternit. Nei prossimi giorni, infatti, presso la Procura di Torino sarà presentata una denuncia querela a tutela dei ferrovieri esposti e vittime dell’amianto per lesioni alla salute, in relazione a casi di mesotelioma pelurico che ha colpito un lavoratore delle Officine Grandi riparazioni di Torino. Un ottimo spunto, per i lavoratori salernitani ed avellinesi, per portare all’attenzione del procuratore Guariniello anche il loro caso.
«Vogliamo avere la possibilità – spiega Michele Aversa – uno dei rappresentanti del Comitato ex esposti amianto – di vivere quanto ci spetta, sapendo se siamo malati o meno».

 

4 aprile 2013

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