Iso Ambiente, i dipendenti occupano la sede

Aspettano ancora il pagamento di tre mensilità più la quattordicesima. Stanchi di promesse e nessuna certezza, i lavoratori di Iso Ambiente adesso dicono basta. Ieri pomeriggio, una rappresentanza degli stessi ha occupato gli uffici di via Scavate Case Rosse dove è stato istituito un presidio permanente.

Da stamattina i lavoratori, che sono impiegati prevalentemente sui siti di alcune discariche per svolgere varie attività, tra cui raccolta e bonifiche, anche nel Casertano, incroceranno le braccia. A loro si uniranno gli altri colleghi che ieri erano ancora a lavoro. In tutto poco meno di venti unità. Hanno annunciato anche lo sciopero della fame «affinché non vengano accolte le nostre richieste». Nella sede che si trova alla periferia di Salerno, ieri pomeriggio la situazione era tesa e tra i dipendenti dell’azienda, che risulta essere una partecipata al 100% del Consorzio di Bacino Salerno 2, c’è disperazione. «Non abbiamo certezze sul nostro futuro e la situazione è oramai insostenibile. Abbiamo famiglia e scadenze alle quali non riusciamo più a fare fronte. Fin quando non avremo un riscontro, non ci muoveremo da qui. Siamo pronti a tutto» ribadiscono i dipendenti, tutti originari della provincia di Salerno. La questione è sempre la stessa. Per la società, i ritardi nei pagamenti sono dovuti ai debiti accumulati dai Comuni, con in testa quello di Salerno, nei confronti del Consorzio stesso. Ma la rabbia alla Iso Ambiente trova inoltre una motivazione precisa: «Siamo discriminati. Nonostante rappresentiamo poche unità lavorative, non si riesce a corrispondere quanto ci spetta mentre per i tanti operatori del Salerno 2, con tutto il rispetto e nonostante anche essi registrano disagi e ritardi, c’è un impegno maggiore». La situazione è critica e nei giorni scorsi, due dipendenti hanno già lasciato l’impiego per cercare altre soluzioni. Il futuro è pieno di ombre. Ad una vicenda già precaria, si aggiungono anche i contributi che non vengono corrisposti da un anno. «Non si rispettano nemmeno gli accordi – aggiunge il rappresentante della Uil Bruno De Santis – visto che nei vari incontri in Prefettura tra enti interessati e Comuni ci era stata promessa una risoluzione per gli stipendi. Invece nulla». Ed anche la fiducia negli altri sindacati sembra essere messa in discussione. «Meritiamo un sostegno maggiore» si ripete in coro. Le critiche coinvolgono ugualmente l’amministratore di Iso Ambiente, Giovanni Cirillo. «Dal nostro punto di vista – dicono i lavoratori – deve dimettersi perché non è stato capace di tutelarci. La società è in attivo, è una partecipata del Consorzio al 100% ma chi la amministra non riesce a farci pagare gli stipendi». Lo stesso Cirillo ribatte: «A breve verrà saldata la quattordicesima. Purtroppo molti Comuni non pagano ed il Consorzio non riesce a corrispondere gli stipendi ai dipendenti della nostra società, che funge da fornitrice. La crisi non dipende da noi». Di avviso diverso, però, i lavoratori: «Non criminalizziamo i Comuni o altre persone, vogliamo risposte dal Consorzio e dalla nostra società. Tra l’altro ci hanno già ultimato di tornare a lavoro e fermare la protesta per non incorrere in lettere di contestazione. Ci vogliono cacciare fuori anche da qui, ma noi non ci fermiamo». Si prospetta, intanto, un nuovo incontro in Prefettura. E nel frattempo, sui siti delle discariche si potrebbero registrare disagi relativi alla manutenzione. Nella lettera indirizzata proprio ieri al commissario liquidatore del Consorzio, l’avvocato Giuseppe Corona, i dipendenti Iso Ambiente confermano di non potersi più recare a lavoro per gravi motivi economici. Tempi duri, in attesa di risposte definitive.        (red.cro.)