Irno. Dalla Regione un milione di euro per gli operai idraulici forestali

Scritto da , 24 luglio 2015

di Carmine Pecoraro
CALVANICO. Finalmente una buona notizia per i 101 operai idraulico-forestali della comunità montana Irno-Solofrana. Dalla Regione arriva circa un milione di euro per pagare i primi cinque dei 17 stipendi arretrati dei lavoratori. E’ stato decisivo l’impegno continuo e costante degli operai e delle organizzazioni sindacali per sbloccare la vertenza. In particolare per l’esercizio finanziario 2014, capitolo 2509 pratica numero 4918, sono stati erogati da Palazzo Santa Lucia 804 mila euro. Inoltre si registra un saldo per l’anno 2014 dell’Aib, il servizio antincendio boschivo di circa 70 mila euro, altri 70 mila euro per lo stesso servizio come anticipo dell’anno 2015 ed altri trentamila euro come residuo di casa. Sono complessivamente 974 mila euro con le quali si potranno pagare ben cinque mensilità.
Il decreto è stato firmato ieri e si spera che gli uffici di Palazzo Santa Lucia possano accelerare le pratiche per avere i soldi entro ferragosto.
I lavoratori della comunità montana, in modo particolare quelli di Fisciano, tengono a ringraziare per il continuo impegno l’ex vicepresidente dell’ente montano Vincenzo Sessa ed il neo consigliere regionale Tommaso Amabile che sono stati sempre vicino ai lavoratori.
«E’ una bellissima notizia – dice il segretario della Flai Cgil Giovanna Basile- con questi soldi si potranno pagare ben cinque mensilità arretrate a lavoratori che hanno sempre mostrato una grande serietà professionale nonostante non percepivano lo stipendio da 17 mesi. Questa è una vertenza difficile in quanto ci troviamo difronte ad una delle comunità montane più disastrate della Campania in quanto alcuni uffici dell’Ente non fanno fino in fondo il proprio dovere».
L’arrivo di questi soldi non cambia la situazione dei vertici dell’Ente montano dove resta sempre a rischio la poltrona del presidente della Comunità Montana Irno-Solofrana Antonio Rescigno, che paga per i suoi tantissimi errori gestionali ma anche per le vicende interne del partito democratico. Per Rescigno dopo la poltrona di sindaco di Bracigliano, potrebbe essere sfiduciato a settembre dalla sua maggioranza ora è a rischio anche quella dell’Ente montano.

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