Intertrade, indagini chiuse: 14 nei guai

Scritto da , 14 luglio 2017

Pina Ferro

Gestione Intertrade, attestazioni di spese e rapporti con le banche: il sostituto procuratore Marco Silvio Guarriello ha notificato l’avviso di conclusione indagine a 14 persone. Per l’intera vicenda Intertrade che abbraccia diverse contestazioni sono indagati: Innocenzo Orlando (direttore Intertrade all’epoca dei fatti), Vincenzo Galiano (presidente fino all’ottobre 2015), Antonio Luciani (vice segretario generale della Camera di Commercio), Renato Aliberti (presidente dell’associazione Euromed), Franco Risi (amministratore e legale rappresentante della Ibarico srl), Demetrio Cuzzola (legale rappresentante della Intertrade), Santo Dino Perrone (legale rapprsentante dell’Acai Salerno), Guido Arzano (presidente della Camera di Commercio), Anna Andreozzi (presidente del collegio dei Revisori dei Conti), Alice Sette (componente il collegio dei Revisori dei Conti), Giuseppina Lingetti (componente il collegio dei Revisori dei Conti), Luigia Barra, Caterina d’Onza e Mario Luciani. Tutti e 14 ora hanno a disposizione venti giorni di tempo per chiedere a magistrato di essere ascoltati e per produrre memorie difensive attraverso i legali di fiducia. L’intertrade era un’azienda Speciale della Camera di Commercio costituita per favorire i processi di internazionalizzazione delle imprese della provincia di Salerno. Obiettivo che non si può certamente dire che sia stato raggiunto. L’inchiesta della magistratura ha focalizzato l’attenzione sulla gestione della società camerale e l’utilizzo, negli anni scorsi, dei finanziamenti regionali volti a favorire l’espansione delle imprese locali sul mercato estero. Inchiesta che secondo le indiscrezioni sarebbe nata da una denuncia sull’impiego di alcuni fondi destinati al settore calzaturiero e che poi si è allargata anche a tutte le altre attività della società. Era il 2015 quando i riflettori della Procura di Salerno sono stati focalizzati sull’Intertrade. All’epoca gli uomini della Guardia di Finanza di Salerno acquisirono negli uffici di Intertrade tutti gli atti del progetto “Shoes & leather”, varato nel 2005 per la promozione all’estero del comparto calzaturiero campano. Nel corso degli anni sono stati acquisiti altri documenti su altrettante attività poste in essere dalla società Intertrade.

 

Soldi erogati a mogli e nipoti di dirigenti Orlando indagato anche per peculato

Innocenzo Orlando, infatti, risulta indagato anche per peculato. L`ex direttore, si sarebbe avvalso dell`associazione Euromed, formalmente nella titolarità di altri, ma della quale aveva i poteri di direzione e decisione è utilizzava detta associazione allo scopo di destinare risorse della Intertrade, nella quale ricopriva il ruolo di direttore, per retribuire mediante incarichi fittizi vari soggetti, alcuni dei quali legati da parentela con dipendenti della Cciaa”. Il riferimento è, tra gli altri, al nipote del vice segretario generale della Camera, Antonio Luciani, Mario Luciani, che avrebbe incassato una piccola somma (500 euro) da Euromed rilasciando “una falsa ricevuta per attività contabili”. Cinquemila euro e` la cifra che la procura contesta a Luigia Barra, moglie di Gerardo Milito, responsabile Ufficio Stampa e Cerimoniale della Cciaa che percepiva, secondo la Procura la somma in due tranche, erogazione apparentemente giustificata dalle false ricevute datate 20 febbraio 2014 e 5 maggio 2014″. Anche Caterina D`Onza, secondo il sostituto procuratore, “percepiva la somma di 600 euro dalla Euromed, erogazione apparentemente giustificata da fa falsa fattura”. Tutto nel contesto di un progetto-fantasma, un master chiamato “Italia America Latina Argentina: dinamiche organizzative per un efficace interscambio commerciale e promozionale.

 

Fondi dirottati su “I pellettieri del Bussento”

Truffa aggravata ai danni dello Stato. E’ questa l’ipotesi di reato a carico del legale rappresentante dell’Intertrade Demetrio Cuzzola (gli anni di riferimento dell’inchiesta vanno dal 2004 al 2009). Nel dettaglio l’attenzione è focalizzata su di un finanziamento regionale di cui avrebbe usufruito il consorzio “I pellettieri del Bussento”, di cui lo stesso Cuzzola è stato rappresentante e presidente del consiglio direttivo dall’aprile al dicembre del 2007. Demetrio Cuzzola e Dino Santo Perrone (Acai), secondo l’accusa, traendo in inganno la Regione Campania hanno ottenuto l’ammissione al finanziamento relativo al progetto Shoes and Leather – campagna promozionale europea del settore calzaturiero campano. Un progetto presentato nel 2005 come occasione per conquistare clienti in Gran Bretagna, supportato da Intertrade e finanziato dalla Regione con l’erogazione di fondi europe. I due soggetti con atti falsi avrebbero tratto in inganno la Regione Campania sia in relazione alla volontà di attuare il progetto sia in relazione all’effettiva destinazione dei fondi il cui utilizzo fu anche rendicontato alla Regione che successivamente erogò la somma di 404.800,00 euro. La somma erogata in due tranche dalla regione Campania (18/5/2006 euro 161,916 e 29/01/2009 pari a euro 242.880) transito sul conto corrente della diramazione provinciale della Acai (associazione cristiana artigiani italiani) e da lì sarebbe passata, due mesi dopo, nelle casse consortili dei “Pellettieri del Bussento” di cui lo stesso Cuzzola è stato rappresentante e presidente del consiglio direttivo dall’aprile al dicembre del 2007 e ad altri soggetti giuridici riconducibili a Cuzzola: Interpress di Anna Di Maio, moglie di Cuzzolo (quest’uktimo era delegato ad operare sul conto corrente della Interpress); Unimpresa provinciale di cui Cuzzola era il legale rappresentate.

 

Mutuo Mps nei guai Arzano, Orlando e Galiano La falsa attestazione di spese per un progetto

La Procura ipotizza anche che Vincenzo Galiano, presidente dell`azienda (in realtà con margini di manovra ridotti, almeno rispetto al direttore), Guido Arzano, ex presidente della Camera di Commercio costretto a dimettersi proprio per questa storia abbiano, in concorso, commesso falso materiale in relazione alla documentazione esibita a Mps e alla firma contraffatta del segretario generale Raffaele De Sio, il tutto per incassare il danaro del mutuo, pagare “indebitamente i creditori di Intertrade” scrive Silvio Marco Guarriello ma, soprattutto per “ripianare perdite di bilancio” introitando “somme che venivano indebitamente incassate per non ridursi lo stipendio del 30 per cento. E, ancora, Orlando Innocenzo avrebbe anche falsamente attestato nella relazione delle attività progettuali 2015, riepilogativa delle azioni svolte dalla Azienda speciale della Camera di Commercio, che la Intertrade avrebbe sostenuto delle spese in esecuzione delle attività del progetto “Salerno Incontra Bacco”. Somme mai utilizzate per tale progetto e rimborsate da altro ente erogatore.

 

Necessità di decurtare gli stipendi non segnalata Omissione di verifiche e controlli di cassa

Gli stipendi andavano ridotti ma i revisori tacciono. Anna Andreozzi, Alice Setta e Giuseppina Lingetti in qualità di presidente del collegio dei Revisori dei Conti, la prima, e di compenenti il collegio le altre hanno omesso di segnalare nel corso del 2015, ai vertici della Camera di Commercio la necessità di operare una decurtazione dello stipendio del 30% agli amministratori dell’Intertrade. La somma da decurtare poichè prevista dalla legge, era pari a 32.237,03. Inoltre, le stesse avvrebbero omesso di segnalare che la somma in questione doveva essere recuperata da Innocenzo Orlando in qualità di direttore dell’Azienda speciale della Camera di Commercio. Inoltre, i tre revisori contabili avrebbero anche omesso di effettuare verifiche e controlli di cassa che avrebbero portato alla luce l’accensione di un finanziamento presso il Monte dei Paschi di Siena. Un comportamento, quello dei tre revisori contabile, che a detta del magistrato ha determinato un ingiusto vantaggio patrimoniale a favore di Innocenzo ed un danno sia ad Intertrade che alla Camera di Commercio.

 

L’arresto di Luciani e quei versamenti di trentamila euro

Era il 22 dicembre del 2016 quando l’inchiesta Intertrade portò agli arresti domiciliari Antonio Luciani, vice segretario generale vicario della Camera di Commercio e dirigente dell’area Finanze, affari generali e gestione risorse umane. Fino al 2012, Luciani è stato responsabile amministrativo di Intertrade, è stato accusato di avere pagato con i soldi della società il mutuo per la sua abitazione. Versamenti per un totale di 30mila euro, che si sarebbero susseguiti fino al giugno del 2014 per i quali il sostituto procuratore Silvio Marco Guarriello ritiene che abbia goduto della complicità dell’allora direttore generale di Intertrade, Innocenzo Orlando. Il denaro sarebbe stato attinto da un conto dedicato alla promozione all’estero dei vino. Luciani ha provato a difendersi nel corso degli interrogatori.spiegando che quei versamenti rateali erano una sorta di transazione tra Luciani e Intertrade, che non avrebbe avuto in cassa i soldi necessari per pagare gli arretrati al responsabile amministrativo ma avrebbe accettato di garantirgli il saldo delle rate di mutuo.

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