Intertrade: indagato anche Aliberti

Scritto da , 25 marzo 2016

Dopo l’inchiesta madre di cui vi abbiamo parlato abbondantemente nei mesi scorsi e su cui si attende una decisione della magistratura, uns econdo filone legato all’Intertrade sta prendendo corpo e affidato al Pm Cardea. Un’inchiesta che nasce anche dalla denuncia presentata dal nuovo commissario, l’ex magistrato Alfredo Greco, nominato dal neo presidente Andrea Prete. In questa vicenda giusiziaria sono in cinque ad essere stati indagati tra dirigenti e imprenditori legati alla società della Camera di Commercio. Anche in questa inchiesta è indagato l’ex presidente Innocenzo Orlando su cui pende l’accusa di peculato. Per gli imprenditori si indaga per appropriazione indebita. Con Galiano, risultano iscritti nel registro degli indagati Antonio Sala, francesco Risi e Renato Aliberti. Quest’ultimo fu candidato a sindaco con Fratelli d’Italia alle ultime consutazioni politiche ed è attualmente consigliere comunale. In particolare ad Aliberti, ex firzista passato alla corte di Cirielli, l’ottenimento di soldi attraverso la Regione per l’organizzazione di due mini master insieme alla Cacia (la Camera di Commercio Italo Argentina), presieduta all’epoca dall’avvocato Pietro Baccarini, che a Salerno aveva il suo riferimento proprio in Renato Aliberti. Si indaga poi progetto “Shoes & leather”, varato nel 2005 per la promozione all’estero del comparto calzaturiero campano, su cui gli inquirenti continuano ad indagare. Per l’inchiesta madre, come è noto, curata da un altro Pm, è indagato anche Demetrio Cuzzola già destinatario di un decreto di perquisizione a casa e in ufficio. Si indaga tra l’altro per un finanziamento regionale di cui avrebbe usufruito il consorzio “I pellettieri del Bussento”, di cui lo stesso Cuzzola è stato rappresentante e presidente del consiglio direttivo. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria avrebbero trovato un assegno di 161mila euro emesso dalla Regione Campania nell’aprile del 2006, transitato sul conto corrente della diramazione provinciale della Acai (associazione cristiana artigiani italiani), per poi passare, nelle casse consortili dei “Pellettieri del Bussento”.La Procura di Salerno sta lavorando da mesi con sequestri ed informazioni di garanzia, in una faccenda dai risvolti ancora da definire. In gran parte opachi. Si tratta di un flusso di danaro pubblico in uscita dalla Cciaa verso Intertrade calcolato sinora attorno ai venti milioni di euro. Per l’inchiesta madre sono oltre venti i soggetti interessati. Si parla di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nel conseguimento di erogazioni pubbliche, all’indebita appropriazione di fondi pubblici, falso in bilancio, abusi vari. E questo senza ancora considerare il versante Corte dei Conti.Sarebbero coinvolti vari livelli: dai vertici dell’apparato burocratico della Cciaa, anche lontani nel tempo, ad una serie di membri della giunta camerale succedutisi negli anni, dagli amministratori dell’azienda speciale al collegio dei revisori del conto di “mamma e figlia”, vale a dire della Camera e di Intertrade. Se i bilanci dell’azienda speciale sono come appaiono, cioè falsi, ne consegue che anche quelli della Cciaa lo siano, avendo questa assorbito quei conti: una «infezione» a catena, pericolosissima, che aprirà più di un problema nel problema. Per non dire del sistema dei corsi di formazione cucinati in famiglia per centinaia di migliaia di euro, gli incarichi incrociati in fondazioni e associazioni produttive (Carisal, Aeroporto, Confesercenti, Ascom, agricoltori e artigiani vari, Acai e mille altre sigle più o meno verosimili) incarnati dagli stessi soggetti per anni. re.cro.

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