Interruzione di pubblico servizio e danno d’immagine: rsu del Ruggi presentano nuovo esposto in Procura

Scritto da , 22 maggio 2013

Non c’è due senza tre. E’ arrivato il terzo esposto alla Procura della Repubblica da parte dei lavoratori e dei sindacati dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Interruzione di pubblico servizio e danno d’immagine prolungato ed ininterrotto di una pubblica amministrazione e di una azienda ospedaliera universitaria: queste le motivazioni dell’ennesima segnalazione. Una segnalazione che si muove tra imbarazzo, rabbia e sconcerto per una situazione che sta sfiorando i limiti dell’assurdo, con un braccio di ferro tra la Regione Campania di Stefano Caldoro e l’Università degli studi di Salerno, Raimondo Pasquino. Un problema di nomi che, di fatto, sta mettendo in ginocchio la struttura ospedaliera già alle prese con difficoltà di ogni sorta tra reparti malfunzionati, personale mancante e stabili evanescenti.
Intanto, al momento, stando alle carte, il Ruggi è commissariato ma si attende la decisione del Tar, si spera definitiva, che dia un nome al direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria.
Lo stato d’agitazione tra i dipendenti del Ruggi è però sempre più palese. Nella giornata di ieri è stato presentato il terzo esposto-denuncia elaborato nel corso della seduta di ieri della Rsu dell’azienda ospedaliera: «Siamo costretti a prendere atto – si legge – e a denunciare che a tutt’oggi l’Azienda ospedaliera universitaria è senza rappresentante legale, non essendo stati nominati gli organismi rappresentativi definiti dalla normativa nazionale: direttore generale dell’azienda ospedaliera. A ciò – continua l’esposto indirizzato anche al Prefetto Pantalone, al ministro Lorenzin, al presidente Caldoro ed al Rettore Pasquino – si aggiunge la volontà del direttore generale Elvira Lenzi di non nominare né direttore sanitario né direttore amministrativo, provocando di fatto l’impossibilità di sostituire l’organo dirigenziale e legale rappresentante dell’azienda ospedaliera per qualsiasi evenienza. Chiediamo provvedimenti risolutivi e punitivi nei confronti di quanti danneggiano irreparabilmente l’azienda ospedaliera».

 

22 maggio 2013

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