Insegnante abusava di una alunna

Scritto da , 16 settembre 2016
tribunale

Forte della fiducia che l’alunna riponeva in lui, insegnate di scuole medie, palpeggia e abusa di una dodicenne di Angri. Ieri, in Corte d’Appello la giovane vittima (oggi 17enne ma all’epoca dei fatti appena 12enne) ha risposto alle domande dei giudici fornendo ulteriori particolari sulla squallida vicenda vissuta e che l’ha segnata non poco. Mario Postiglione, 55 anni, di Angri, accusato di abusi sessuali, è stato condannato in primo grado ad 1 anno 4 mesi e 3 giorni di reclusione. La ragazza mediante il difensore di fiducia, l’avvocato Francesco Pero, del foro di Napoli, è ricorsa in appello opponendosi all’esiguità della pena che è stata inflitta dal Gip del Tribunale di Nocera Inferiore Scermino. E, ieri mattina, in udienza, svoltasi a porte chiuse, l’adolescenza ha chiarito alcuni aspetti della vicenda parlando dei palpeggiamenti subiti da parte del’insegnate. Mario Postiglione, all’epoca dei fatti lavorava presso la scuola media dell’Agro frequentata dalla 12enne e si occupava di sostegno e attività sportive e ricreative come ad esempio un corso di teatro. I fatti risalgono al 2012 e sono diversi gli episodi contestati durante i quali, l’insegnate, avrebbe tentato di toccare, palpeggiare e abusare della minore, configurando le gravi accuse di violenza sessuale aggravate dall’abuso di autorità. Nel primo, l’insegnante avrebbe provato a infilare la mano nel maglione della ragazza, durante una lezione di teatro, mentre lei era seduta in fondo all’aula in assenza degli altri alunni: il docente, secondo quanto riportato dal capo d’accusa, si avvicinò alla ragazza approfittando del momento propizio, per poi cominciare a sfiorarla e infine provando a introdurre la mano sotto il maglione indossato dall’alunna accarezzandole la schiena. Dopo questo primo fatto, il docente avrebbe proseguito nel suo intento, chiamando la ragazza fuori dalla sua classe durante un’ora di religione col pretesto di lavorare ad un copione per lo spettacolo teatrale previsto, tentando ancora di approfittare di lei massaggiandole di nuovo la schiena e infilandole la mano negli slip, palpeggiandole il sedere per poi passarle le mani sulle gambe.Stando agli elementi raccolti dalla procura, l’insegnante “diede un bacio a bocca aperta sulla faccia, leccandole l’orecchio e aprendole il giubbotto per palparle i seni con le mani”. L’ultimo episodio contestato si chiuse con una sorta di messaggio d’allarme lanciato dalla vittima delle molestie, con un episodio risalente al 6 marzo 2012: la 12enne, rimasta sola nell’aula di informatica in compagnia dell’insegnante, provò a fuggire al suo destino di preda chiamando al cellulare il fidanzato, restando in linea con lui per un’ora fino al suono della campanelle che per lei fu il segnale di una liberazione. pi.fe.

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