Ingroia difensore della famiglia Vassallo «Settori dello Stato remano contro»

Scritto da , 9 settembre 2018
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Adriano Rescigno

POLLICA – Poche persone. Ad omaggiare la memoria di Angelo Vassallo sono in pochi e se non fosse stato per sindaci ed amministratori locali di Puglia e Calabria, anche una delegazione da Amatrice, lo spiazzo retrostante le torre normanna sulla quale campeggia la grande immagine del sindaco pescatore, le figure delle autorità sarebbero latitanti, così come il od i colpevoli di quell’omicidio consumatosi otto anni or sono, ancora senza colpevoli. “La festa della speranza” inizia così, con le parole del primo cittadino di Pollica, Stefano Pisani: “Anche se non li vedete qui, chi vuol bene ad Angelo lo porta con se, in casa e per le strade del paese, ma assicuro che qui a Pollica tutti vogliono sapere chi ha ucciso il proprio sindaco, chi è il colpevole di questo attacco allo Stato. Angelo aveva tante qualità, ma la più grande era quella che parlava molto meno di quanto faceva, a dispetto di quanto accade oggi, solo tante chiacchiere”. C’era Dario ieri sera, il fratello del sindaco pescatore: “Siamo qui per ricordare che c’è una società civile fatta di uomini delle istituzioni, forze dell’ordine, tante persone per bene che non ha smesso di chiedere giustizia e questa volta sono fiducioso. Sono sicuro che siamo vicini alla verità”. E poi arriva la notizia, Antonio Ingroia, ex pubblico ministero braccio destro di Paolo Borsellino, e presente ieri sera all’incontro pubblico: “Oggi ho accettato di difendere la famiglia Vassallo, formalizzando la nomina di legale della famiglia e da domani sono in piena attività. Chiederò un incontro ai magistrati e inquirenti e darò la disponibilità alla famiglia per ogni cosa che la famiglia potrà fare anche se del caso, indagini investigative come le difese posso fare di persone offese affiancando la procura di Salerno in questa difficile ricerca della verità. C’è un’Italia orfana di verità e giustizia su tanti casi insoluti, soprattutto di mafia, camorra, ndrangheta. La storia del delitto Vassallo ha tutta l’aria di essere uno dei tanti casi purtroppo di questo tipo, un caso insoluto perché responsabilità che esulano dal ristretto circuito criminale e che invadono gli spazi delle istituzioni finiscono per garantirsi l’impunità. Da pm con 25 ani di esperienza alle spalle mi sono occupato di tanti casi simili, dalle trattative stato mafia a tanti delitti eccellenti o tentati tali. Sono i fatti che sono rimasti più a lungo al buio, il delitto Vassallo è uno di questi sul quale si sta provando a fare luce grazie all’impegno della magistratura campana ma non basta quando ci sono altri settori dello stato come pare che invece remano contro. Occorre una presa di posizione da parte della cittadinanza tutta, dell’opinione pubblica, un diverso impegno di energia da parte degli stessi familiari delle vittime. Con la mia esperienza passata e recente do la mia disponibilità per aiutare e contribuire al raggiungimento della verità perché un paese come il nostro, con troppe mezze verià e misteri insoluti, occorre un balzo in avanti per assicurare verità perché solo con essa questo paese può crescere, senza guardare in faccia a nessuno”. Tanti i ricordi degli amici, le esperienze degli amministratori locali che ispirandosi al sindaco pescatore hanno migliorato le proprie comunità, cosa che non ha potuto realizzare Angelo perchè come dice Gianfranco, storico rosticciere di Acciaroli: “Angelo aveva idee innovative, con lui potevamo davvero diventare la Montecarlo del Sud. Purtroppo ce l’hanno ammazzato ed ora vogliamo la verità, non smettiamo di credere nella magistratura e nelle istituzioni”. Tante le mail lette, anche se Michele Emiliano, governatore della Puglia è il grande assente insieme alla giustizia, presente anche Kelly Degnan, vice ambasciatore Usa in Italia, alla quale già era stata raccontata la storia del sindaco pescatore ed il film a lui dedicato griffato Rai, ed ispirato dal libro dello stesso Dario Vassallo. “Angelo io lo chiamo un ambasciatore – conclude Antonio Ingroia – lo è Stato in terra straniera, in una terra dove giustizia, verità e legalità non hanno patria, Angelo ha pagato con il sangue il suo impegno ed il suo coraggio. La comunità tutta ha un debito nei confronti del sindaco pescatore per risanare in parte il debito è con la verità, senza sconti per nessuno”.

«Fino a quando non ci sarà la verità non ci sarà giustizia»

Tra i presenti alla “Festa della speranza – un mare di legalità”, organizzata dal fratello del sindaco pescatore, Dario, anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Anche l’ex magistrato che ha lasciato la toga per la politica a quarant’anni solleva dubbi sulle indagini condotte fin ora dalla magistratura sul far luce sull’esecutore di un delitto che ha scosso l’Italia.

Tutti qui per ricorda Angelo Vassallo ma la grande assente è la giustizia.

«E’ un fatto grave che a distanza di anni magistratura e forze di polizia non siano riuscite ad individuare esecutori e mandanti di un delitto così efferato. Fin quando non ci sarà verità non ci può essere giustizia e questo territorio non saprà perché un sindaco è stato ucciso. Queste iniziative servono per non dimenticare e pretendere verità e giustizia»

Il paese sembra essersi arreso all’impunità, sembra invaso da un senso di rassegnazione.

«Mai farlo, io credo che la non giustizia provochi rassegnazione e sfiducia nei confronti delle istituzioni. Che non si trovino i responsabili di un delitto in una città così piccola faccio un po’ di fatica a pensarlo. Non è stato fatto forse fino in fondo quello che si doveva fare. Qualche perplessità sinceramente mi è venuta, non ho percepito quella sensazione di una ricerca spasmodica della verità»

Come si può concepire una cosa del genere?

«L’Italia è un paese in cui non raramente accade questo. Qualcuno pensa che il problema sia l’immigrazione, il problema è invece la questione morale, lo Stato non riesce a ricercare fino in fondo la verità in fatti gravi ed inquietanti. Credo che una vicenda come questa fin quando non viene disvelata fa sorgere anche il sospetto che evidentemente non si vuole cercare fino in fondo, qualche volta non si è capaci, accadono cose strane. Siamo qui per sottolineare che una parte delle istituzioni che spende la vita per la verità e la giustizia»

«Una sconfitta per lo Stato Serve commissione d’inchiesta»

C’era anche Edmondo Cirielli, questore della Camera dei Deputati e deputato di Fratelli d’Italia a rendere omaggio alla memoria di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, assassinato ferocemente con 7 colpi di pistola. Otto anni sono trascorsi da quella triste sera. Otto anni senza che la giustizia abbia assicurato alle patrie galere un colpevole e stabilito un movente. Mentre le ipotesi si rincorrono, il deputato FdI chiede una apposita commissione d’inchiesta parlamentare.

Tanti anni senza giustizia…

«E’ una vergogna e una sconfitta per lo stato. La verità è che il primo mese, periodo clou delle indagini, non c’è stata un’azione quantomeno intelligente dal punto di vista investigativo, non dico per malafede ma sicuramente inefficace da parte della procura di Salerno. La cerimonia di oggi è un modo per stare vicino alla famiglia, lo stato e le istituzioni non devono arrendersi ne dimenticare perché non è possibile che a distanza di così tanti anni un omicidio così grave resti impunito».

Da carabiniere, ovviare agli errori com’è possibile?

«Non è semplice farlo dopo anni di distanza, adesso è tutto più nebuloso e confuso e anche l’opinione pubblica non sa più a cosa credere. Ho proposto una commissione parlamentare d’i nchiesta perché questa ha poteri più forti della magistratura in più si può concentrare e agisce con gli stessi poteri ma è focalizzata e magari sviscerando tutte le carte si potrebbe dare una mano. E’ un modo per lasciare traccia negli atti parlamentari di un fatto gravissimo che merita il ricordo giusto tra le carte del parlamento. Il Pd non mi ha appoggiato nell’istituire questa commissione, spero che lega e cinque stelle questa volta si battano per questa commissione»

Istruire una commissione d’inchiesta equivale ad allontanare l’idea che non si vuol fare giustizia su questo caso.

«E’ un segnale forte da dare ai cittadini, hanno bisogno di chiarezza».

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