Infermieri esausti, serve più personale

Scritto da , 4 febbraio 2014

di Francesco Carriero

Blocco delle assunzioni, demansionamento e difficoltà nell’organizzazione rendono quasi impossibile il lavoro agli infermieri dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, con conseguenti gravi ricadute sul servizio sanitari e quindi sul paziente. Per questo, nella mattinata di ieri, il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind, ha organizzato un flash mob di protesta, per portare all’attenzione degli utenti della struttura sanitaria, il loro malessere. «Il demansionamento all’interno del Ruggi – spiega Antonio D’Emila della rsu aziendale – è autorizzato di fatto dall’azienda che non assume personale da quasi 25 anni. Infermieri specializzati, per mancanza di altri operatori, sono costretti ad occuparsi quotidianamente, anche del giro letti, dell’igiene dei pazienti e di accompagnarli a fare gli esami diagnostici, compiti per i quali certamente non serve personale qualificato. In questo modo si tolgono importanti risorse all’intera struttura, impoverendo paurosamente le prestazioni sanitarie». Gli infermieri sono costretti a divedersi quindi in più settori ed in vari reparti, senza che la loro retribuzione venga adeguata, visto che negli ultimi 3 anni la busta paga si è “appesantita” di soli 15 euro. «Questa carenza cronica di operatori – continua D’Elia – costa all’azienda il doppio di quanto spenderebbe per assumere nuovi infermieri, visto che da diverso tempo ricorre a lavoratori interinali per tappare le falle all’interno dei reparti. A questo si aggiunge la posizione di pochi operatori privilegiati, che svolgono mansioni amministrative oppure accumulano incarichi arrivando a stipendi assimilabili a quelli dei manager». Il sindacato chiede, inoltre, che si prendano immediati provvedimenti per stabilizzare la posizione per tutti i primari facenti funzione, che all’attuale stato delle cose risultano precari e che quindi potrebbero aprire contenziosi contro l’azienda. Ma le problematiche degli infermieri del Ruggi non si fermano alla carenza endemica di personale, ma anche a difficoltà che quotidianamente gli operatori devono affrontare, dalla presentazioni di certificati medici alla registrazione on line della busta paga: «Gli infermieri – spiega il segretario provinciale della Nursind Pasquale Picariello – si vedono sottratte a fine mese ore di retribuzione perché si smarriscono i certificati medici o addirittura il sistema informatico sbaglia i calcoli, contribuendo a creare una situazione di caos insostenibile. L’azienda è di fatto ferma da 5 anni e le problematiche si accumulano, con conseguenze che si ripercuotono sempre sui cittadini. La speranza è quella di avviare una nuova fase di dialogo con il neo eletto direttore generale Viggiani, che in poco tempo ha già più volte dimostrato di eserte particolarmente attento ai problemi del territorio e dei lavoratori». Per i membri del sindacato basterebbe che gli infermieri, anche solo per un giorno, si astenessero dal lavoro straordinario, per far venire fuori tutte le problematiche, ormai croniche, del San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona. Il rischio a cui si va incontro, se non si trovano soluzioni a stretto giro di posta assumendo nuovo personale infermieristico ed operatori sanitari, è quello di paralizzare l’intero sistema, con gravissime ripercussioni sui cittadini.

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