Indossa la maglietta “De Lucra”: il reporter Luca Forte non partecipa al convegno

Scritto da , 4 maggio 2013

Era stato invitato ad un dibattito presso il Suor Orsola Benincasa di Salerno, ma non ha potuto prendervi parte. Vincenzo Luca Forte, reporter indipendente del collettivo Gunpania, avrebbe dovuto in quella sede, ieri mattina, presentare il suo reportage sulle Vele di Scampia. Gli organizzatori, gli stessi in pratica che a quel dibattito lo avevano invitato come relatore, non glielo hanno più permesso. Motivo? La maglietta indossata da Forte ieri mattina: quella con il suo marchio di fabbrica, quella con il nome “De Lucra” (con chiaro riferimento al sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, da poco nominato viceministro del governo di Enrico Letta). Alla vista della maglietta indossata dal giovane reporter, Bianca Maria Farina, responsabile dei corsi di laurea Unisob Salerno e presidente Alsoform, gli ha intimato di coprire la t-shirt o di sostituirla, pena la mancata presentazione del suo documentario avente ad oggetto il viaggio nelle Vele di Scampia, noto quartiere nella zona di Secondigliano a Napoli, e la non partecipazione al dibattito al quale la stessa Università aveva invitato Vincenzo Luca Forte. 

«Per ovvi motivi – racconta Forte – non ho tolto la maglietta. E’ evidente che è stata violata la mia libertà di espressione». Il reporter, comunque, non si è perso d’animo, provando a spiegare le proprie ragioni e far valere il proprio diritto di indossare quanto meglio credeva. «Ho replicato – prosegue ancora Vincenzo Luca Forte – dicendole che, piuttosto che censurarmi, avrei preferito andare via ma la dottoressa Farina mi ha detto di restare, a patto che togliessi la maglietta De Lucra. Per ovvi motivi di libertà di espressione, le ho spiegato che non l’avrei fatto, così, mio malgrado, sono dovuto uscire dall’istituto, ricordando a tutti i presenti che la libertà di espressione mi è stata vietata». La motivazione di tanta ostilità è stata così spiegata al giornalista indipendente: «Mi è stato detto che esiste un codice di comportamento che ne prevedeva il divieto, ma ovviamente questo codice non è scritto da nessuna parte. Si è trattato di una violazione della mia libertà».

Insomma, una occasione persa per un giovane reporter solo per aver indossato una maglietta non gradita agli organizzatori del convegno. Tutto questo nel giorno della celebrazione della giornata della libertà di stampa.

 

4 maggio 2013

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