Indagato anche Sommese per i rapporti con i Casalesi

Scritto da , 21 luglio 2015
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di Andrea Pellegrino

Rientrano nell’inchiesta che la settimana scorsa ha portato alla richiesta d’arresto per il deputato di Forza Italia Carlo Sarro, e agli arresti dell’ex sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, l’ex consigliere regionale Angelo Polverino, entrambi eletti con il Pdl, e l’ex senatore dell’Udeur Tommaso Barbato (candidato alle regionali a sostegno di Vincenzo De Luca), le nuove indagini per corruzione e turbativa d’asta aggravata dal metodo camorristico scattate ieri tra Napoli e Caserta e che coinvolgono l’ex assessore regionale al turismo, oggi consigliere regionale del Ncd Pasquale Sommese.
Alla luce degli elementi fin qui raccolti nelle indagini che hanno portato alle 13 ordinanze di custodia cautelare dell’operazione Medea del 14 luglio, gli uomini della Dda di Napoli hanno ritenuto necessario sequestrare materiale che poteva andare distrutto. Tra gli indagati, dunque, il potente ex assessore al turismo (ex Udc) della giunta Caldoro. Le accuse a suo carico riguardano un appalto nel comune di Cicciano, in provincia di Napoli, con l’aggravante di aver agito per agevolare i clan camorristici dei Casalesi.
Insieme a Sommese sono coinvolte altre 17 persone, tra cui Antonio Sommese, collaboratore di fiducia del consigliere regionale del Nuovo Centrodestra. I carabinieri di Caserta e il gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata della guardia di finanza hanno perquisito alcuni uffici della Regione Campania e quelli di alcuni sindaci in provincia di Caserta coinvolti dalle indagini, sequestrando materiale ritenuto utile alla prosecuzione dell’inchiesta. Quest’ultima è coordinata dal procuratore aggiunto di Napoli, Giuseppe Borrelli, e dai sostituti Maurizio Giordano e Gloria Sanseverino che ieri hanno autorizzato le 18 perquisizioni a carico degli indagati.  Secondo i pm,  Pasquale Sommese  è indicato come referente di due dei principali indagati. Si tratta di Guglielmo La Regina, amministratore della società Archicons srl, e di Loredana Di Giovanni che, secondo gli inquirenti, sarebbe vicina al clan Zagaria e avrebbe avuto il compito di consegnare materialmente tangenti a sindaci e funzionari di enti pubblici per ottenere l’assegnazione di appalti a ditte amiche.
Sommese, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe attivato per garantire il finanziamento con fondi regionali di opere pubbliche progettate da La Regina. Personaggio di primo piano dell’indagine è Alessandro Zagaria, indagato per numerosi reati compresa l’associazione mafiosa, considerato esponente dell’omonima cosca del clan dei Casalesi capeggiata dal boss Michele Zagaria. Sono diversi gli appalti finiti nel mirino negli inquirenti: i lavori a Palazzo Teti Maffuccini di Santa Maria Capua Vetere da destinare al Polo della Cultura e della Legalità; gli appalti del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano a Piedimonte Matese; i lavori di consolidamento del Castello Medievale di Riardo; i lavori del campo sportivo di Riardo; la ristrutturazione dell’istituto scolastico E. Medi nel comune di Cicciano; lavori al Parco delle Arti di Casoria. Per i vari appalti risultano indagati, a quanto si è appreso, anche alcuni sindaci e funzionari che avrebbero ricevuto somme di denaro.
In particolare sono coinvolti nell’indagine Nicola D’Ovidio, sindaco di Riardo, e Biagio Di Muro, sindaco di Santa Maria Capua Vetere. Iscritto sul registro degli indagati anche Alessandro Gentile, impiegato presso il Consiglio regionale della Campania.

LA REPLICA DI SOMMESE: “Sempre agito nella massima legalità”
«Chi mi conosce sa bene la condotta politica che ho sempre adottato all’insegna della trasparenza e della legalità». Queste le parole di Pasquale Sommese che si dice “sereno” rispetto all’inchiesta in corso. «Sono pienamente fiducioso – dice ancora il consigliere regionale del Ncd –  del corso che farà la magistratura ma auspico al più presto chiarezza sulla mia assoluta estraneità ai fatti». E sull’inchiesta interviene anche il senatore Gal Enzo D’Anna: «Uno passi, due pure, ma questa è una serie! Prima Sarro, commissario Ato Gori; poi Barbato, funzionario regionale; poi Caputo, ex consigliere regionale; poi Martusciello, ex assessore regionale (oggi europarlamentare). Ora tocca all’ ex assessore regionale Sommesse. Per tutti rispettosa presunzione di innocenza, s’intende. Ma se queste indagini (in corso da lungo tempo) fossero state definite prima e rese note appena tre mesi fa, credo che la campagna elettorale non sarebbe stata distolta dai presunti ‘impresentabili’ ma da presunti colpevoli. Un’altra storia con altri candidati. Ormai la magistratura detta i tempi e gli esiti della politica».
(andpell)

Gli indagati del nuovo blitz della Dia

• ALESSANDRO ZAGARIA
(gestore della Imperial service) – Pietralcina
• LOREDANA DI GIOVANNI
(amministratrice Project service) – Mugnano
• GUGLIELMO LA REGINA
(amministratore Archicons) – Napoli
• MARIO MARTINELLI (amministratore M.m.arc) – San Cipriano D’Aversa
• BIAGIO MARIA DI MURO
(sindaco S. Maria Capua Vetere) – S. Maria Capua Vetere
• ROBERTO DI TOMMASO
(impiegato uffici lavori pubblici Comune S.M.Capua Vetere) – S. Maria Capua Vetere
• MARCO CASCELLA (amministratore Lande) – Napoli
• PASQUALE SOMMESE (consigliere regionale) – Cimitile
• ANTONIO SOMMESE (collaboratore Pasquale Sommese) – Nola
• RAFFAELE CAPASSO (commercialista) – Napoli
• FABRIZIO PEPE (dirigente Consorzio bonifica Sannio – Alifano) – Piedimonte Matese
• ANTONIO BRETTO (amministratore Bretto opere stradali) – Caserta
•ALFONSO SETARO (dirigente settore Ragioneria, finanze e tributi Comune di Casoria) – Portici
• STEFANO MARIO D’AMICO
(impiegato ufficio tecnico Comune Francolise) – Caserta
• CLAUDIO DE BIASIO (architetto) – Napoli
• GIUSEPPE CRISTIANO (amministratore Thermoimpianti) – Brusciano
• ALESSANDRO GENTILE (impiegato Consiglio regionale della Campania) – Maddaloni
• NICOLA D’OVIDIO (sindaco Riardo) – Telese Terme

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