“Indagate sul Fusandola”

Scritto da , 8 ottobre 2014

di Andrea Pellegrino

Indagine e sequestro preventivo dell’area dell’alveo del torrente (deviato) Fusandola. Questa la richiesta di Italia Nostra e No Crescent che ieri hanno presentato un nuovo dossier all’attenzione dei pm della Procura della Repubblica di Salerno, già titolari dell’inchiesta Crescent e Piazza della Libertà. Ma questa volta i reati – a detta dei responsabili dell’associazione ambientalista e del comitato – potrebbero essere più gravi. Si parla di disastro ambientale, perché, secondo quanto denunciato: «Il Fusandola non poteva essere deviato». Quindi, di conseguenza, «i lavori recentemente appaltati (quelli per la nuova viabilità d’ingresso della piazza, lato lungomare, ndr) non potevano partire». In quel tratto, al momento non sottoposto a sequestro nell’ambito dell’inchiesta sui crolli della piazza, sbuca proprio il torrente e quindi il nuovo alveo realizzato a seguito della deviazione. I lavori sono partiti non più di qualche settimana fa e sono realizzati dalla Samoa Srl che entro qualche mese (a detta di Vincenzo De Luca) dovrebbe completare l’opera su cui grava un investimento di circa 500mila euro. «Noi chiediamo – dice Enzo Strianese del comitato No Crescent – il sequestro di quest’area prima che sia troppo tardi e anche l’avvio di un’inchiesta che accerti eventuali responsabilità in merito alla deviazione di un fiume, che tra l’altro fu triste protagonista dell’alluvione del ’54». La deviazione del Fusandola, stando ai fatti, si reggerebbe su una concessione temporanea di quattro anni. Tra l’altro dall’esame della concessione temporanea – che fu già oggetto di interrogazione consiliare presentata dai consiglieri comunali Roberto Celano e Raffaele Adinolfi – e del relativo rinnovo non risulterebbero emessi i necessari pareri preventivi né le necessarie autorizzazioni da parte di tutti gli enti competenti per poter consentire al settore del Comune di Salerno di emettere tale concessione. Inoltre, sempre secondo la complessa vicenda, il torrente è gravato anche da uno specifico vincolo del Codice dei Beni Culturali, in quanto iscritto nell’elenco delle acque pubbliche della provincia di Salerno, in quanto torrente incluso nella fascia costiera dei 300 metri dalla linea di battigia. Lo stesso soprintendente Miccio nel preavviso di diniego di autorizzazione paesaggistica sul comparto Pua di Santa Teresa (quindi sulla piazza e sul Crescent) in merito al Fusandola scrive: «Nell’ambito di un programma di intervento così ampio e consistente ben avrebbe potuto rimettere a vista un antico corso d’acqua che, tra l’altro, a monte è molto caratterizzate l’ambito paesaggistico circostante, consentendo di pervenire ad una reale rinaturalizzazione dello spazio oltre che favorire una azione di bonifica sanitaria ora non più perseguibile proprio per la condizione di non visibilità». In ballo, oltre il Comune, Italia Nostra e No Crescent avrebbero tirato anche la Capitaneria di Porto, il Genio Civile e l’Agenzia del Demanio, tutti enti che si sarebbero dovuti esprimere o si sono espressi sulla deviazione del torrente Fusandola. Ed ancora l’architetto Enzo Strianese precisa: «L’area (limitrofa al sub comparto 1) interessata dai lavori riguarda il nuovo corso del torrente Fusandola, in prossimità della nuova foce, essa è parte integrante del progetto del Pua a firma Bofill le cui autorizzazioni paesaggistiche -come noto- sono state annullate dal Consiglio di Stato. E’ paradossale che il Comune invece di eseguire lavori finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico del torrente esegua lavori di “facciata”, anche di cospicua entità, in un’area adiacente il comparto oggetto di sequestro penale. Le associazioni hanno più volte denunciato a tutti gli enti competenti la sistematica occlusione della nuova foce artificiale del Fusandola». Occlusione che già tempo fa sarebbe stata segnalata agli organi competenti, anche all’indomani di alcuni problemi d’allagamento ai sotterranei del Palazzo Edilizia (protagonista del crollo di un’ala che sono miracolosamente non fece vittime). A quanto pare, secondo indiscrezioni, all’orizzonte ci potrebbe essere un nuovo filone d’inchiesta. D’altronde le relazioni, le delibere e gli atti amministrativi riguardo alla deviazione del torrente Fusandola, sarebbero stati già acquisiti nel tempo da Noe e dagli altri organi di polizia giudiziaria, anche in seguito ai crolli verificatisi in alcuni settori della piazza che coincidono, tra l’altro, con la parte in cui il Fusandola ha cambiato il suo tracciato naturale. Al vaglio ci sarebbe anche un parere dell’agenzia del demanio, rilasciato sulla base della documentazione tecnica fornita dall’allora direttore settore opere pubbliche di Palazzo di Città, Lorenzo Criscuolo, oggi dirigente provinciale. Parere rilasciato non senza le dovute prescrizioni. Tra cui titolo abilitativo ai sensi dell’articolo 34 del codice della navigazione, certificato di collaudo e relativo manuale di manutenzione delle opere. Oltre, infine, gli ulteriori pareri favorevoli degli altri enti interessati. Il 9 ottobre, comunque, ci sarà l’udienza preliminare per l’inchiesta Crescent, che vede tra gli indagati anche il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, nonché la costituzione di parte civile dell’associazione “Italia Nostra” attraverso il suo legale Oreste Agosto. Ma ora gli ambientalisti salernitani spingono affinché l’autorità giudiziaria passi sotto la lente d’ingrandimento tutto ciò che riguarda la deviazione del torrente Fusandola.

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