Incubatore d’impresa, questo sconosciuto

Scritto da , 28 gennaio 2014

di Andrea Pellegrino

Anche Salerno ha il suo incubatore d’impresa. Peccato che non se ne sia accorto nessuno. Eppure in via Pastore sorge l’immobile, dapprima gestito da Invitalia, poi Sviluppo Italia, infine da Sviluppo Campania, società che fa capo direttamente alla Regione, dove dovrebbero confluire tutte le società partecipate che si occupano di ricerca. Dall’inaugurazione, accompagnata dal taglio del nastro del sindaco Vincenzo De Luca, poca cosa si è mossa. Qualche azienda insediata e nulla di più. Non fosse altro che in pochi, qui a Salerno e provincia, conoscono l’esistenza dell’incubatore d’imprese che, viceversa, in tempi di crisi potrebbe essere un utile strumento di sviluppo in un territorio in cui le aziende chiudono e non nascono. Qualche notizia risale a un anno fa, ossia nel periodo di transito della proprietà. Da qui la gestione in capo alla Regione con l’acquisizione degli immobili e la sistemazione del personale. Poi si sarebbero dovuti attendere i bandi per l’accesso alla «incubazione» e al successivo sviluppo dell’impresa. Ed, invece, non c’è stata nessuna notizia. Anche la proposta del Parco Scientifico e Tecnologico, che vive un grosso periodo di sofferenza e che rischierebbe lo smantellamento (con tutte le conseguenze del caso), sarebbe rimasta lettera morta. Nessun contatto, nessuna pubblicità. L’iniziativa del Parco Scientifico e Tecnologico, in pratica, avrebbe potuto da un lato salvare il proprio destino, dall’altro creare nuovo sviluppo. Oltre la struttura, che sarebbe completa di tutto (più di diecimila metri quadri con 14 moduli), dell’incubatore ci sarebbe poco o nulla. Il tutto mentre anche «Sviluppo Campania», a circa due anni dall’acquisizione da parte della Regione Campania, rischierebbe di mandare tutto all’aria, in considerazione della sofferenza economica. Se così fosse, il detto oltre il danno la beffa ci sarebbe tutto e così dimostrato: un incubatore mai decollato al 100 per cento e una società che dovrebbe fare impresa e sviluppo che rischia di chiudere e di conseguenza creare altri disoccupati.

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