Incontro istituzionale tra De Luca e Lombardi per il rilancio dell’edilizia

Scritto da , 8 novembre 2014
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Una vera e propria bufera, quella che ha coinvolto uno dei settori trainanti dell’economia: l’edilizia. E’giunto quindi il momento di mettere in azione un impegno incisivo e concreto, atto a risollevare il settore. Queste le ragioni dell’incontro istituzionale tenutosi ieri tra il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca e il presidente dell’Associazione dei Costruttori, Antonio Lombardi. «Riqualificare il territorio e rivitalizzare il settore edilizio»- questi gli obiettivi discussi e resi noti da Lombardi. Uno dei temi protagonisti dell’incontro –come affermato dal presidente- è stato appunto quello del comparto edilizio; un settore “che attiva un volano economico molto ampio” e che tuttavia non riesce a decollare, restituendo meno della metà degli indotti che potenzialmente è destinato a ricavare sia in termini di capitali sociali che in termini di forza lavoro. «Sono 17.000 i posti di lavoro in grado di impegnare nel settore e 54.000 nell’indotto»-fa sapere- eppure purtroppo la situazione attuale non permette di giungere a queste cifre. Già perché a parlare sono anche i numeri, che non fanno altro che attestare ciò che Lombardi sostiene: «Dal 2005 si è registrata un’attivazione minima dello sviluppo edilizio in città, e la cause principali sono la crisi, il calo dei mutui, e la mancanza di prestiti da parte delle banche». Stando alle cifre elaborate dall’Ance, si tratterebbe di un calo del 50% delle pratiche di mutuo e di uno del 54% dei permessi a costruire, i quali da 13.130 sarebbero di fatto scesi a 5980. Tutto ciò non può che delineare un quadro sconcertante, che tuttavia accomuna l’intera provincia.  Ma Lombardi non si perde d’animo intavola proposte: «Probabilmente con il Comune attiveremo al più presto seminari e convegni per sensibilizzare l’opinione pubblica tutta su questa tematica».  In secondo luogo, -a detta di Lombardi- si cercherà di attivare i conti strutturali europei stanziati in Campania, inclusi in 700 progetti non ancora avviati. Dunque sperare nell’intervento di imprenditori e condurre un’urbanistica “partecipata”- è questa l’unica soluzione attuabile.

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