Incontro con il prefetto Pantalone

Scritto da , 29 gennaio 2014

«C’è bisogno solo di serietà e di responsabilità, al di la del fatto che si sia uomo o donna. Certo la donna ha delle caratteristiche che sono importanti in qualsiasi attività e a maggior ragione nelle pubbliche istituzioni: la sensibilità e la determinazione». A parlare di donne, («è la prima volta che parlo di donne») in un incontro organizzato da donne, (le socie del club Inner Wheel Salerno Phf, presieduto dalla professoressa Laura Camisa Colombis), nel salone Genovesi della Camera di Commercio, dove il pubblico presente era prevalentemente composto da donne, è stata, ieri sera, il Prefetto di Salerno Gerarda Maria Pantalone, che per la prima volta ha partecipato ad un incontro non istituzionale: «Pensavo si trattasse di un incontro informale, non mi aspettavo tanta partecipazione!», ha affermato sorpresa il Prefetto secondo la quale oggi non ha senso parlare ancora di donna o uomo: «Per me non c’è differenza, anche nelle istituzioni. Forse sono fortunata a far parte di un Ministero che vede il 40% dei prefetti donne presenti sul territorio. C’è bisogno solo di serietà e di responsabilità, al di la del fatto che si sia uomo o donna. E’ brutto vivere in un Paese che ha la necessità di fare una legge per proporre le quote rosa e di avere un Ministero per le Pari Opportunità. Mi sentirei mortificata di arrivare a un incarico perché sono una quota». Il Prefetto ha anche raccontato un po’ della sua vita: «Sono la prima di sei sorelle. Evidentemente i miei genitori aspettavano un maschio che non è arrivato. Mio padre, circondato da donne, per la forza della disperazione, ha deciso di parlare con me come se fossi il suo figlio maschio: con lui ascoltavo 90′ minuto e parlavo di calcio. A volte ci scontravamo perché io tifavo Napoli e lui un’altra squadra». Il Prefetto Pantalone ha raccontato di non aver mai ricevuto un privilegio per il fatto di essere donna: «Ho sempre avuto incarichi particolari e lavorato con determinazione, senza mai subire una discriminazione o avere privilegi per il semplice fatto di essere donna. Sono sempre riuscita a far coesistere tutte le cose. Tante volte mi sono chiesta: se avessi avuto un figlio sarei stata così disponibile a lavorare in orari notturni, senza ferie e quant’altro? La mia risposta è stata no! No perché avrei avuto un dovere nei confronti di mio figlio che non mi avrebbe consentito di fare tutto quello che ho fatto». La dottoressa Pantalone ha ricordato che l’Italia è riuscita a fare qualche passo avanti nel dare maggiore presenza alle donne in politica, nella pubblica amministrazione e ai vertici dei luoghi decisionali: «Bisogna però fare ancora molta strada». L’incontro :”La donna nelle istituzioni” promosso dal club Inner Wheel Salerno Phf, è stato prontamente accolto dalle presidenti delle associazioni del territorio: Rosaria De Luise (Inner Wheel Salerno Est), Luisa Fiore (Fidapa), Anna Luisa Giuliani (Soroptimist), Bianca Lettieri (Comitato per l’Imprenditorialità Femminile), Maria Vittoria Petraglia (Croce Rossa), Diana Di Lorenzo Sardone (Fondazione Belisario), Teresa Farina (Hortus Magnus), Clotilde Baccari Cioffi (Parco Storico Sichelgaita), Nietta Carucci (Associazione Mogli dei Medici Italiani), Silvia Siniscalchi e Davide Tuosto (Associazione Italiana Insegnanti di Geografia); Flora Battiloro (Caffè dell’Artista), Rosa Volpe (Cinquanta&Più), Pina Gallozzi (Ciprea), Felice Pastore (Gruppo Archeologico); Teresa Morrone, (Quiss, che erano presenti insieme alle Past Governatrici Cucca Pietrofeso Andria ed Elena Marsilia, alla rappresentante del Governatore Rosalia Galano e alla dottoressa Patrizia Bonfiglio della Camera di Commercio. La presidente Laura Colombis, ha ricordato il motto della Governatrice Anna Maria Falconio :”Noi per le donne”, «dove “per” indica il modo in cui agire, un agire ricco di risultati concreti e fruttuosi, come concreta e fruttuosa sa essere la donna che Lei (rivolta al Prefetto) rappresenta al meglio. Un agire che lei, espressione dello Stato, pone al servizio di tutti i cittadini non guardando a distinzioni di sesso, cultura e razza». Aniello Palumbo

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