Inchiesta Unisa: «Bianchi, Talarico e D’Auria spostarono i dipendenti altrove»

Avevano semplicemente operato per sopperire alle istanze del responsabile della biblioteca dell’Ateneo. Il tutto, dunque, in buona fede. Ecco perché per Aurelio Tommasetti, Antonio Piccolo, Vincenzo Addesso, Mirella Pecoraro e Pasquale Passamano, la Procura di Nocera Inferiore ha chiesto l’archiviazione nell’ambito dell’inchiesta su un appalto dell’Unisa. Il rettore, il pro rettore, i due componenti della commissione giudicatrice ed il sindacalista, in pratica avevano attivato le procedure per sopperire alle carenze di personale della biblioteca d’Ateneo. Una richiesta che più volte era stata sollecitata dal sindacato e dallo stesso direttore della struttura. In pratica, nulla hanno a che vedere rispetto a ciò che è avvenuto successivamente e che è ancora oggetto di indagine da parte della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore. Infatti se per Tommasetti, Piccolo, Addesso, Pecoraro e Passamano, è arrivata l’archiviazione, restano in piedi le accuse di reato per Attilio Bianchi (all’epoca direttore generale dell’Unisa oggi manager del Pascale di Napoli); Pasquale Talarico (responsabile del procedimento e responsabile della commissione giudicatrice) e Monica D’Auria (responsabile dell’ufficio legale e contratti). Quest’ultimi tre (già precedentemente iscritti sul registro degli indagati della procura nocerina) dovranno rispondere di concorso e falso ideologico. Il procedimento nasce dopo alcune segnalazioni riferite all’assunzione di quindici unità di personale avvenute attraverso la società Lavorint spa di Milano.
La procedura di selezione nasceva per garantire il regolare funzionamento della biblioteca. Fin qui nulla di strano, se non fosse che le indagini hanno accertato che solo sei dipendenti erano stati impiegati presso la biblioteca; gli altri erano stati dislocati alla segreteria studenti e ai dipartimenti e due unità erano state addirittura assegnate al direttore generale Bianchi.
Una decisione, questa, presa – secondo le successive indagini – all’oscuro del rettore Tommasetti, di Piccolo, di Addesso, di Pecoraro e Passamano – e confermata anche attraverso la testimonianza del responsabile della società. Ai magistrati ha dichiarato di aver incontrato solo Talarico, Bianchi e D’Auria, i quali avevano richiesto candidati da dislocare “in vari uffici dell’Ateneo”, «in particolare – ha dichiarato – mi fu detto in amministrazione e contabilità, portierato, servizi generali e biblioteca».
E per Bianchi, Talarico e D’Auria, inoltre potrebbe aprirsi anche un procedimento contabile. La Procura avrebbe ipotizzato anche il danno economico: 4.360 euro al mese. Ma di quest’ultimo fatto, dicono i magistrati “verrà investita la competente procura della Corte dei Conti”.