Inchiesta Sistema: in quattro parlano, trema la Piana

Scritto da , 25 Gennaio 2016
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Il… Sistema era stato scoperto e smantellato dall’antimafia con il blitz dello scorso maggio. Ora, però, il fronte dell’inchiesta sulle commistioni tra camorra, spaccio e politica a Battipaglia si avvale di nuovi rilevanti elementi. Almeno quattro persona hanno reso dichiarazioni al sostituto procuratore antimafia Rosa Volpe. Ammissioni e nuovi elementi forniti direttamente da alcuni indagati. Pagine e pagine di verbali che sono stati notificati nei giorni corsi ai legali difensori in vista dell’udienza preliminare del prossimo nove febbraio. Rosa Volpe, ora procuratore aggiunto a Napoli, ha chiesto il processo per centotrenta persone. A questo punto le dichiarazioni fornite dalle persone che hanno ammesso le proprie responsabilità e fornito altri particolari potrebbero pesare, e non poco, sull’esito del procedimento. Dichiarazioni che potrebbero aver avviato, tra l’altro, altri procedimenti.  Alcuni degli indagati avevano intenzione di chiedere di essere giudicati attraverso un rito alternativo .Tra gli indagati figura Paolo Pastina, figlio dell’ex consigliere comunale di Battipaglia. L’organizzazione criminale è  legata al clan Giffoni-Noschese (che si pensava debellato dopo gli arresti nel 2003) aveva cercato di applicare anche sul territorio battipagliese e della Piana del Sele in genere applicando metodiche tipiche della malavita napoletana. Le indagini hanno evidenziato la sussistenza, a partire dal 2009 e fino al al 2012, di un sodalizio delinqeunziale finalizzato allo spaccio di sostanze stupefacenti guidato da Cosimo Podea, Pierpaolo Magliano e Paolo Pastina cheaveva federato al suo interno con metodi camorristici tutti coloro che nel territorio di Battipaglia ed in co-muni limitrofi svolgessero detta attività con la forza della intimidazione. Il sostituto procuratore ha sottolineato la rilevanza, in ambito investigativo, delle rivelazioni dei collaboratori di giustizia. “Ci hanno permesso di andare a fondoedifarlucesullapromiscuitàdiquesto gruppo criminale con ambienti delinquen- ziali di Scampia e Secondigliano”. Fondamentale sotto quest’aspetto le indicazioni forniteda Cosimo Podea.Ilsodalizioguidato, quindi,da Podeia, Magliano e Pastina aveva, con i metodi propri dei sodalizi delinquenziali ditipocamorristico,conquistatolaleadership sulla attivita di fornitura e di- stribuzione di hashish,marijuanaecocainasulterritorioeli- minando, di fatto, un altro sodalizio che fino ad allora aveva operato in maniera esclusiva ed era rappresentato da Carmine Marino. Secondo gli inquirenti, grazie all’asse con la criminalità, Pastina sarebbe riuscito ad incrementare il suo patrimonio e ad avviare una serie di attività. Ora l’udienza preliminare prevista per il nove febbraio davanti al Gup del Tribunale di Salerno Renata Sessa.

 

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