Inchiesta Piazza della Libertà/ Rogatoria per De Luca e favori per gli assessori

Scritto da , 4 febbraio 2016
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Vizi privati e pubbliche virtù. L’inchiesta su Piazza della Libertà si arricchisce di clamorosi e inquietanti retroscena, le basi dell’indagine della Procura sono arricchite dalle intercettazioni che hanno svelato, a giudizio degli investigatori, quello che è considerato il vero intreccio tra politica, imprenditori e il malaffare. Anche episodi che da un punto di vista giudiziario non hanno rilevanza ma che chiariscono piccoli favori e civetterie varie, indegne di uomini politici eletti dal popolo. In 16 faldoni, oltre alla consulenza di Boeri, una miriade di intercettazioni che gli avvocati tentano di tenere nascoste. In quei 16 cd c’è forse la malastoria della politica salernitana intorno a quell’opera che De Luca voleva tramandare ai posteri. Del resto se i Pm avevano chiesto ben 12 arresti, non concessi dal Gip non per l’inconsistenza delle accuse ma per altri motivi, qualcosa di concreto doveva pur esserci.

LE ROGATORIE SU DE LUCA

Agli atti sono allegate le rogatorie ordinate dalla Procura in ben tre Stati per accertare eventuali trasferimenti di soldi all’estero. Rogatorie che hanno dato esito negativo. E’ quello che emerge dalle traduzioni dei tecnici allegate agli atti. Come ci sono centinaia di telefonate dell’ex sindaco agli stessi imprenditori; chiamate nelle quali De Luca aggiustava in corsa i lavori se c’era qualcosa che non andava, sceglieva i colori e i materiali della pavimentazione e altro. Indicazioni che probabilmente “aggiravano” anche quello che risultava dai progetti, un direttore di lavori insomma ma – allo stato- non penalmente rilevabile.

IL GOSSIP

Naturalmente nel calderone delle telefonate non sono mancate quelle calde tra alcuni protagonisti e focose signore. Una nota di colore che non mancherà di scaldare la fantasia di chi avrà la fortuna di leggere e poi di raccontare in giro.

LA GIUNTA

Anche dalle telefonate, oltre che dagli atti, risulta quello che a Salerno tutti sanno. Ci sono assessori di serie A e quelli di serie B. Quest’ultimi si trovano indagati solo per aver approvato la delibera. Qualche big ha pensato bene di ricavarne qualche favore personale. Per qualcuno si nota un bell’investimento immobiliare con vista mare, per altro vacanze romane profumatamente pagate. Io faccio un favore a te e tu lo fai a me. Gli imprenditori della Esa, Esposito e Belfiore, sanno, negli interrogatori non hanno detto quasi niente ma sono stati traditi dalle telefonate. Ed in questo intreccio tra politici e imprenditori ne hanno fatte le spese alcuni dirigenti del Comune, magari non indagati ma costretti a prendere dal fondo una pratica e metterla in cima. “Lo ha detto l’assessore”…

I particolari? Alla prossima puntata

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