Inchiesta Piazza della Libertà. Dal Comune le telefonate focose del politico?

Scritto da , 5 febbraio 2016
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A sua insaputa. La vacanza familiare a Roma fu pagata all’assessore senza che questi sapesse nulla. Se non fosse che a mettere mano alla tasca per poche centinaia di euro sia stato l’imprenditore di Piazza della Libertà Enrico Esposito, la storia non sarebbe stata inserita nelle oltre 16mila pagine dell’inchiesta e diventare un cult del gossip politico salernitano. Non del centrodestra completamente assente su qualsiasi cosa succeda in città, ma negli stessi ambienti del Pd in grande fibrillazione per la prossima tornata elettorale. Un tritacarne mediatico cui l’assessore è pronto a rispondere per chiarire la vicenda che giustamente ribadisce “non ha nessuna rilevanza penale. Anche perché, dopo aver saldato gli extra ho provveduto a pagare personalmente all’imprenditore quanto anticipato. Nessun regalo”. Del resto la storia viene fuori da una intercettazione terza, cioè la telefonata riguarderebbe altre persone. L’assessore è sereno ma al di là della storia di presunti favori liquidati in quattro paginette, quello che tiene banco sono le famose telefonate focose il cui giro riguarda non solo uno degli indagati ma vedrebbe coinvolto anche uno dei politici di Palazzo di città. Soliti argomenti pruriginosi che scatenano la fantasia degli addetti ai lavori. La voce per la verità girava da tempo al Comune, compresa quella di ripercussioni familiari. Anche qui nulla di penalmente rilevante, certo sarebbe grave se le chiamate hot partivano dai telefoni del Comune e se questi venivano utilizzati anche da persone estranee. Di concreto è interessante leggere quale era il rapporto tra De Luca e i tecnici nella gestione della realizzazione della Piazza. Vi abbiamo già raccontato dei suoi interventi per cambiare in corsa quegli elementi a lui non graditi. E’ interessante, però capire quale sia stata l’interpretazione degli inquirenti su alcune vicende. Come quella della variante il cui progetto era nelle mani di Criscuolo e i relativi tempi di consegna. Questo, stranamente, farebbe di De Luca più una vittima che carnefice nella gestione amministrativa dell’appalto. Di certo chi è in possesso dei famosi cd, praticamente secretati dalla procura, sta leggendo con avidità. Da piccoli particolari possono venir fuori storie davvero interessanti. Soprattutto politicamente. (continua)

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