Inchiesta Mastursi: da Roma arrivano nuovi sviluppi

Scritto da , 22 dicembre 2015

di Andrea Pellegrino

Un occhio a Napoli e l’altro a Roma. Le vicende giudiziarie del governatore Vincenzo De Luca, seppur diverse, sono collegate a doppio filo. L’una al Tribunale Civile di Napoli, l’altra alla Procura della Capitale. E ieri la giornata fino a tarda sera è stata di allerta per politici ed addetti ai lavori. Fin da ieri, era attesa la decisione del Tribunale di Napoli sulla legge Severino. In poche parole, sulla sospensione o meno dalla carica per Vincenzo De Luca. Gli scenari che si prospettano sono più di uno, ma il “congelamento” della decisione di ieri, probabilmente conduce alla seduta regionale in programma per oggi, quando ci sarà da esaminare ed approvare il bilancio della Regione Campania. Atto che dovrà essere approvato entro il 31 dicembre per evitare il commissariamento dell’ente. L’udienza di merito sul ricorso contro la “sospensione firmata da Renzi” si è discussa la scorsa settimana, con un cambio nel collegio di legali che assiste De Luca (con le dimissioni di Antonio Brancaccio, ndr), e il tribunale si è riservato sulla decisione. Tre sono i possibili scenari: i giudici potrebbero disporre un ulteriore rinvio, oppure sospendere ancora la decisione in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla norma, o ancora emettere la sentenza di merito. A luglio lo stesso tribunale, ma con composizione diversa, con un provvedimento di urgenza congelo’ il decreto del presidente del Consiglio che disponeva la sospensione, permettendo a De Luca di espletare le sue funzioni di presidente. Nello stesso procedimento che pende davanti alla prima sezione, c’è anche il ricorso presentato dagli avvocati da un gruppo di ex consiglieri regionali del centrodestra e del Movimento per i diritti del cittadino che chiedono l’applicazione della Severino e la sospensione di De Luca. Del collegio giudicante non fa più parte Anna Scognamiglio, indagata dalla Procura di Roma per presunte irregolarita’ nella decisione a favore di De Luca di luglio, così come il marito che ambiva ad una carica da manager sanitario in Campania, lo stesso De Luca, il suo ex capo di gabinetto Nello Mastursi e altre tre persone. Ed è proprio a Roma che è buttato l’altro occhio. Il caso Mastursi – De Luca, infatti, potrebbe allargarsi. Per ora l’inchiesta in capo al Procuratore Giuseppe Pignatone non è ancora chiusa, ma alcuni interrogatori di testimoni potrebbero far emergere clamorose novità. Vicenda che tocca anche il livello politico e che smuove gli animi in casa Pd. In particolare la frizione tra il vicepresidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola e parte del gruppo del Partito democratico. Il salernitano, infatti, da settimane sarebbe sotto “assedio”, politicamente parlando, a Palazzo Santa Lucia.

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