Inchiesta coop, proroga delle indagini per il ras Vittorio Zoccola

Scritto da , 6 Novembre 2021
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di Pina Ferro

“Le cooperative “Terza dimensione e 3SSS fanno capo a me e i miei riferimenti sono esclusivamente Vincenzo e Roberto De Luca, con Piero De Luca non ho rapporti perchè non c’è affinità”. Nell’interrogatorio del 22 ottobre scorso Fiorenza Zoccola, ras delle cooperative e al centro dell’inchiesta sui presunti appalti truccati al Comune di Salerno, è un fiume in piena. Così come a Vincenzo De Luca, ieri mattina, gli uomini della Mobile di Salerno hanno notificato anche a Fiorenzo Zoccola, difeso da Michele Sarno, l’avviso di proroga delle indagini emesso dal  Gip. Stesso atto è stato notificato anche ad altri indagati. Pare si siano aggiunti altri nomi oltre a quello del governatore De Luca.
“Esiste un accordo ben preciso tra le cooperative e la politica che e’ teso a garantire alle prime continuità lavorativa in cambio di voti da parte di coloro che ne sono formalmente soci ma che in realtà sono loro dipendenti – dice nel verbale – peraltro le cooperative non esauriscono questo sistema che trova invece la sua massima espressione per quanto riguarda le società partecipate e le municipalizzate”.
Zoccola, a più riprese, chiama in causa direttamente il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, indagato in questa inchiesta per corruzione elettorale. Con De Luca il rapporto parte nel lontano 1989 “quando era segretario provinciale del Pci”. Racconta ancora di quando incontra il presidente della Regione e gli parla del suo quartiere generale salernitano, il Genio civile. “Con il De Luca ebbi un fugace incontro visivo in occasione della cerimonia per l’inaugurazione dei lavori per la bretella della tangenziale al rione Petrosino. Mi fece cenno che aveva parlato con il sindaco e che era tutto apposto, riferendosi alla richiesta che io avevo fatto pervenire di accelerare l’approvazione della delibera relativa alla pubblicazione del bando successiva al decreto di sequestro del giugno 2020”. E ancora, il suo ruolo di “uomo di equilibrio” in grado di “dividere il sostegno ai due candidati al consiglio regionale, Nino Savastano e Franco Picarone, così come emergeva da una intercettazione telefonica nell’inchiesta firmata dal gip Gerardino Romaniello. “L’indicazione del 70 per cento e 30 per cento la ricevetti a giugno direttamente da Vincenzo De Luca che incontrai casualmente. In quella circostanza dissi al presidente che mi ero rappacificato con Nino Savastano. Era la ripartizione dei voti alle regionali tra Savastano e Picarone, nella misura del 70 e 30, fu veicolata da me alle altre cooperative che avrebbero dovuto tenerne conto, perchè il rispetto di tali indicazione faceva parte dell’equilibrio che si doveva garantire”

 

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