Incendio nel carcere di Fuorni. Quattro gli agenti rimasti intossicati a seguito del rogo appiccato da un detenuto

Scritto da , 10 febbraio 2018

Pina Ferro

E’ stato un attimo ed uno dei bracci di detenzione della Casa circondariale di Fuorni si è completamente riempito di fumo creando caos, panico e tanta paura. E’ stato grazie alla solerzia e la celerità d’intervento degli agenti della polizia penitenziaria di turno, che non hanno lesinato di mettere a repentaglio anche la propria incolumità, ad evitare che potesse consumarsi una tragedia. Sono stati quattro, alla fine, i poliziotti, costretti a fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale di via San Leonardo intossicati dal fumo respirato nel corso delle operazioni di soccorso. Il caos è scoppiato nella serata di giovedì. Il cittadino agerino Gedidi Anis, arrestato per furti e ricettazione e sottoposto all’isolamento, con l’ausilio di un accendino ha dato alle fiamme vestiario coperte e materasso. Nel giro di pochi minuti le lingue di fuoco hanno avvolto l’intera cella e, si é creata una nube di fumo che ha interessato anche le altre celle di detenzione. Scattato l’allarme, l’intervento degli uomini della Polizia Penitenziaria e stato tempestivo: con l’ausilio di estintori hanno sedato le fiamme e salvato il detenuto. Nel frattempo anche gli altri detenuti del braccio sono stati celermente trasferiti in altre sezioni. Ovviamente, l’accaduto ha creato caos e tensione, soprattutto tra i detenuti che hanno temuto per la loro vita. Gli agenti con grande professionalità, hanno fin da subito tenuto sotto controllo l’intera situazione. Quando finalmente l’emergenza è rientrata, stemperata la tensione accumulata, quattro degli agenti impegnati nelle operazioni di spegnimento delle fiamme e trasferimento dei detenuti, hanno avvertito grossi problemi di respirazione, a causa dell’ingente quantità di fumo che avevano respirato. Soccorsi dai colleghi sono stati trasferiti al Pronto soccorso dell’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno dove sono stati sottoposti alle cure del caso e, precauzionalmente trattenuti per l’intera notte. Solo nella tarda mattinata di ieri sono stati dimessi. Il detenuto autore del rogo, nei mesi scorsi si era reso responsabile di un aggressione ai danni di due poliziotti che dovettero ricorrere alle cure ospedaliere per le lesioni riportate al setto nasale. La tempestività d’intervento e di trasferimento dei detenuti dalla sezione in cui si è sviluppato il rogo ha evitato che gli stessi potesse inalare grosse quantità di fumo.

 

Le reazioni/ Atto di accusa del segretario regionale della Uil penitenziaria

«Situazione al collasso totale tra l’indifferenza degli organi preposti»

«La situazione è al collasso totale e gli organi preposti fanno finta di nulla». Il duro atto di accusa è arrivato dal segretario regionale Uil Pa Polizia Domenico De Benedictis nelle ore successive a quanto accaduto all’interno della casa circondariale di Fuorni. De Benedictis ha sottolineato che la tempestività degli agenti della penitenziaria è stata determinante, per salvare la vita al detenuto resosi attore di questo insano gesto, ma soprattutto, per salvare la vita agli altri detenuto, ristretti nel braccio detentivo. «Il personale di Polizia e sempre di meno a causa del mancato turn over e, molti degli agenti in servizio sono sempre piu anziani e consumati, da una logorante attività lavorativa, sempre più attenzionata dalle cronache nazionali e regionali. Ha sottolineato il segretario regionale della Uil Pa Penitenziaeria – Ma in tutto questo, gli organi preposti, continuano a far finta di nulla, giustificando spesso, che questi episodi, sono frutto di una naturale conseguenza lavorativa, dimenticando spesso, che, così come la conseguenza lavorativa, esiste, innanzitutto, il diritto del lavoratore che esplicita in modo inequivocabile: tutti i lavoratori, hanno il diritto, di esercitare la loro funzione professionale in sicurezza, salubrità dei luoghi di lavoro e con giusti ed equilibrati, carichi di lavoro. Il fatto stesso, che 4 Agenti, sono stati intossicati per salvare la vita alla compagine detentiva, dovendo ricorrere obbligatoriamente dopo, alle cure dei medici del Pronto soccorso, dove sono stati trattenuti fino alla mattina successiva, conferma senza ombra di dubbio, che tutte le criticità operative, le carenze tecnologiche e strutturali, che da tempo chiediamo vengano adeguate, non sono ancora operative, e qualcuna ancora inesistente. In queste ore, le segreterie regionali stanno preparando un documento congiunto, per chiedere un incontro urgente con il Provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Campania, per cercare di addivenire ad una soluzione definitiva a questo problema che oramai sembra essere diventato, un vero e proprio dilemma, visto che la direzione di Fuorni, ha chiesto 70 agenti e il Provveditore, sostiene, che i numeri dell’organico, sono esatti. Intanto, gli agenti coprono quotidianamente più posti di servizio, la popolazione detenuta e sempre meno esposta ai dovuti controlli per ovvie ragioni e nel frattempo, gratuitamente qualche agente, viene anche aggredito se non addirittura ricoverato in ospedale, come I fatti accorsi l’altra sera. Chiediamo pubblicamente, che il Provveditore dell’amministrazione penitenziaria della Regione Campania, si prenda le sue responsabilità e determini, le linee guida, visto che è il primo a sostenere che gli agenti ci sono, per consentire un’equa distribuzione dei carichi di lavoro e far lavorare gli operatori tutti, in totale sicurezza e salubrita, secondo le normative vigenti». Pina Ferro

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