«Inaccettabile vedere candidati ripresentarsi dopo tutti quei danni»

Scritto da , 7 febbraio 2018

Adriano Rescigno

«Ho accettato la candidatura con l’intento di contribuire al cambiamento di una politica fallimentare, con riferimento alla disoccupazione giovanile, alla degenerazione dei livelli della sanità, all’incapacità di contrastare lo spopolamento dei piccoli comuni in condizioni di disagio abitativo, alla corruzione nei contratti pubblici, all’inefficienza della giustizia dimostrata dalla caduta in prescrizione della maggior parte dei reati da cui si origina la fuoriuscita dallo stato di diritto, all’incapacità di contrastare l’oppressione della burocrazia nei confronti dei cittadini e delle piccole imprese, con i conseguenti riflessi negativi in termini occupazionali, all’arretratezza dei trasporti pubblici nel Mezzogiorno. Su questi ed altri importanti temi, a me cari, l’impegno del Movimento 5 stelle è vero e serio». A sostenerlo è Francesco Castiello, candidato al Senato nel collegio di Battipaglia.

Come sarà la sfida con la Gallo e Spinelli? Chi ritiene politicamente più forte?

«La candidata del Pd Filomena Gallo, esponente del Partito radicale, è estranea al territorio, non ne conosce i problemi e non mi sembra, in grado di interpretare le esigenze e le aspettative delle comunità locali. E’ la candidata del partito che ha governato negli ultimi anni, i cui nefasti risultati sono sotto gli occhi di tutti: crescita economica del Paese vicino allo zero, aumento della disoccupazione aumento della pressione fiscale. Costabile Spinelli è l’esponente di Forza Italia, il partito che per diversi anni ha fatto credere agli Italiani lucciole per lanterne promettendo, il ponte sullo stretto di Messina e amenità simili, tra cui la flat tax, un prelievo fiscale uguale per tutti pari al 15% assolutamente inverosimile, oltre che per la mancanza di coperture finanziarie, per un impedimento giuridico insormontabile costituito dall’articolo 53, comma 2 della Cost. il quale prescrive che “Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”, impedendo che tutti i contribuenti possano pagare la stessa aliquota. Una legge simile, qual è quella proposta da Berlusconi, sarebbe stroncata dalla Corte Costituzionale. La “rivoluzione fiscale” è un refrain che Forza Italia ripete ormai dal ’94 ma non è mai stata realizzata, neppure in occasione del IV governo Berlusconi che godeva della più solida maggioranza parlamentare della storia repubblicana. La coalizione del centrodestra è un coacervo di contraddizioni, ormai prossimo all’implosione. Berlusconi, dopo aver riconvertito in baciamano i sorrisi di scherno della Merkel, si professa europeista, Salvini vuole l’uscita dall’euro, la Meloni si scaglia contro Berlusconi per avere quest’ultimo ipotizzato un governo di larghe intese con il Pd. Ognuno dei tre afferma quel che gli altri negano e nega quel che gli altri affermano. Bisogna tenere presente che il partito di Spinelli è alleato con la Lega, da sempre profondamente antimeridionalista, E’ evidente che il Movimento 5 stelle costituisce l’unica, seria possibilità per il rilancio del Paese, in generale, e del Mezzogiorno in particolare. Non a caso, come di recente ha fatto osservare l’ex governatore della Banca d’Italia Fazio, soltanto nel programma del Movimento 5 stelle vengono affrontati i temi economici».

Su cosa si basa il suo programma elettorale?
«Il programma si basa sul valore intrinseco delle idee che il Movimento propone, sulla larga condivisione da parte di ampi strati della popolazione che aspirano al cambiamento e alla sostituzione della politica clientelare e fallimentare. Gli entusiasmi e le speranze dei giovani che si accingono a votare compatti, in tutta Italia, per il Movimento saranno la linfa vitale di questa nuova politica».

Convinca un elettore indeciso.

«Non bisogna rinunciare al diritto di voto perché si rinuncia alla libertà di pensiero che la Costituzione all’art. 21, consacra come un diritto fondamentale dell’individuo»

Crede che il Movimento abbia già vinto?
«Credo che il Movimento sia prossimo alla vittoria per la gran voglia della gente di una politica seria e concreta che risolva i problemi più gravi e attuali della società. Le politiche di governo del centrosinistra e del centrodestra hanno creato l’antipolitica e la disaffezione. Bisogna estendere la base del consenso recuperando i rinunciatari all’esercizio del diritto di voto, combattendo l’astensionismo e il non voto indotto dal totale fallimento dei governi passati. E’ inconcepibile che gli stessi soggetti che hanno rovinato l’economia italiana e disastrato il Mezzogiorno provocando una disoccupazione giovanile pari a circa il 50% si propongano, per l’ennesima volta, come inattendibili risolutori dei problemi».

Cosa tiene più a cuore cambiare?

«Il peso della burocrazia che opprime le circa 120 mila imprese che operano nella provincia di Salerno, caricandole il “rischio amministrativo” che aggrava l’ordinario rischio di impresa, provocando pesanti oneri impropri sia in termini di costi aggiuntivi sia in termini di tempi sottratti all’attività produttiva e alimentando la corruzione che, spesso, costituisce la conseguenza dei vincoli burocratici e della necessità di rimuoverli. Altra cosa che mi sta a cuore è la lotta allo spopolamento dei territori in quanto, secondo fonti qualificate, i piccoli comuni di alta collina e di montagna, nel periodo tra il 2040 e il 2050, saranno completamente desertificati. Si estingueranno preziose tradizioni culturali, si perderanno eccellenti prodotti enogastronomici, avranno luogo gravi dissesti idrogeologici. La legge numero 158 del 6 ottobre 2017 non è in grado di risolvere questi problemi. Con una copertura finanziaria di appena 10 milioni di euro per il 2017 e di 15 milioni di euro per il 2018, circa 3.000 comuni al di sotto dei 5.000 abitanti in condizioni di disagio abitativo dovrebbero riqualificare i centri storici, migliorare l’assetto viario, espropriare immobili fatiscenti ricostruendoli e utilizzandoli per musei, case della cultura, etc., con qualche migliaio di euro ciascuno. Occorre migliorare la legge sia selezionando gli obiettivi e riportandoli ad una dimensione di concretezza sia adeguando la copertura finanziaria.ò altrimenti la legge stessa rimarrà un libro dei sogni. Infine, sarebbe auspicabile la distribuzione dei terreni demaniali inutilizzati ai gio- vani agricoltori nonché il pieno utilizzo delle sovvenzioni comunitarie; obiettivi di grande rilevanza sociale ed entrambi ben lontani dall’essere raggiunti dalla Regione Campania.

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